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Mille miglia 2003: conclusione finale

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Si č conclusa la Millemiglia, ventunesima edizione della storica gara di auto d’epoca che con i suoi 372 equipaggi, provenienti da cinque continenti, attraversa l’Italia da Brescia a Roma. Non soltanto una gara automobilistica, ma un evento mondano e culturale fatto di storia e tradizione, che dal 1927 infiamma i cuori di piloti provetti, appassionati di auto storiche e neofiti curiosi. Sono stati quattro giorni dedicati ad assetti, gomme e carburazioni. Quattro giorni in cui molti guidatori appassionati si trasformano in piloti , divertendosi a saggiare le problematiche dei campioni di epoche passate a bordo di vetture che sono ora degli autentici pezzi da collezione.

KERMESSE STORICA – L’attuale Millemiglia č il remake della storica kermesse e, ora come allora, vede la partecipazione alle tappe del percorso (da Brescia a Roma e ritorno), delle pių importanti marche che hanno fatto la storia della manifestazione: Ferrari ovviamente, ma anche Maserati, Osca, Lancia, Alfa Romeo, Mercedes, Bmw, Porsche, Bentley, Jaguar e Bugatti. Le vetture ammesse alla gara sono auto sportive e da competizione costruite negli anni che vanno dal 1927 al 1957. La preferenza č riservata, ai modelli che hanno preso parte ad almeno una Millemiglia velocistica.

EVENTO MONDANO – La Millemiglia rappresenta uno degli eventi mondani pių attesi della stagione e come ogni anno numerosi vip animeranno il palcoscenico della manifestazione: nobiluomini, star dello Ŧshow bizŧ e imprenditori di successo. C’č re Carlo Gustavo di Svezia, a 57 anni uno dei monarchi pių giovani d’Europa; con un pilota di esperienza e di buon livello, il principe Leopold von Bayern, su Bmw 328 numero 100 carrozzata dalla milanese Touring. Tra le Ŧteste coronateŧ un’altra attesissima Ŧprimaŧ: č quella del principe Emanuele Filiberto di Savoia che, dopo i rally, si tuffa nell’avventura regolaristica con l’amico Giovanni Valla al volante di una Bugatti del 1926. ŦSono eccitato all’idea di vedere l’Italia da un punto di osservazione particolare -ha detto al via – Mi hanno spiegato che saranno in tantissimi lungo il percorsoŧ. Artisticamente esplosiva č la coppia formata dal celebre fotografo Oliviero Toscani e dal cantautore Lucio Dalla sulla Porsche 356 A ’56 numero 366.

ATTRICI E CANTANTI – Al n.167 su Mercedes 300 SL Prototipo del ’52 la famosa attrice tedesca Ushi Glas. Sarā presente anche la rockstar senese Gianna Nannini, sorella dell’ex-pilota F.1, al volante di una storica Bmw: al suo fianco, come navigatrice, la giornalista Rossella Labate. Per alcuni equipaggi la gara č una lotta accanita tra specialisti del cronometro e della regolaritā, oltre che una sfida con se stessi. Per tutti gli altri rappresenta una divertente passerella alla scoperta degli angoli pių affascinanti della Penisola, senza troppi problemi di orari da rispettare.

LE TAPPE – La partenza č stata data in Piazza Vittoria, a Brescia, il 22 maggio alle 20,15. La prima tappa si č conclusa a Ferrara e proprio la Bugatti di Emanuele Filiberto ha chiuso la frazione in testa mentre č stato sfortunato il re di Svezia: la sua Mw ha accusato un leggero bloccaggio di una ruota posteriore. Arrivo regolare per Gianna Nannini e la Ferrari 750 Monza dell’ex pilota di F1 Jackie Ickx . Il giorno successivo seconda tappa, da Ferrara a Roma con un abbandono importante, quello di Lucio Dalla: poco prima di Urbinao la frizione della sua Porsche lo ha appiedato. Ma Dalla ha deciso di continuare a seguire la carovana della Mille Miglia al volante di una Porsche Cayenne. La terza e conclusiva tappa, sabato 24 maggio, parte dalla capitale termina a Brescia per la passerella finale dei concorrenti in viale Venezia. Durante il tragitto le auto attraversano borghi e centri storici, dove gli appassionati attendono con ansia di vedere il passaggio dei bolidi. Non occorre pagare un biglietto, soltanto armarsi di pazienza.

I VINCITORI – Per le cronache, la competizione č stata vinta dall’equipaggio argentino Sielecki-Hervas al volante di una Bugatti T23 modello Brescia, costruita 80 anni fa. Gli argentini hanno tenuto la testa della corsa fin dalla prima prova speciale. Al secondo e terzo posto rispettivamente gli equipaggi Vesco-Vesco (Fiat 508 S Coppa d’Oro) e Aghem-Conti (Alfa Romeo 6C 1500 Mmf). Dei 372 equipaggi partiti, a Brescia ne sono tornati 300.

COMUNICATO STAMPA n. 23 / 2003 del 24 maggio

Sielecki-Hervas trionfano nella Mille Miglia 2003.

Con la Bugatti T23 Brescia gli argentini coronano un sogno precedendo i bresciani Vesco (Fiat) e i coniugi torinesi Aghem-Conti (Alfa Romeo). Seguiti da una folla record, all’arrivo 289 equipaggi su 373 partenti.

Il grande sogno argentino č divenuto realtā. Carlos Sielecki e Juan Hervas, professionisti di Buenos Aires, conquistano la MILLE MIGLIA 2003 nell’abitacolo della Bugatti T23 Brescia del 1923 n.14. Dopo il secondo posto dell’anno scorso, su Bentley 4.5 Litre SC ’29, confermano la sorprendente crescita della scuola regolaristica argentina: quattro equipaggi sudamericani figurano infatti nei primi dodici posti dell’assoluta, gli altri sono sette italiani ed uno statunitense. Il pilota č un 45.enne architetto/imprenditore, il navigatore 52.enne notaio: con grinta, determinazione ed un’eccezionale costanza di rendimento, Sielecki č balzato al comando della classifica subito dopo le prime prove nelle Marche, dopo l’ottimo avvio dall’altoatesino Michael Brunner (sulla bresciana OM 665 MM ’30). Era dal 1986 che uno straniero non transitava vittorioso sul palco di Viale Venezia a Brescia: 17 anni fa fu la volta della Mercedes SSK ’29 di Schildbach-Netzer. Mai una Bugatti ha trionfato nella rievocazione della Freccia Rossa: nelle venti edizioni precedenti la vittoria č andata per sei volte alla Bmw, tre Mercedes, due Cisitalia, ed una volta ad Abarth, Ferrari, Fiat, Healey, Lancia, Maserati, Osca, Renault, Stanguellini,.

Con un bottino di 13.902 punti, conquistati nel corso delle 35 prove cronometrate, superando indenni i tre controlli orario e i numerosi controlli timbro, Sielecki-Hervas hanno preceduto Roberto Vesco (57 anni) e il figlio Andrea (21 anni) di Sarezzo. Con la Fiat 508 S Coppa Oro del 1934, l’ex-elettrauto della Valtrompia č stato autore di un finale in rimonta, conquistando 12.366 punti, superando i coniugi torinesi Gian Maria Aghem e Rossella Conti (Alfa Romeo 6C 1500 MMS, 12.346 punti) solo dopo le prove di Radicofani/Scaldasole. La differenza di soli 20 punti č oltremodo significativa per capire l’asprezza della battaglia durata 1600 km, attraversando l’Italia pių autentica, antica ed invidiata dal mondo intero, tra ali di folla da record. Al quarto posto gli argentini Martin Sucari e Josč Luis Celada su Maserati 4CS 1100 del 1934 (11.445 punti), seguiti a 698 punti dai connazionali Fernando Sanchez-Zinny e Tatiana Sielecki, nipote del vincitore (Alfa Romeo 6C 1750 GS ’30). Ottima prova anche di Bruno e Mariano Bresciani di Acquafredda/Brescia, sesti su Bugatti T 40 ’29 con all’attivo 10.539 punti. Seguono Mauro Giansante e Bruno Ferracin su Porsche 550 Rs ’57, in rimonta nel finale, capaci di chiudere a quota 10.497; ottavi i bresciani Roberto e Maria Gaburri su OM 665 TT ’28 (10.494) che precedono di 131 punti i primi tra i ferraristi, Thomas Gnutti e Silvia Savoldi. Decimi i gardonesi Ezio Perletti e Fabio Salvinelli su Fiat 514 Coppa Alpi ’30, 10.197 punti.

Da segnalare l’11° assoluto degli argentini Scalise-Claramunt (Aston Martin Le Mans), seguiti da Croul-Raimondi (Maserati A6 GCS) e dai vincitori dell’edizione 2001, i ferraresi Sisti-Bernini (Healey Silverstone). Al 18° posto assoluto Franca Boni e Monica Barzizza (Bmw 328 ’37): la figlia del sindaco che si battč per la rinascita della Freccia Rossa si aggiudica per la sesta volta la Coppa delle Dame.

Tra i ritiri pių clamorosi quelli di Luciano Viaro con Jack Croul (Ferrari 340, a causa del cambio) e di Valerio ed Alberto Accerenzi (Riley 12/4, per la rottura di una puleggia).

Dei 373 equipaggi al via, sono stati 289 quelli che hanno completato la 21.esima edizione della Mille Miglia. Tra i VIP pių applauditi Gianna Nannini (Bmw, 110.ima), il Principe Emanuele Filiberto di Savoia (Bugatti, 160°), Jochen Mass (Mercedes, 169°) e il Re Gustavo di Svezia (Bmw, 190°). Nonostante fossero fuorigara dopo una panne alla frizione ad Urbino, applauditissimi Lucio Dalla e Oliviero Toscani su Porsche 356 A riammessi in gruppo e protagonisti della terza tappa da Roma a Brescia.

COMUNICATO STAMPA n. 22 / 2003 del 24 maggio

Ultimi virtuosismi prima dello sprint in Pianura Padana. Da Firenze a Bologna, da Modena a Cremona: accesa la bagarre finale.

MILLE MIGLIA, tanti sacrifici, gioie, applausi. Il fascino della Freccia Rossa č travolgente per la gente che assiste lungo la Chiantigiana, sull’Appennino tosco-emiliano, nei centri storici medievali di cittā e piccoli borghi. Il caldo di fine maggio non dā tregua, né ai motori né al fisico di piloti e navigatori. Equipaggi fiaccati cercano il sostegno di parenti ed amici. Non sembra provato dalla fatica Wolfgang Sorg navigatore disabile sull’Alfa Romeo 6C 2500 SS ’42 n.148 guidata da Egon Tauscher. La carrozzina esce dal bagagliaio, i cronometri circondano il petto del 51.enne tedesco del lago di Costanza: non ha timori reverenziali nei confronti dei colleghi pių fortunati di lui e sogna di guidare, nel futuro, proprio come Clay Regazzoni.

MASS RICHIAMA MOSS: STELLE ARGENTEE NELLA FRECCIA ROSSA. Trancio di torta Pasqualina, porchetta al forno, fette di pecorino rosso senese e di formaggio di grotta. Il tutto innaffiato da tč freddo e acqua minerale Sangemini. Alla pausa pranzo di Buonconvento, il grande Jochen Mass gusta un pantagruelico spuntino: il 47.enne pilota ufficiale del team Mercedes ha un passato di rilievo con 120 Gp di F.1 (1973-1982, 1° Gp Spagna ’75) e sui bolidi di gr.5 e del Mondiale Prototipi (Porsche, al fianco di Ickx, Bellof e Stuck, dal 1978 all’87). E’ alla sua terza Mille Miglia al volante del “missile” di Stoccarda, la 300 SRL con cui Stirling Moss stabilė il record assoluto (157,650 orari) nel 1955. Se la ride il nerboruto tedesco di Mannheim della freccia d’argento targata “722”: firma autografi, risponde in italiano alle ovazioni dei tifosi. L’abitacolo del prototipo Mercedes lo costringe ad una guida insolita, a gambe larghe: a sinistra il pedale della frizione, in mezzo la “scatola” dell’albero di trasmissione e, a destra, l’accoppiata acceleratore-freno. Seguiamo Mass salendo dal Mugello ai passi di Futa e Raticosa: il ritmo č da Cavalcata delle Valchirie, l’otto cilindri scarica a terra i 310 cavalli, ha un allungo da 290 orari con un sound orchestrale, autentica delizia per i patiti di bielle e pistoni.

IL DESIGNER CHRIS BANGLE SI DICHIARA INNAMORATO. Sorridente e ridanciano, Chris Bangle č un istrione che conquista. Non solo con i geniali tratti della sua matita (č il designer BMW di Serie 3, Serie 7 e Z4, l’ultima spider di successo della Casa di Monaco), ma con la simpatia di un 46.enne statunitense che ha vissuto per 7 anni a Torino. Originario di Ravenna City, nell’Ohio, ama l’Italia dopo aver lavorato al centro stile Fiat (Coupé, Barchetta e Bravo). Dal ’93 č in BMW e i suoi stilemi innovativi hanno un po’ scompaginato gli schemi pių tradizionali del design di fine secondo millennio. Bangle č raggiante: “La Mille Miglia ha un fascino sorprendente, non credevo mi conquistasse il cuore fino a questo punto. Vedo barchette, spider, coupé, berline austere ed eleganti dalle curve audaci, dalla cura maniacale per i particolari”. Il designer BMW č un intenditore di musica: quale brano le ispira la Freccia Rossa? “Un mix di arie tra il classico e lo sperimentale: direi Mozart, Stravinsky e brani jazz”.

PASSI INDIMENICABILI. L’amore per la Mille Miglia fa compiere gesti straordinari. Il giornalista Brian Newton, di Monterey, nel Massachusetts, al passaggio della Freccia Rossa sul passo della Raticosa, ha disperso le ceneri del padre Harry, morto nel novembre 2002 a 73 anni. Editori del periodico d’autostoriche “European Car”, i giornalisti americani hanno seguito per anni la gara tanto famosa nel mondo: tra i desideri espressi dal papā prima della morte fu proprio il gesto compiuto oggi pomeriggio dal figlio. Ha rischiato di finire sull’Appennino tosco-emiliano la gara della rockstar senese Gianna Nannini, tutta genio e sregolatezza, con la giornalista Rossella Labate sulla Bmw 327 Cabrio: tra Futa e Raticosa si č rotta la cinghia della ventola richiedendo il provvidenziale intervento dell’assistenza. Le attende l’ultima “sparata” in Pianura Padana e l’abbraccio finale della folla bresciana.

COMUNICATO STAMPA n. 21 / 2003 del 24 maggio

Eredi di grandi personaggi! Franca Boni (Bmw 328 ’37 n.95) – la figlia di Bruno Boni, uno dei grandi fautori della rinascita della Mille Miglia in chiave regolaristica – ha vinto cinque volte la Coppa delle Dame (dal ’97 al 2002, con l’eccezione nel ’98 vinta da Arianna Gnutti). Anche quest’anno non le manca la grinta per puntare all’ennesimo successo, forte del feeling instaurato con la navigatrice Monica Barziza; questa, per loro č la nona Mille Miglia. Dopo 22 prove cronometrate (Passo del Cimino) sono 21.esime assolute con 4838 punti.

Francisca Lurani (Bugatti T35 ’25 n.26), per gli amici “Cica”, č la figlia del pilota e giornalista che ha scritto pagine memorabili della storia della Freccia Rossa. La nobile milanese scuote la testa e a Buonconvento dichiara: “Questa edizione non č partita sotto i migliori auspici: prima la frizione poi il motore in ebollizione, infine un problema di carburazione che nelle Marche ci ha piantato in asso. E’ intervenuta l’assistenza, abbiamo saltato una prova, uscendo di gara. Ora con mio figlio Nikolaus transitiamo per goderci lo scenario di questa magnifica penisola che il mondo ci invidia”. Maura Zagato (Ferrari 250 TDF Zagato ’57 n.159), erede della celebre famiglia di carrozzieri, ha subėto un incidente stradale a Fermignano, vicino ad Urbino: nessuna conseguenza fisica, tanta delusione non potendo proseguire.

Ugo Gussalli Beretta (Porsche 550 RS ’55 n.178), nipote di Piergiuseppe Beretta, capitano d’industria valtrumplino, sta partecipando alla 10.a Mille Miglia, dopo aver ottenuto ottimi risultati nel Tour de France, Liegi-Roma e Targa Florio. Farebbe la firma per poter ripetere l’11° assoluto ottenuto all’ultima 1000 Miglia Argentina su Mercedes 300 SL.

Sogna di fare il pilota di F.3000, semmai di correre nel mondiale GT il rampollo di Casa Lucchini, Luigi Junior, figlio dell’imprenditore bresciano Beppe Lucchini presidente del Comitato Organizzatore della MM: “Studio al quarto di ragioneria all’Istituto Pia Marta di Brescia e non mi aspettavo questo abbraccio della folla quando transitiamo nei centri storici dei paesi pių piccoli, di un’Italia che non conoscevo. Corro qui nella regolaritā con la Lancia Aurelia B24 S ’57, sono 87° assoluto e vorrei ancora migliorare, ma la mia mente č giā rivolta alla prossima gara del nostro team BMS-Ferrari nel Mondiale GT del quale abbiamo vinto le prime tre gare con Biagi e Bobbi”.

Anche Giacomo Muccioli (Alfa Romeo 1900 CSS ’54 n.193), figlio del fondatore di San Patrignano, č in rimonta dopo qualche distrazione ai cronometri: dopo 13 prove lo troviamo 272°. Dino Bandini e Michele Orsi (Bandini 750 Sport ’57 n.312), nipote e pronipote di Ilario Bandini, uno dei grandi costruttori di auto sportive italiane: al volante il medico romagnolo, al suo fianco un esperto dei crono, lo studente d’ingegneria. Sono state 73 le Bandini costruite dallo zio: Dino ne ha registrate 46, ultima delle quali una carrozzata Zagato, ritrovata nel Connecticut.

Timore svanito, sfociato in amore: a San Quirico d’Orcia troviamo ferma la Ferrari 225 S ’53 n.158 di Thomas Gnutti e Silvia Savoldi, quinti assoluti a Roma. Offriamo aiuto, pensando ad una panne elettrica: i due bresciani – che si sposeranno il prossimo 2 agosto – sorridono, stemperano la nostra tensione dandosi un bacio. Nella MM 1991 si conobbero proprio in questo centro storico della Val d’Orcia e da lė fu amore a prima vista, con le autostoriche a cementare il feeling.

COMUNICATO STAMPA n. 20 / 2003 del 24 maggio

Roma-Brescia: la giornata della veritā vede il duello tra argentini e italiani. Colpi di scena e paesaggi da favola, nell’Italia pių vera.

Terza tappa, la MILLE MIGLIA scatta dalla Capitale e parla il linguaggio della gente romana, maremmana, risalendo l’Italia degli incantevoli borghi medievali. Il clima č perfetto, le previsioni meteo ideali. I leader consolidano il vantaggio, anzi lo incrementano: sono gli argentini Carlos Sielecki e Juan Hervas che sorridono e giā firmano autografi sulla loro Bugatti T 23 Brescia del 1923 n.14. Volano su e gių dalle colline senesi, coltivate a grano, mais, girasole e vigne tra le pių celebrate al mondo. Lo scenario č da favola e la concentrazione degli inseguitori, Gian Maria Aghem e la moglie Rossella Conti, č altissima, come la stanchezza. Sono alle prese con noie ai freni oltre alle consuete sostituzioni delle candele imbrattate: si fermano alla pausa-ristoro di Buonconvento per un paio di minuti, un panino trangugiato con un goccio di minerale e via, sull’Alfa Romeo 6C 1500 MMS del ’28 n.7, per studiare la tattica d’attacco in vista delle prove finali. Il distacco dopo 22 prove cronometrate č di 388 punti da Sielecki. Al terzo posto la famiglia Vesco su Fiat 508 S Coppa Oro ’34 n.137, precede di 530 punti un altro equipaggio argentino: si tratta di Martin Sucari e José Luis Celada su Maserati 4 CS 1100 ’34 n.128 accreditati 7554 seguita dal connazionale Fernando Sanchez-Zinny (7376) su Alfa 6C 1750 GS ’30 n.47.

Due colpi di scena tolgono di mezzo due pretendenti al successo: Luciano Viaro con Jack Croul (Ferrari 340 America ’51 n.232) erano in piena rimonta, da 15.esimi a 6.i assoluti dopo 22 prove. Purtroppo il cambio li ha traditi a Bolsena. Stessa sorte amara (causa una puleggia) per la Riley ’36 n.126 di Valerio e Alberto Accerenzi, fermi a Siena. Retrocedono in classifica generale dal 5° posto al 14° papā Roberto e la figlia Maria Gaburri di Brescia sulla OM 665 TT ’28 n.70. Ma non č finita, tenteranno l’assalto tra Siena e Modena.

Tra i VIP si segnala la buona posizione di Gianna Nannini (Bmw, 84.esima), del Principe Emanuele Filiberto di Savoia (Bugatti, 136°), il Re Gustavo di Svezia (Bmw, 244°). Dopo 22 prove sono 310 le vetture in gara.

COMUNICATO STAMPA n. 19 / 2003 del 23 maggio

La gioia incontenibile di re e principi. La MILLE MIGLIA si rivela selettiva ed appagante per i concorrenti in un panorama da favola.

Re Carlo Gustavo XVI di Svezia e il Principe Emanuele Filiberto di Savoia sono abbagliati dal sostegno della folla e dalle bellezze del paesaggio italiano: descrivono con ammirazione le colline tra Romagna, Marche, Toscana, Umbria e Lazio. Il monarca scandinavo era al volante alla partenza da Brescia; da Ferrara, in seconda tappa, guida l’amico tedesco Leopold Von Bayern, Principe di Baviera. Il cruscotto della Bmw 328 Touring del 1940 n.100 sembra quello di un aereo: tachimetro, contagiri, indicatori dei fluidi, oltre a sei cronometri, due gialli, due blu, due bianchi. Re Gustavo si avvia nello stile passerella, ma se in classifica emergesse un buon piazzamento, il ricordo del weekend italiano avrebbe un sapore indimenticabile. La cronaca del venerdė, dopo 13 prove, lo pone 229.esimo assoluto su 337 classificati con 640 punti. Il Principe di Savoia esprime pareri straordinari di un’Italia che solo ora puō assaporare. E’ sorprendente il calore della gente che lo acclama nei centri storici; lui risponde sempre con garbo e firma valanghe di autografi, soprattutto al pubblico femminile di tutte le etā. Su Bugatti T35 T ’26 n.8, con Giovanni Valla, č 129.esimo dopo 13 prove con 1123 punti all’attivo.

AUTO DA FILM: DAL “SORPASSO” ALLA VITA DEL DRAKE. Tra le vetture pių applaudite lungo il percorso ci sono due esemplari utilizzati in due celebri produzioni cinematografiche: la Lancia Aurelia B24 S ’55 n.173 guidata dallo statunitense Ted Rubenstein, č salita sul set de “Il sorpasso” interpretato da Vittorio Gassman. Due furono gli esemplari di Aurelia utilizzati per quel film in bianco/nero: uno, di colore bianco, venne rottamato dopo la celebre caduta dal burrone. L’altro, azzurro, fu utilizzato a lungo per le riprese ed ora č protagonista nel pių popolare evento regolaristico del mondo. La seconda auto da film č l’AutoAvio 815 ’40 n.151 commissionata da Alberto Ascari e prima macchina costruita da Enzo Ferrari per la MM ’40 Brescia-Cremona-Bs. Dopo il divorzio con l’Alfa Romeo, per un paio d’anni il Drake non poteva utilizzare la propria firma per auto da corsa. Si tratta di un gioiello carrozzato dalla milanese Touring: 650 kg., motore 8 cilindri in linea di 1500 cc. e potenza di 72 cavalli portata a 90 cv. capace di raggiungere i 190 orari. Progettisti furono l’ingegner Alberto Massimino e Vittorio Bellentani. Nell’angusto abitacolo oggi c’č il proprietario, il collezionista bolognese Mario Righini, con il genero Claudio Stancari, orgogliosi di possedere l’unico esemplare al mondo di questo prototipo che l’attore Sergio Castellitto ha guidato per girare alcune scene sulla vita di “Enzo Ferrari”, film televisivo di Canale 5 diretto da Carlo Carlei.

GUASTI E DISASTRI. Torna a gioire Lucio Dalla: dopo i guai alla frizione nelle Marche, la Porsche 356 A n.366 č stata riparata a tempo di record. Percorre la romana via Veneto acclamato dalla folla, sarā tra i protagonisti della terza tappa.

Impietosa e selettiva, la Mille Miglia non ammette battute d’arresto. Noie tecniche ed errori di guida condizionano la gara di molti concorrenti. Gian Maria Aghem (2°) lamenta la carburazione “grassa” della Alfa Romeo 6C 1500 MMS ’28 che lo costringe ad un eccessivo consumo di candele (ne ha sostituite 66 nelle prime due tappe). Sylvia Oberti si ritira a Ferrara per noie al motore della Fiat 500 Motto che Michael Brunner le ha prestato all’ultimo momento, dopo che la sua Siata non č giunta da New York, per problemi di trasporto aereo. La Cisitalia 202 SC n.328 di Luigi Marignani ha subėto un grave incidente sei giorni prima della MM: il 68.enne pilota perugino non sapeva come ringraziare i suoi carrozzieri per la riparazione-lampo. Thomas Gnutti ha lanciato due accidenti al contadino del Montefeltro che, nella prima prova di Mercatino Conca, č entrato nel tratto cronometrato con il suo trattore, costringendo il 30.enne bresciano a deviare in un fosso; dopo 13 prove č in rimonta, 7° assoluto. Michael Brunner, al comando a Bussolengo, ha forato tre gomme. Cica Lurani ha un diavolo per capello: prima di Urbino la sua Bugatti T35 n.26 rompe il motorino d’avviamento e dopo un pesante ritardo riprende la marcia a spinta. Noie elettriche anche per l’Alfa 6C 1750 SS n.57 di Norbert Wollner che prosegue claudicante. Frizione rotta nelle Marche anche sulla Ferrari 500 Mondial di Ercole Caggiati e suo figlio Marco che sperano di ripartire. La pompa benzina frena la marcia di Claudio Moreschi (Fiat 1100 S MM) che a Sansepolcro scende in 144.esima posizione. Cede di schianto il motore e a San Marino termina la gara dell’Alfa Romeo 6C 2300 n.138 degli statunitensi Jay e Hendrik Iliohan. Cede l’ammortizzatore posteriore sinistro sulla Aston Martin DB 2 n.294 dell’inglese David Laing: aiutato dal figlio il britannico riesce a ripartire. Nel 2000 disputarono insieme il Giro del Mondo in 80 giorni. I fratelli Davide e Daniele Gorla ricorrono a muscoli pettorali e tricipiti per far ripartire la Mercedes 300 SL n.301.

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