La via della Seta ai Carraresi

Pubblicato il Pubblicato in Vacanze e turismo

La Cina, quella che nemmeno i cinesi hanno mai visto perchè blindata, perchè custodita in appositi forzieri all’interno dei musei, arriva a Treviso. Sbarca a Ca’ dei Carraresi per una mostra evento (“La via della Seta”) che si inaugura il 22 ottobre, fino al 30 aprile 2006, organizzata dalla Fondazione Cassamarca di Treviso, dalla Fondazione Italia Cina e dall’Accademia cinese di cultura internazionale, e curata dal giornalista e sinologo Adriano Madaro.
Sarà la prima di una serie di rassegne che proseguirà nel 2007 (Il tesoro dei Mongoli), nel 2009 (Lo splendore dei Ming) e nel 2011 (L’ultimo Impero) per raccontare la storia cinese attraverso “pezzi” archeologici, unici nel loro genere, divisi per periodi storici. Per questa prima esposizione si punta sulla “Nascita del Celeste Impero”, cioè dal 221 a.C. al 960 d.C., con 216 reperti provenienti da 62 diversi musei. In mostra rarità di eccezionale valore, come un drago in bronzo di quasi tre metri, un vero gioiello dell’arte cinese precedente alla dinastia Qin (221 a.C.) che sarà posizionato all’ingresso di Ca’ dei Carraresi in quanto emblema della Cina imperiale. Si potranno poi ammirare quattro guerrieri di Xian, rinvenuti nella tomba del primo imperatore Qin, Shih Huangdi, costruttore della Grande Muraglia: si tratta di un arciere, un’auriga, un fante e un guerriero a pezzi, malamente assemblato, per far vedere al pubblico lo stato in cui sono stati ritrovati questi enormi uomini di terracotta, a pezzi, poi rimessi insieme, ma non sempre perfettamente. Ci saranno anche un cavallo, una testa di guerriero, e una corazza fatta a piastre di pietra nera, legate insieme da filo di rame, e un elmo. In teche speciali, illuminate a freddo per non rovinare i preziosi reperti, troveranno spazio un corteo di carri e cavalieri in bronzo della dinastia Han (II sec. a.C.) e una raccolta di quindici stoffe, sempre del II sec. a.C. con un abito-piuma del peso di appena 50 grammi nonostante l’apertura di braccia di 2 metri per quaranta, un sarcofago di giada risalente al primo secolo quando si credeva che la giada proteggesse il corpo dalla corruttibilità della morte, un angelo del III sec. d.C. rinvenuto in una grotta a Mogao, oltre a un’ampia sezione dedicata al buddismo in Cina con due altarini d’oro finemente cesellati del quarto e sesto secolo, talmente belli da far ritenere che vi fosse un legame con l’arte della cesellatura orafa di origine siberiana e tanto da far credere che esistesse, oltre a una Via della Seta, una Via dell’Oro.
Ancora, in mostra compariranno una serie di particolare interesse, in quanto limitata, di modellini di case che i ricchi facevano seppellire nella loro tomba a testimonianza delle agiate condizioni di vita raggiunta dalla propria famiglia e una collezione di statue di terracotta invetriate di epoca Tang che raccontano costumi, moda, arti cavalleresche e militari di quella che è considerata l’età d’oro della civiltà cinese.
A chiudere l’eposizione un secondo drago, molto più piccolo di quello in bronzo che i visitatori troveranno all’inizio dell’espozione, ma altrettanto pregevole, in oro finemente cesellato da artigiani dell’epoca Tang. A corredo della mostra sette tavole giganti illustrate dal professor Liu Yong Hua, che raccontano, come istantanee appena scattate, un immaginario viaggio attraverso la Cina dal II sec. a. C. fino al X secolo d. C. con i costumi che venivano utilizzati nelle diverse epoche, le divise militari, le usanze e i paesaggi.
La mostra trevigiana sarà una interessante finestra aperta sulla cultura cinese e sarà una ghiotta occasione per gli stessi cinesi residenti nella Marca, ma anche in tutta Italia, per vedere preziosi reperti della loro terra e per raccontare, attraverso questi resti, la storia della loro patria ai propri figli. In questo senso sono da leggere le prenotazioni che stanno ricevendo proprio in questi giorni i call center della mostra. Intanto, musei parigini e di Berlino hanno avviato contatti informali per “affittare” un’esposizione di straordinaria attualità, mentre tra Treviso e Pechino si stanno definendo gli ultimi dettagli in tema di sicurezza per il trasporto e l’assicurazione di opere uniche e particolarmente fragili.

Condividi questa pagina