jean dubuffet

Il percorso completo della mostra Informale. Jean Dubuffet e l’arte europea 1945-1970 al Foro Boario di Modena

Pubblicato il Pubblicato in Arte e cultura

Il Foro Boario, sede di riferimento per le attività espositive della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena dal 2002, fu fatto costruire nella prima metà dell’Ottocento dal Duca Francesco IV, che ne assegnò la progettazione all’architetto Francesco Vandelli, autore di numerosi edifici pubblici modenesi. La grandissima struttura era destinata al piano terra al mercato bovino (il Foro Boario appunto) e ai piani superiori all’immagazzinamento di prodotti agricoli. Oggi ospita la sede della Facoltà di Economia dell’Università di Modena. Le due ali simmetriche, a piano terra, sono adibite rispettivamente a biblioteca della Facoltà (ala est) e a sede di esposizioni temporanee (ala ovest).
E’ una costruzione unica nel panorama degli interventi di architettura ducale per dimensioni. Si tratta di un edificio lunghissimo, ben 250 metri, e della profondità di circa 20 metri, perfettamente bifronte, con quattro facciate identiche a due a due. Un corpo centrale di circa 45 metri si erge su di un altissimo porticato di tre arcate e ai lati due ali simmetriche di altezza inferiore sono scandite da 17 arcate ciascuna e concluse da un corpo chiuso a forma di “torretta”.
Opera esposta di Carla Accardi (particolare) Opera esposta di Karel Appel, Due teste (particolare)

Il percorso della mostra “INFORMALE. Jean Dubuffet e l’Arte europea 1945-1970”

PROLOGO – ZONA 1
Per il visitatore è lo spazio dell’acclimatazione alla mostra, dell’informazione e della lettura. Infatti, in apertura, un’esaustiva tavola cronologica a muro articolata su tre diversi livelli presenta al visitatore l’ambiente di formazione e la ricerca dei protagonisti dell’Informale presenti in mostra. Costruito per riassumere il complesso periodo che va dal 1940 al 1970, il testo della tavola si articola in tre livelli:

LA VITA, LA RICERCA, LA PRODUZIONE ARTISTICA DI JEAN DUBUFFET
LE ESPERIENZE, LE TIPOLOGIE E LE DIFFERENZE DELLA RICERCA INTORNO ALL’INFORMALE DEGLI ARTISTI DELLA MOSTRA. CONFRONTI, PARAGONI E COINCIDENZE TRA L’INFORMALE EUROPEO E L’ARTE AMERICANA (tema della mostra “Action Painting” organizzata nel 2004 dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena in collaborazione con la Peggy Guggenheim Collection).
L’ingresso è segnato dalla scenografica opera Il cane (Le Chien) di m 5,32 x 2,59, che Jean Dubuffet eseguì utilizzando una grande vela da barca esposta per la sua antologica al Solomon R. Guggenheim Museum di New York e che per la prima volta si vedrà in Italia. In questa prima grande zona il pubblico potrà trovare anche opere di grafica dei primi anni Quaranta di Dubuffet e di artisti che insieme al Maestro ispirarono il clima storico e artistico che solo successivamente sarà chiamato Informale europeo.

Informale. Jean Dubuffet e l arte europea 1945-1970. Informale. Jean Dubuffet e l arte europea 1945-1970. Opera esposta di Pierre Alechinsky, Formicaio (particolare) Opera esposta di Pierre Alechinsky (particolare)

IL SOLOMON R. GUGGENHEIM MUSEUM E JEAN DUBUFFET – ZONA 2
Forte e continuo è il legame tra il Maestro francese e il museo americano. Non solo Dubuffet tenne nello spazio disegnato da Frank Lloyd Wright le sue più importanti antologiche come “Jean Dubuffet: A Retrospective” (1973) e “Jean Dubuffet, a retrospective glance at Eighty” (1981). Il museo americano conserva una delle più importanti collezioni dell’artista francese presenti sul suolo USA. In questa sala si radunano ben 14 opere di Dubuffet: capolavori considerati emblematici della sua ricerca. In ordine cronologico lo spazio espositivo offre al visitatore l’opportunità di ripercorrere le fasi della ricerca dell’artista francese dagli anni Quaranta agli anni Settanta.
L’aspetto interessante di questa grande sala è che permette con un unico colpo d’occhio circolare di riassumere visivamente oltre trenta anni di ricerca valutandone l’evoluzione. Si passa così dal viso primitivo e terribile di Miss Cholera del 1946 all’ironica calvizie di Brunetta dal volto carnoso (Châtaine aux hautes chairs), del 1951 o ai corpi disarticolati di Corps de dame del 1950 per arrivare fino al magico e colorato ritratto tridimensionale del personaggio di Bidone l’Imbroglio (Bidon l’Esbrouffe), una scultura del 1967 proveniente da New York.
Oltre al tema della figura, il grande valore e la seduzione di Dubuffet sta nella capacità di costruire con materie inusuali, rozze, primitive spesso vicine alla terra e al fango, opere meravigliose. Grande impressione susciterà nel pubblico l’opera Knoll of Visions (1952) indiscusso capolavoro – insieme a Sostanza astrale (Substance d’astre) (195 x 150 cm), del dicembre 1959 – della ricerca sulla materia. Suggello scenografico dalle imponenti dimensioni (1,70 di altezza x 8,22 metri di lunghezza) sarà l’opera Nunc stans (1965), considerato capolavoro riassuntivo dell’intera opera di Dubuffet.
Un aspetto interessante e raro per il visitatore è rappresentato da due salette che costituiscono un vero e proprio gabinetto delle opere grafiche, importante esercizio nell’ambito della ricerca sull’informale qui ben documentato con le opere e approfondito con interessanti saggi in catalogo. Sono esposte come in una quadreria 50 opere di ricerca grafica insieme ad una piccola vetrina che conterrà delle preziosissime edizioni di Dubuffet. Compariranno inoltri 4 preziosissimi album: Campi di silenzio (Champs de silence), 1958, L’Agrimensore (L’Arpenteur), 1958-62, Aree e luoghi (Aires et lieux), 1959 e Teatro del suolo (Théâtre du sol), 1959. Le litografie in mostra fanno parte di Les Phénomènes (Fenomeni), una serie di 24 album contenenti 362 litografie su carta realizzati da Dubuffet dal 1958 al 1962.

Opera esposta di Pierre Alechinsky (particolare della sua firma) Opera esposta di Pierre Alechinsky (particolare della sua firma) Opera esposta di Pierre Alechinsky (particolare) Opera esposta di Pierre Alechinsky, Vestaglia (particolare)

ZONA 3
Da qui inizia l’itinerario attraverso le complesse esperienze artistiche europee riunite sotto la denominazione di Informale. Dopo aver ammirato la zona 2 dedicata al Maestro che è cardine cronologico dell’intera esposizione, si incontrano le opere del gruppo CoBrA la cui simbolica apertura è affidata ad una curiosa opera collettiva firmata da Constant, Gallizio, Jorn, Kotik, Melanotte e Simondo. Senza titolo del 1956 è un’opera davvero emblematica per la comprensione del rapporto che legò il gruppo europeo CoBrA e gli Informali italiani. Dalla compagine del gruppo emerge, ad esempio, l’opera di Pierre Alechinsky Formicaio del 1954 (151,1 x 238,4 cm). Sarà possibile ammirare anche la tela di Asger Jorn Senza titolo (1956-57) proveniente dalla Collezione Peggy Guggenheim e sempre dello stesso artista Il balletto verde (1960), grande tela di due metri di proprietà del Museo Solomon R. Guggenheim. Se la mostra è dedicata alla ricerca di una nuova forma della pittura europea del dopoguerra allora il gruppo CoBrA – il nome del movimento nasce dalle iniziali delle capitali europee COpenhagen, BRuxelles e Amsterdam di appartenenza dei singoli artisti – ne è esempio sicuramente rappresentativo e originale.

Dopo questa importante area dedicata al gruppo CoBrA, il visitatore può affrontare un duplice percorso. A sinistra, entra in uno spazio espositivo dedicato a quegli artisti che Peggy Guggenheim definiva “i miei nuovi Pollock”, vale a dire i giovani pittori italiani e veneziani: Emilio Vedova, Giuseppe Santomaso, Edmondo Bacci ma soprattutto Tancredi. Sono proprio i “Tancredi di Peggy” i primi dipinti che si incontrano in questa zona. 19 opere, mai esposte tutte insieme, provenienti dalla Collezione Peggy Guggenheim, documentano l’amicizia tra Peggy e Tancredi che diventerà una collaborazione tra mecenate e artista grazie alla mostra del 1954 a Palazzo Venier dei Leoni, sancita anche dall’aiuto che la collezionista americana profuse nei confronti dell’artista veneto facendo in modo che i suoi dipinti fossero ospitati nei più importanti musei del mondo. All’interno di questa sala, lo sguardo del visitatore sarà catturato dalle opere di Emilio Vedova, considerato oggi il maestro dell’Informale italiano e qui presente con una imponente tela. Il percorso dell’esposizione illustra anche opere di altri artisti informali italiani che sono andate ad arricchire negli anni la Collezione americana: Bice Lazzari con Esperienze del 1958 e Toti Scialoja con Impronta bianca su sabbia del 1959.

Dopo l’immersione in questa sala dedicata a Peggy e ai “suoi nuovi Pollock”, dove forte si avvertirà il vivace clima di quegli anni veneziani, proseguendo a destra il visitatore entrerà nello spazio espositivo che presenta i più grandi protagonisti dell’Informale europeo presenti nelle collezioni del museo americano. Si potranno notare opere di Hartung, Riopelle, Tàpies, Mathieu, Soulages e dell’italiano Manzoni.

Una nota curiosa: a fare da controcanto alle due voci dell’informale italiano e europeo ci sarà Senza titolo del 1960 realizzato a Roma da Cy Twombly, uno tra i più grandi artisti americani che tuttora risiede nella capitale italiana, insieme all’originalissimo lavoro di Salvatore Scarpitta realizzato con tessuti, cinghie e materiali industriali. Twombly e Scarpitta: un americano a Roma e un italiano negli Usa, rappresentano con le loro opere un ideale ponte gettato tra due paesi, due continenti, l’America e l’Europa, negli anni della ricerca dell’Informale e del suo riconoscimento da parte del collezionismo americano.

Opera esposta di Jean Dubuffet, Evocazione improvvisa (particolare) Opera esposta di Jean Dubuffet (porta con gramigna) (particolare) Opera esposta di Karel Appel, Due teste (particolare) Opera esposta di Carla Accardi (particolare)

ZONA 4
E’ indubbio che nell’esperienza dell’Informale, oltre all’opera di Dubuffet, l’indiscusso perno della ricerca europea tra gli anni ’40 e ’70 è rappresentato dalle sperimentazioni di Alberto Burri e Lucio Fontana. Nel caso di Burri, è data la possibilità di osservare lo sviluppo dell’uso dei materiali dalla fine degli anni Quaranta con un rarissimo catrame del 1949, sino ai sacchi, ai legni, al grande importantissimo Metallo del 1959, acquisito dal Solomon R. Guggenheim Museum già nel 1960. Di Fontana, di cui si ricorda l’imponente retrospettiva tenutasi nello stesso museo americano nel 1978, saranno esposti invece, grazie alla preziosissima collaborazione da parte della Fondazione Lucio Fontana di Milano, sia opere propriamente informali – pietre, aniline e la serie dei “Barocchi”- sia le opere frutto del percorso artistico che lo portarono ai tagli, alla fine degli anni Cinquanta, e alla meravigliosa soluzione dello squillante color rosso dell’opera Concetto spaziale, I quanta del 1960, composta da 9 parti disseminate sulla parete.

Opera esposta di Cy Twombly, Senza titolo (particolare) Opera esposta di Cy Twombly, Senza titolo (particolare) Opera esposta di Cy Twombly, Senza titolo (particolare) Opera esposta di Lucio Fontana (particolare)

ZONA 5
Chiude la mostra una grandissima sala che in un movimento circolare, fisico ma anche simbolico, riporta il visitatore all’inizio della mostra. Il concetto che lega l’inizio e la conclusione dell’esposizione è l’abitudine di Dubuffet, nella più perfetta interpretazione dell’Informale, di dipingere su qualsiasi superficie. Ed ecco quindi che Pinot Gallizio, cui è dedicata idealmente questa grande sala, presenta un rotolo di pittura industriale di 70 metri, solo parzialmente srotolati, che l’artista vendeva come “pittura a metro”. La presenza di Gallizio è una gemma rara nell’ambito dell’esposizione, perché l’artista non fa parte di collezioni americane e la sua opera è qui esposta grazie alla preziosissima collaborazione con l’Archivio Gallizio di Torino. Ma non mancheranno di stupire il visitatore le opere di altri artisti presenti invece nelle collezioni Guggenheim cui è affidata la grandiosa chiusura della mostra. Di grande impatto visivo la gioiosa opera di Carla Accardi Blu concentrico di quasi tre metri di lunghezza (1960, 176 x 203 cm), o le due imponenti opere di Giuseppe Capogrossi, Superficie 210 del 1957 (206 x 159,4 cm) e Superficie 324 del 1959 (181 x 220 cm). Imponenti e delicati allo stesso tempo, i quattro pannelli di Gastone Novelli, Linea, Dialettica, Un obelisco per la memoria e Tonnerre printanier del 1968. Concludono la mostra i quasi tre metri di lunghezza de Il giardino delle delizie (1959) di Afro Basaldella, qui accompagnato dagli interessantissimi 5 studi preparatori.

Opera esposta di Lucio Fontana (particolare) Opera esposta di Lucio Fontana (particolare) Opera esposta di Lucio Fontana (particolare) Opera esposta Lucio Fontana (particolare)

Elenco di tutte le opere esposte

Carla Accardi (1924), Blu concentrico 1960, Caseina su tela, 176 x 203 cm, Fondazione Solomon R. Guggenheim
Donazione dell’artista, 2002, 2002.20, © Carla Accardi, Roma
Pierre Alechinsky (1927), Formicaio (Fourmilière), 1954, Olio su tela, 151,1 x 238,4 cm, Museo Solomon R. Guggenheim, New York, 57.1462, © by Siae 2005
Karel Appel (1921), Due teste (Deux têtes), 1953, Olio su tela, 200 x 75 cm, Museo Solomon R. Guggenheim, New York, 54.1363, © by Siae 2005
Giuseppe Capogrossi (1900 – 1972), Superficie 210, 1957, Olio e lacca su tela, 206,7 x 159,4 cm, Museo Solomon R. Guggenheim, New York, 58.1518, © by Siae 2005
Alberto Burri (1915 – 1995), Grande ferro M-4, 1959, Collage di lamiere saldate, 197,8 x 198,1 cm, Museo Solomon R. Guggenheim, New York, 60.1572, © Fondazione Palazzo Albizzini “Collezione Burri”, Città di Castello
Guillaume Beverloo Corbeille (1922), La grande sinfonia solare (La Grande symphonie solaire), 1964, Olio su tela, 129,6 x 162 cm, Collezione Peggy Guggenheim, Venezia, PG 176, © by Siae 2005
Jean Dubuffet (1901 – 1985), Bidone l’Imbroglio (Bidon l’Esbroufe), 11 dicembre 1967, Acrilico su resina poliestere rinforzata con fibra di vetro, 167 x 76 x 37 cm, Museo Solomon R. Guggenheim, New York Donazione dell’artista in onore della Sig.ra e Sig. Thomas Messer, 1970, 70.1920 © by Siae 2005
Jean Dubuffet (1901 – 1985), Brunetta dal volto carnoso (Châtaine aux hautes chairs), agosto 1951, Materiali vari a base di olio su tavola, 64,9 x 54 cm, Collezione Peggy Guggenheim, Venezia, PG 121
Jean Dubuffet (1901 – 1985), Corps de dame, 1950, Inchiostro su carta, 27,8 x 21,1 cm, Museo Solomon R. Guggenheim, New York, Donazione, Estate of Geraldine Spreckels Fuller, 1999, 2000.12
Jean Dubuffet (1901 – 1985), Il cane (Chien), 1973, Pennarello colorato su carta, collage, 24,3 x 27,6 cm
Museo Solomon R. Guggenheim, New York, 81.2838
Jean Dubuffet (1901 – 1985), Il poggio delle visioni (La Butte aux visions), 23 agosto 1952, Olio su masonite
150 x 195 cm, Museo Solomon R. Guggenheim, New York, 74.2077
Jean Dubuffet (1901 – 1985), Sostanza astrale (Substance d’astre), dicembre 1959, Carta metallizzata su masonite
195 x 150 cm, Museo Solomon R. Guggenheim, New York, 74.2078
Jean Dubuffet (1901 – 1985), Miss Cholera, gennaio 1946, Olio, sabbia, sassi e paglia su tela, 54,6 x 45,7 cm
Museo Solomon R. Guggenheim Museum, New York, Donazione, Katharine Kuh, 1972, 72.2007

Opera esposta di Lucio Fontana (particolare) Informale, Jean Dubuffet e l arte europea 1945-1970. Opera esposta di Alberto Burri (particolare) Opera esposta di Alberto Burri (particolare)

Jean Dubuffet (1901 – 1985), Nunc stans, 16 maggio – 5 giugno 1965, Pittura vinilica su tela, 3 pannelli 161,9 x 274 cm ciascuno; 161,9 x 822 cm complessivi, Museo Solomon R. Guggenheim, New York, 66.1818.a-c
Jean Dubuffet (1901 – 1985), Porta con gramigna (Porte au chiendent), 31 ottobre 1957, Olio su tela e assemblaggi, 189,2 x 146 cm, Museo Solomon R. Guggenheim, New York, 59.1549
Hans Hartung (1904 – 1989), T-50 pittura 8 (T-50 Painting 8), 1950, Olio su tela, 96,8 x 146 cm, Museo Solomon R. Guggenheim, New York, 54.1367
Asger Jorn (1914 – 1973), Il balletto verde, 1960, Olio su tela, 145 x 200 cm, Museo Solomon R. Guggenheim, New York, 62.1608,
Jean-Paul Riopelle(1923 – 2002), Dipinto (Peinture), 1955, Olio su tela, 115,2 x 72,5 cm, Collezione Peggy Guggenheim, Venezia, PG 187
Toti Scialoja (1914 – 1998), Impronta bianca su sabbia, 1959, Materiali vari su tela, 114 x 167 cm, Fondazione Solomon R. Guggenheim, Donazione Fondazione Toti Scialoja, 2002, 2002.22

Opera esposta di Edmondo Bacci (particolare) Opera esposta di Emilio Vedova (particolare) Opera esposta di Antoni Tàpies (particolare) Opera esposta di Gerard Schneider, Opus 69E (particolare)

Pierre Soulages (1919)
Dipinto (Peinture)
maggio 1953
Olio su tela
196,5 x 129,9 cm
Museo Solomon R. Guggenheim, New York
53.1381
Antoni Tàpies (1923)
Grande dittico marrone (Gran díptic marró)
1978
Olio, sabbia, gesso e stucco su legno
Due pannelli: 195 x 339,4 cm complessivi
Museo Solomon R. Guggenheim, New York
Donazione Sig.ra e Sig. Rudolph B. Schulhof, 1986
86.3493.a-b
Tancredi Parmeggiani (1927 – 1964)
Senza titolo
1953 circa
Guazzo, grafite e pastello su carta
70 x 99,8 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
PG 282
© Eredi Tancredi Parmeggiani
Pierre Alechinsky (1927)
Svanire (Disparaître)
1959
Olio su tela
200 x 280 cm
Museo Solomon R. Guggenheim, New York
Donazione Julian e Jean Aberbach, 1967
67.1848

Opera esposta di Jean Dubuffet (particolare) Opera esposta di Jean Dubuffet (particolare) Il cane di Jean Dubuffet (particolare) Materiali della mostra Informale, Jean Dubuffet e l arte europea 1945-1970.

Adolfo Wildt (Milano, Italia 1868 – Milano, Italia 1931)
Vestaglia (Peignoir)
1972
Acrilico su carta montata su tela
99,5 x 153,5 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
PG 176a
Pierre Alechinsky (1927)
Vulcano azteco (Volcan aztèque)
1971
Materiali vari su tela
155,6 x 202 cm
Museo Solomon R. Guggenheim, New York
Donazione Enrico e Fiorella Chiari
84.3253
Karel Appel (1921)
Il coccodrillo piangente cerca di afferrare il sole (The Crying Crocodile Tries to Catch the Sun)
1956
Olio su tela
145,5 x 113,1 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
PG 174
Edmondo Bacci (1913 – 1978)
Avvenimento #247
1956
Olio con sabbia su tela
140,2 x 140 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
Afro Basaldella (1912 – 1976)
Il giardino della speranza
1958
Olio su tela
133,5 x 295 cm
Collezione privata
Afro Basaldella (1912 – 1976)
Volo notturno
1957
Olio su tela
114 x 145,7 cm
Museo Solomon R. Guggenheim, New York
57.1482
Alberto Burri (1915 – 1995)
Catrame II
1954
Catrame e olio su tela
43,5 x 50 cm
Collezione privata
Alberto Burri (1915 – 1995)
Nero plastico
1964
Polietilene
120 x 180 cm
Collezione privata
Alberto Burri (1915 – 1995)
Sacco
1954
Olio e oro su tela40 x 40 cm
Collezione privata

Opera esposta di Pierre Soulages (particolare) Opera esposta di Pierre Soulages, Dipinto (particolare) Opera esposta di Pierre Soulages (particolare) Opera esposta di Toti Scialoja (particolare)

Giuseppe Capogrossi (1900 – 1972)
Superficie 324
1959
Olio su tela
181 x 220 cm
Collezione privata
Jean Dubuffet (1901 – 1985)
Aree e luoghi (Aires et lieux)
1959
Album di 10 litografie a colori facente parte di Les Phénomènes (Fenomeni) 1958-62, serie di 24 album contenenti 362 litografie su carta
Foglio: 64 x 45 cm
Museo Solomon R. Guggenheim, New York
Donazione Sig.ra e Sig. Morton Lloyd Janklow in onore dell’artista, 1982
82.2973.14
Jean Dubuffet (1901 – 1985)
Campi di silenzio (Champs de silence)
1958
Album di 10 litografie a colori facente parte di Les Phénomènes (Fenomeni) 1958-62, serie di 24 album contenenti 362 litografie su carta.
Foglio: 64 x 45 cm
Museo Solomon R. Guggenheim, New York
Donazione Sig.ra e Sig. Morton Lloyd Janklow in onore dell’artista, 1982
82.2973.15
Jean Dubuffet (1901 – 1985)
Corps de dame
15 ottobre 1950
China su carta
27,2 x 21,2 cm
Museo Solomon R. Guggenheim, New York
Donazione, Estate of Geraldine Spreckels Fuller, 1999
2000.13
Jean Dubuffet (1901 – 1985)
Il cane (Le Chien)
1976
Vela in dacron, corda, parti metalliche e pelle scamosciata
532 x 259,1 cm
Museo Solomon R. Guggenheim, New York
Donazione Harry e Linda Macklowe, 1981
81.2833.2
Jean Dubuffet (1901 – 1985)
L’Agrimensore (L’Arpenteur)
1958-62
Album di 10 litografie a colori facente parte di Les Phénomènes (Fenomeni) 1958-62, serie di 24 album contenenti 362 litografie su carta.
Foglio: 64 x 45 cm
Museo Solomon R. Guggenheim, New York
Donazione Sig.ra e Sig. Morton Lloyd Janklow in onore dell’artista, 1982
82.2973.16
Jean Dubuffet (1901 – 1985)
Teatro del suolo (Théâtre du sol)
1959
Album di 18 litografie in bianco e nero facente parte di Les Phénomènes (Fenomeni) 1958-62, serie di 24 album contenenti 362 litografie su carta.
Foglio: 64 x 45 cm
Museo Solomon R. Guggenheim, New York
Donazione Sig.ra e Sig. Morton Lloyd Janklow in onore dell’artista, 1982
82.2973.8

Opera esposta di Jean Dubuffet (particolare) Opera esposta di Jean Dubuffet (particolare) Jeanne Belhumeur di fronte ad un opera di Dubuffet Luca Massimo Barbero (alle spalle opera di Capogrossi)

Lucio Fontana (1899 – 1968), Concetto spaziale, 1954, Olio e tecnica mista su tela, 100 x 70 cm, Collezione privata
Lucio Fontana (1899 – 1968), Concetto spaziale, 1954, Olio, tecnica mista e lustrini su tela, forme gialle su fondo nero, 85 x 81 cm, Collezione privata
Lucio Fontana (1899 – 1968), Concetto spaziale, 1956, Olio e tecnica mista su tela, fondo bianco, 125 x 90 cm
Collezione privata
Lucio Fontana (1899 – 1968), Concetto spaziale, Forma, 1957, Aniline e collage su tela, rosso-viola, chiaro e scuro
150 x 150 cm., Collezione privata
Lucio Fontana (1899 – 1968), Concetto spaziale, 1961-62, Olio su tela, 104 x 88 cm, Collezione privata
Lucio Fontana (1899 – 1968), Concetto spaziale (Attese), 1965, Idropittura su tela, 130 x 97 cm, Fondazione Solomon R. Guggenheim, Donazione Fondazione Lucio Fontana, 1988, 88.3590
Lucio Fontana (1899 – 1968), Concetto spaziale, I Quanta xxxx, Idropittura e tagli su tela, rosso, composto da 9 elementi, xxxx, Collezione privata

Opera esposta di Alberto Burri (particolare) Opera esposta di Alberto Burri (particolare) Opera esposta di Alberto Burri (particolare) Opera esposta di Alberto Burri (particolare)

Pinot Gallizio (1902 – 1964)
Senza titolo
1956
Tecnica mista su masonite
155 x 75 cm
Courtesy Archivio Gallizio, Torino
Pinot Gallizio (1902 – 1964)
Senza titolo o Rotolo di pittura industriale
1958
Tecnica mista su rotolo di tela
74,5 x 7400 cm
Courtesy Archivio Gallizio, Torino
Asger Jorn (1914 – 1973)
Senza titolo
1956 57
Olio su tela
141 x 110 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
PG 175
Bice Lazzari (1900 – 1981)
Esperienze
1958
Olio su tela
116 x 130 cm
Fondazione Solomon R. Guggenheim
Donazione Archivio Lazzari, Roma, 2002
2002.21
Gastone Novelli (1925 – 1968)
Dialettica
1968
Tecnica mista su tela
205 x 30 cm
Fondazione Solomon R. Guggenheim
Donazione Ivan Novelli, 1992
92.3981
Gastone Novelli (1925 – 1968)
Linea
1968
Tecnica mista su tela
205 x 30 cm
Fondazione Solomon R. Guggenheim
Donazione Ivan Novelli, 1992
92.3980
Gastone Novelli (1925 – 1968)
Tonnerre printanier
1968
Tecnica mista su tela
205 x 30 cm
Fondazione Solomon R. Guggenheim
Donazione Ivan Novelli, 1992
92.3983

Opera esposta di Pinot Gallizio (particolare) Opera esposta di Pinot Gallizio (particolare) Opera esposta di Pinot Gallizio, Rotolo di pittura industriale (particolare) Opera esposta di Pinot Gallizio, Rotolo di pittura industriale (particolare)

Gastone Novelli (1925 – 1968)
Un obelisco per la memoria
1968
Tecnica mista su tela
204 x 30 cm
Fondazione Solomon R. Guggenheim
Donazione Ivan Novelli, 1992
92.3982
Giuseppe Santomaso (1907 – 1990)
Vita segreta
1958
Olio su tela
73,1 x 49,9 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
PG 161
Pierre Soulages (1919)
Dipinto (Peinture)
20 novembre 1956
Olio su tela
195 x 130,2 cm
Museo Solomon R. Guggenheim, New York
57.1469
Tancredi Parmeggiani (1927 – 1964)
Composizione
1955
Olio e tempera su tela
129,5 x 195 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
PG 166
Tancredi Parmeggiani (1927 – 1964)
Composizione
1957
Tempera su tela
130,4 x 169,4 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
PG 167
Tancredi Parmeggiani (1927 – 1964)
Paesaggio di spazio
1951 52 circa
Guazzo su carta
70,2 x 99,6 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
PG 280
Tancredi Parmeggiani (1927 – 1964)
Senza titolo
1951 52
9 opere su carta in materiali vari (tempera, acquerello, carboncino e matita)
29 x 22,5 cm ciascuna
Fondazione Solomon R. Guggenheim
Donazione Giorgio Bellavitis, 2000
2000.93-.101

Opere esposte di Burri (particolare) Opera esposta di Tancredi (particolare) Opera esposta di Tancredi (particolare) Opera esposta di Tancredi (particolare della sua firma)

Gastone Novelli (1925 – 1968)
Dialettica
1968
Tecnica mista su tela
205 x 30 cm
Fondazione Solomon R. Guggenheim
Donazione Ivan Novelli, 1992
92.3981
Gastone Novelli (1925 – 1968)
Linea
1968
Tecnica mista su tela
205 x 30 cm
Fondazione Solomon R. Guggenheim
Donazione Ivan Novelli, 1992
92.3980
Gastone Novelli (1925 – 1968)
Tonnerre printanier
1968
Tecnica mista su tela
205 x 30 cm
Fondazione Solomon R. Guggenheim
Donazione Ivan Novelli, 1992
92.3983
Gastone Novelli (1925 – 1968)
Un obelisco per la memoria
1968
Tecnica mista su tela
204 x 30 cm
Fondazione Solomon R. Guggenheim
Donazione Ivan Novelli, 1992
92.3982
Giuseppe Santomaso (1907 – 1990)
Vita segreta
1958
Olio su tela
73,1 x 49,9 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
PG 161
Pierre Soulages (1919)
Dipinto (Peinture)
20 novembre 1956
Olio su tela
195 x 130,2 cm
Museo Solomon R. Guggenheim, New York
57.1469
Tancredi Parmeggiani (1927 – 1964)
Composizione
1955
Olio e tempera su tela
129,5 x 195 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
PG 166
Tancredi Parmeggiani (1927 – 1964)
Composizione
1957
Tempera su tela
130,4 x 169,4 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
PG 167
Tancredi Parmeggiani (1927 – 1964)
Paesaggio di spazio
1951 52 circa
Guazzo su carta
70,2 x 99,6 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
PG 280
Tancredi Parmeggiani (1927 – 1964)
Senza titolo
1951 52
9 opere su carta in materiali vari (tempera, acquerello, carboncino e matita)
29 x 22,5 cm ciascuna
Fondazione Solomon R. Guggenheim
Donazione Giorgio Bellavitis, 2000
2000.93-.101
Tancredi Parmeggiani (1927 – 1964)
Senza titolo
1951 52 circa
Guazzo su carta
69,6 x 99,7 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
PG 279
Opera esposta di Asger Jorn, Senza titolo (particolare) Opera esposta di Karel Appel (particolare) Opera esposta di Karel Appel (particolare) Opera esposta di Pinot Gallizio (particolare)
Tancredi Parmeggiani (1927 – 1964), Senza titolo, 1952 circa, Guazzo e matita colorata su carta, 70 x 99,8 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia, PG 281
Tancredi Parmeggiani (1927 – 1964), Senza titolo, 1953 circa, Guazzo e pastello su carta, 70,1 x 99,8 cm, Collezione Peggy Guggenheim, Venezia, PG 283
Tancredi Parmeggiani (1927 – 1964), Senza titolo, 1954 circa, Guazzo su carta, 74,6 x 104,8 cm, Collezione Peggy Guggenheim, Venezia, PG 285
Tancredi Parmeggiani (1927 – 1964), Senza titolo, 1954 circa, Guazzo su carta, 69,9 x 99,8 cm, Collezione Peggy Guggenheim, Venezia, PG 286
Tancredi Parmeggiani (1927 – 1964), Trasparenze degli elementi, 1957, Pastello a cera e guazzo su carta, 68,7 x 99,2 cm, Collezione Peggy Guggenheim, Venezia, PG 287

Opera esposta di Tancredi (particolare della sua firma) Informale. Jean Dubuffet e l arte europea 1945-1970. Informale. Jean Dubuffet e l arte europea 1945-1970. Opera esposta di Tancredi (particolare)

Cy Twombly (1928), Senza titolo, giugno 1960, Roma, Olio, matita e bastoncini a olio su tela, 95,7 x 101,8 cm
Museo Solomon R. Guggenheim, New York, Donazione Michael ed Elizabeth Rea,1991, 91.3975
Emilio Vedova (1919), Città ostaggio, 1954, Tempera, china, sabbia e smalto su carta, 70,2 x 100,1 cm,
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia, PG 163
Emilio Vedova (1919), Immagine del tempo (Sbarramento), 1951, Tempera d’uovo su tela, 130,5 x 170,4 cm
Collezione Peggy Guggenheim, Venezia, PG 162,
Emilio Vedova (1919), Immagine del tempo, 1957, Olio su tela, 200 x 90 cm, Collezione privata

PROGETTO SCUOLE – educare con l’arte contemporanea

In occasione della mostra temporanea INFORMALE Jean Dubuffet e l’arte europea 1945-1970, la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena propone un progetto volto a coinvolgere le scuole di Modena, provincia di Modena e regione Emilia Romagna nella promozione di eventi culturali e a stimolare gli studenti alla ricerca e alla produzione creativa in ambito artistico.
Il progetto prevede due iniziative rivolte alle scuole d’infanzia, primarie, secondarie di 1° grado e secondarie di 2° grado:
Educare con l’arte contemporanea, una serie di incontri destinati a tutti i docenti delle scuole di Modena, provincia di Modena e regione Emilia Romagna, tesi a chiarire e approfondire il percorso espositivo in funzione di una successiva applicazione didattica.
Il Concorso scuole, con il quale si intende favorire l’incontro tra gli studenti e il mondo dell’arte attraverso l’elaborazione di creazioni originali ispirate alla mostra.
La documentazione necessaria per la partecipazione alle iniziative è scaricabile direttamente dal sito.
Per informazioni è possibile contattare il Comparto Relazioni Esterne della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena in orari di ufficio (dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 17:30),
tel. 059 239888,
e-mail [email protected]

Informale. Jean Dubuffet e l arte europea 1945-1970. (particolare) Opera esposta di Jean Dubuffet (particolare) Opera esposta di Jean Dubuffet (particolare) Gruppo di opere esposte di Jean Dubuffet (particolare)

PERIODO
Dal 18 Dicembre 2005 al 9 Aprile 2006
Tutti i giorni orario continuato dalle 10.00 alle 19.00
Chiuso il lunedì, la mattina del 25 dicembre e del 1 gennaio
Aperto il 26 dicembre

SEDE
Modena
Foro Boario
Via Bono da Nonantola
Info 320 0452126
PRODUZIONE
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
in collaborazione con Collezione Peggy Guggenheim
CURA
Luca Massimo Barbero
INGRESSO GRATUITO
VISITE GUIDATE
Sono disponibili, gratuitamente e senza prenotazione, percorsi guidati della durata di ca 45′ nei seguenti orari:

Martedì ore 17.00
Mercoledì ore 17.00
Giovedì ore 17.00
Venerdì ore 17.00
Sabato ore 12.00
Domenica ore 12.00

Per gruppi superiori a 10 persone è possibile prenotare visite guidate concordando modalità ed orari
Info 320 04502126

SCUOLE
Info e prenotazioni 320 04502126
CATALOGO
Peggy Guggenheim Collection
Skira Editrice Milano (distribuzione)
INFORMAZIONI
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
Via Emilia Centro, 283
41100 Modena
Tel. +39 059 239888
Fax +39 059 238966
e-mail: [email protected]

UFFICIO STAMPA
Studio Esseci
Tel. +39 049 663499;
[email protected]
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
Tel. +39 059 239888;
[email protected]
Peggy Guggenheim Collection
Tel. +39 041 2405404;
[email protected]
Catalogo Skira Editrice Milano
www.skira.net

Informale, Jean Dubuffet e l arte europea 1945-1970. Informale, Jean Dubuffet e l arte europea 1945-1970. Informale, Jean Dubuffet e l arte europea 1945-1970. Opera esposta di Emilio Vedova (particolare)

COME ARRIVARE IN AUTO
Uscita autostrada Modena Nord
Tangenziale Mistral Direzione Centro
Uscita n° 10
Indicazioni per Centro
Parcheggio Parco Novi Sad
www.autostrade.it
www.comune.modena.it

COME ARRIVARE IN TRENO
Da Piazza Dante (antistante Stazione FS)
A piedi per Via Ganaceto, Corso Cavour, Parco Novi Sad
Con mezzi ATCM Linee urbane
– Linea 1 e 6 : Fermate Largo Porta Sant’Agostino – Viale Berengario – Stazione autolinee/Viale Monte Kosica
– Linea 7 : Fermate Largo Porta Sant’Agostino – Stazione autolinee/Viale Monte Kosica
www.trenitalia.com
www.atcm.it

LIMITAZIONI ALLA CIRCOLAZIONE di autoveicoli
Dal 20 ottobre 2005 al 6 gennaio 2006: divieto di circolazione dal lunedì al venerdì nelle fasce orarie 8.30 – 12.30 e 14.30 – 19.30 per:
a) Veicoli alimentati a benzina non conformi alla direttiva 91/441/CEE e successive.
b) Veicoli diesel non conformi alle direttive 91/441/CEE, 93/59/CEE, 91/542 St I CEE e successive.
c) veicoli a due o tre ruote con motore a due tempi non conformi alla direttiva 97/24/CE e successive

Dal 7 gennaio al 31 marzo 2006 il divieto verrà esteso alle autovetture diesel e ai veicoli commerciali leggeri diesel Euro 1 anche se provvisti di bollino blu. Cambierà tuttavia la fascia oraria: dalle 8,30 alle 18,30 senza nessuna pausa intermedia, sempre dal lunedì al venerdì.
Dal 7 gennaio: ogni giovedì blocco totale della circolazione per auto e ciclomotori dalle 8,30 alle 18,30, qualora nelle precedenti giornate di di sabato, domenica e lunedì si sia verificato uno sforamento dei valori limite relativi alle concentrazioni inquinanti.

Per ulteriori informazioni consultare i siti
www.comune.modena.it
www.arpa.emr.it

Opera esposta di Emilio Vedova (particolare) Opera esposta di Emilio Vedova (particolare)

SEDE ESPOSITIVA. Il Foro Boario tra passato e presente
Il Foro Boario, sede di riferimento per le attività espositive della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena dal 2002, fu fatto costruire nella prima metà dell’Ottocento dal Duca Francesco IV Austria Este, che ne assegnò la progettazione all’architetto Francesco Vandelli, autore di numerosi edifici pubblici modenesi, tra i quali il Teatro Comunale e la Manifattura Tabacchi.
In una cronaca del tempo la costruzione dell’edificio è così descritta: “Nel 1833 si mettea mano all’edificio, il quale, oltre all’abbellire questa parte di città, dovea presentare comodo riparo ai concorrenti al mercato dei bovini, le numerose contrattazioni de’ quali riescono uno dei più importanti rami del nostro commercio, e nello stesso tempo servire all’occorrenza di caserma o laboratorio pei poveri, o di ospedale. Voleva l’Augusto Sovrano col proprio privato erario sostenerne la spesa che ascese a 290.000 franchi (…..). Nell’opera manuale si impiegarono a preferenza quelli tra la gente della campagna, nel breve interrompimento della tranquillità pubblica (si allude ai moti carbonari del 1821, ndr), i quali eransi fatti ascrivere alle volontarie milizie poco prima create, e quel lavoro che a comodo principalmente della classe agricola era destinato, venia da gente della campagna costruito”.
Una lapide al centro della facciata dell’edificio che si affaccia su via Berengario ricorda Francesco IV, l’anno di costruzione (il 1834) e la dedica del Duca ai “fedeli agricoltori” (“honori et commodo fidelium agricolarum”): si trattava infatti di una grandissima struttura destinata al piano terra al mercato bovino (il Foro Boario appunto) e ai piani superiori all’immagazzinamento di prodotti agricoli, in particolare granaglie, a costituzione di scorte alimentari nell’eventualità di carestie.
Questa destinazione urbana annonaria ebbe vita assai breve e dopo solo poco più di un decennio già l’edificio era trasformato in caserma. Tale rimase anche dopo l’unità d’Italia e fino a quando la comunità modenese non ne rivendicò l’uso per la città (secondo ciò che peraltro il Duca stesso aveva voluto) e lo riacquistò dallo Stato italiano durante il regno di Umberto I. Così fu sino al 1989, allorché iniziarono i lavori di restauro e riuso per la nuova sede della Facoltà di Economia dell’Università di Modena, inaugurata nel 1994.
Le due ali simmetriche, a piano terra, sono adibite rispettivamente a biblioteca della Facoltà (ala est) e a sede di esposizioni temporanee (ala ovest). Ai piani superiori sono collocati le direzioni e le segreterie di dipartimento, l’ufficio di presidenza e la segreteria di presidenza.
Il Foro Boario ha uno straordinario interesse architettonico e urbanistico per quanto riguarda la storia e la forma della città. E’ una costruzione assolutamente unica nel panorama negli interventi di architettura ducale per dimensioni, tipologia e collocazione: si tratta di un lunghissimo edificio (circa 250 metri), della profondità di circa 20 metri, perfettamente bifronte, con quattro facciate a due a due identiche; un corpo centrale di circa 45 metri di fronte si erge su di un altissimo porticato di tre arcate ed ai lati due ali simmetriche di altezza inferiore sono scandite da 17 arcate ciascuna e concluse da un corpo chiuso a forma di “torretta”. Coronano alla sommità il corpo centrale un fastigio con l’orologio e quattro panoplie opera dello scultore Luigi Righi, raffiguranti l’Allegoria delle Armi, della Fertilità, delle Arti e del Tempo.

VISITE GUIDATE
Sono disponibili, gratuitamente e senza prenotazione, percorsi guidati della durata di ca 45′ nei seguenti orari:
Martedì ore 17.00
Mercoledì ore 17.00
Giovedì ore 17.00
Venerdì ore 17.00
Sabato ore 12.00
Domenica ore 12.00
Per gruppi superiori a 10 persone è possibile prenotare visite guidate concordando modalità ed orari al 320 04502126
Non sono previste visite guidate nelle giornate di festività.

Opera esposta di Giuseppe Capogrossi (particolare) Opera esposta di Giuseppe Capogrossi (particolare) Ingresso del Foro Boario con la vela di Jean Dubuffet (conf. stampa) Opera esposta di Karel Appel (particolare)

“Informale. Jean Dubuffet e l’arte europea 1945 -1970”, in scena al Foro Boario di Modena dal 18 dicembre al 9 aprile 2006, organizzato in collaborazione con la Collezione Peggy Guggenheim, vuole focalizzare, infatti, le diverse personalità europee che contribuirono al cambiamento radicale della pittura all’insegna di una concezione “informale”, attraverso il “punto di vista” del grande collezionismo americano, partendo proprio dal francese Jean Dubuffet, di cui, non a caso, il Museo Solomon R. Guggenheim di New York conserva un rilevante nucleo di opere. Dubuffet, francese di Le Havre (1901-1985), fu il maestro che diede credito a tutte le espressioni creative outsider, colui che aveva guardato a bambini, disadattati, alienati, dilettanti, come ai veri artisti, proprio in virtù dello loro condizione borderline, perchè gli unici in grado di tirare fuori la visione più spontanea e pura delle cose, senza sovrastrutture estetiche, senza condizioni mentali.
Dopo Action Painting, una nuova mostra al Foro Boario di Modena nata dalla collaborazione tra Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e Collezione Peggy Guggenheim di Venezia.
Lo stesso periodo artistico – dal 1945 al 1970 – sarà questa volta affrontato dal punto di vista europeo. Protagonista un grande maestro come Jean Dubuffet, insieme agli autori che fecero della ricerca sulla materia pittorica e informale un’esperienza artistica fondamentale del secondo dopoguerra. Dal Gruppo CoBrA di Asger Jorn, Pierre Alechinsky, Karel Appel, Corneille, a maestri europei come Antoni Tàpies, Yves Klein, Hans Hartung, all’arte italiana informale di Lucio Fontana, Alberto Burri, Gastone Novelli, Emilio Vedova, Toti Scialoja, Tancredi e altri protagonisti che permetteranno di ripercorrere il clima artistico rivoluzionario e irriverente di quegli anni.

Mario Lugli, Luca Massimo Barbero, Andrea Landi, Philip Rylands, Enrico Crispolti Philip Rylands, direttore della Peggy Guggenheim Collection
Alexia Boro e Roberta Barbaro L entrata della Mostra

Il Catalogo è distribuito da Skira Editrice Milano.

Condividi questa pagina