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Berlusconi-Prodi, il primo faccia a faccia in diretta con più di sedicimila telespettatori

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Ieri sera dalle ore 21.15 fino alle ore 22.45 circa circa 12 milioni e mezzo d’italiani si sono appassionati a seguire il primo faccia a faccia tra i due leader, Silvio Berlusconi presidente del Consiglio uscente e Romano Prodi candidato per l’Unione, per le prossime elezioni parlamentari. Il moderatore è stato Mimun, direttore del TG1, con gli unici giornalisti invitati Sorgi e Napoletano. Eccovi la registrazione dell’intera “chiacchierata” che ha visto più volte il premier Berlusconi forare il tempo consentitogli ed agitarsi con le mani per scarabocchiare fogli bianchi mentre teneva la parola. Il professor Prodi è sembrato più pacato, rimproverando il suo concorrente di “smetterla di offendere”. Secondo i sondaggi il professore ha avuto un gradimento superiore rispetto al cavaliere, nonostante quest’ultimo mantenga un livello alto come “comunicatore e capacità intuitiva nel farsi capire”. Due mondi diversi, comunque messi a confronto, in cui sembrano incompatibili le linee guida dei due schieramenti che vedono da una parte e dall’altra opposti estremismi e una multiforme e assai complessa “famiglia politica”.

Segni e scritte: E ora di finirla…(Depero)

(Annotazioni di Piera de Antoni). Romano Prodi si porta dietro un bagaglio politico di alto livello che Silvio Berlusconi ha dimostrato di non avere. Non basta aver accumulato tante ricchezze in vent’anni. Il quinquennio di Prodi a Bruxelles in scenari molto più complessi e vasti di quelli italiani lo rende più affidabile e preparato di Berlusconi. Che dimostra quest’ultimo di essere un fai da te con doti di memoria e tecniche comunicative innati. Berlusconi non mi ha rassicurato quando usava la penna per scarabocchiare e nervosamente muoveva i fogli con quadrati, croci, cerchi. Che sia stanco lo si è visto parecchie volte nel rincorrere la polemica e il ripetere frasi che sanno più da slogan che da contenuti. Prodi avrebbe sicuramente avuto grandi difficoltà se ci fosse stato un candidato Premier più giovane e più fresco. Le destre ingessate su schemi affaristici e con personaggi che ormai hanno fatto la loro storia mi danno l’impressione di far arretrare l’Italia. Ad un certo punto ho pensato che Prodi si stesse preparando per essere il futuro presidente della Repubblica come contropartita della vittoria mediatica di Berlusconi sostenuto da lobby di ferro. Berlusconi che ha settant’anni ed è più vecchio di tre anni rispetto a Prodi, con tutti gli accorgimenti estetici all’inverosimile (denti smaglianti da trentenne, faccia stirata, trucco perfetto, abito, camicia e cravatta impeccabili, sorriso e occhi aguzzini, capelli rossicci) per chi non lo sa lo crede appena un sessantenne. Prodi invece per la sua costituzione fisica e tipica della campagna emiliana sembrava suo fratello maggiore ed ormai verso il tramonto. Perchè non si è parlato dei recenti scandali e delle provocazioni sterili di certi ministri che hanno danneggiato l’immagine sua e del governo?

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Tentacoli Annunci quotidiani da privato a privato

22.47 – Mimun ringrazia tutti e chiude la diretta.

22.44 – Prodi: è un sistema che dà parità, adottato dagli americani. Voglio dire quello che vogliamo fare. Il Paese cresce solo se ripartiamo tutti insieme. Per la scuola, contro il precariato, perché i giovani possano farsi una famiglia. Si può fare solo con un senso di solidarietà, se si portano avanti gli stessi obiettivi con senso di giustizia redistributiva, di difesa dei più deboli. Anche noi vogliamo uno stato più snello. A Palazzo Chigi Berlusconi ha portato i dipendenti da 4000 a 4.200. Basta polemiche. Basta con una società delle raccomandazioni. E’ possibile organizzare un po’ di felicità per noi.

22.41 – Berlusconi: un incontro del genere, con queste regole, è difficile. Non abbiamo potuto dire agli italiani quello che abbiamo fatto, c’è una legge liberticida. Il 9 di aprile non sarà una scelta tra Berlusconi e Prodi. Si dovrà fare una scelta tra due concezioni diverse, su due modi di vedere la società. La nostra è di garantire la libertà dei cittadini, con uno Stato che funziona senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini. A Sinistra sono eredi di una ideologia che mette i cittadini al servizio dello stato, partiti riverniciati, con personaggi bocciati dalla storia. Berlusconi sfora il tempo concessogli. Contesta il cronometro e il sistema.

22.40 – Minum ricorda che è possibile rivolgere un appello diretto agli elettori. La parola a Berlusconi.

22.33 – Sorgi sull’Iran: se gli Usa ci chiedessero l’appoggio per un raid? Berlusconi: dobbiamo dare il via a un’intensificazione dei rapporti diplomatici, penso che l’Iran non si spingerà oltre la soglia di prudenza. Prodi torna sulle tasse: nessuna nuova imposta, faremo gravare in modo più giusto soprattutto ai lavoratori dipendenti. Sull’Iran: siamo in una situazione rischiosa, noi vogliamo la pace, ma sappiamo che a volte bisogna essere risoluti.

22.30 – Controreplica di Prodi. Berlusconi ribatte e accusa per l’ennesima volta il Professore di ribaltare la realtà.

22.26 – Berlusconi ribatte: solo 3 parlamentari dalle mie aziende. I sindacati si sono mostrati per quello che sono: una ruota dell’ingranaggio della sinistra, l’85% degli scioperi per motivazioni politiche. Sfora di nuovo e viene richiamato da Mimun.

22.24 – Napoletano: le riforme. Pensate di continuare il dialogo con i sindacati, confindustria, con le corporazioni che vietano di vendere l’aspirina al supermercato? Prodi: per governare c’è solo il metodo della concertazione. Io parlo con la Cgil e con Confindustria, io dovrò mediare. Poi si arriva al momento della decisione, che deve tagliare ogni incertezza, credo di poterlo fare proprio per la libertà che ho dai partiti e per i 4milioni e mezzo di voti presi alle primarie. Deve tornare senso di unità.

22.21 – Berlusconi: io non disprezzo, non è accettabile il carosello tra cooperative, amministratori locali, sindaci. Prodi: lei è uscito solo 4 volte dal consiglio del ministri? Doveva farlo più spesso, ma è già enorme. Come può parlare lei che ha metà dei suoi parlamentari che vengono dalle sue aziende. Facciamo una legge per dividere la politica e gli affari.

22.18 – Prodi, replica sul conflitto d’interessi: Mediaset è stata definita da noi una risorsa per il Paese, ma il conflitto d’interessi va risolto. Non è mica solo la tv, sono le assicurazioni, le costruzioni. Lui disprezza le cooperative. Sono il 7% del Pil, stanno nella costituzione, portano disciplina e serietà in tanti settori come il terzo settore. La legge sulle cooperative l’ha fatta il governo Berlusconi, le tasse l’hanno stabilite loro.

22.15 – Sorgi sul conflitto d’interessi. Berlusconi: il conflitto d’interessi non esiste per Mediaset, non attacca la sinistra ed è apprezzata dagli italiani. La sinistra voleva distruggere Mediaset anche con un referendum, gli italiani hanno detto no. Il vero conflitto d’interessi è quello della sinistra, con le giunte locali, la lega delle cooperative, la magistratura che offre la copertura e insabbia le cause.

22.13 – La controreplica di Prodi: più rispetto nei miei confronti come io ho fatto con lei. La scuola: non c’è possibilità di passaggio così facile, la tecnologia è in secondo piano tant’è che si stanno chiudendo gli istituti tecnici. Berlusconi: adultera la realtà, mi ha detto che sono un venditore di tappeti. Non ha alle spalle un partito, gli hanno dato 5 deputati. L’hanno già mandato via una volta.

22.10 – Berlusconi: ma che dialogo, contro di noi hanno fatto le barricate, hanno diffuso il pessimismo. Poi dà altri numeri sulla crescita della Borsa, e degli stipendi. Prodi ha detto che loro vogliono azzerare la riforma, che io considero molto positiva. La scelta prematura? Abbiamo dato dignità all’istruzione professionale, si può passare ai licei e viceversa fino a 18 anni. C’è l’inglese dai 5 anni, da 15 e 18 anni faranno pratica nelle aziende.

22.07 – Napoletano, a Prodi: sempre meno ingegneri, chimici, matematici. Una riforma è stata fatta, sull’università: voi salverete qualcosa? Prodi: un cambiamento in continuità serio, non vogliamo spaccare tutto quello che è stato fatto prima. La prima cosa che farò sarà invitare Berlusconi e Letta a colloqui per il passaggio di consegne. Il nostro metodo sarà quello del dialogo, tutto il Paese si deve muovere, non vogliamo un governo che divide. La riforma della scuola: non condividiamo la scelta a 13 anni, le scuole tecniche sono state umiliate, servono le scuole tecniche del 21esimo secolo, e dobbiamo ridare dignità agli insegnanti.

22.01 – La replica di Prodi sul ruolo delle donne: la legge sulle quote rosa non c’è stata perché la maggioranza non l’ha voluta fare. Come presidente Ue ho introdotto una quota del 30%, in Italia non è stato fatto. Dobbiamo impegnarci per le quote anche se tempo fa pensavo che se ne potesse fare a meno. Berlusconi: la sinistra vuole imporre il servizio civile obbligatorio per 6 mesi, segno che vuole continuare a imporre tutto. Prodi: spero parleremo anche del futuro prima che tutti vadano a dormire. L’abolizione della leva l’ha decisa il governo D’Alema. Fra un paio decideremo sul servizio civile, ma è importantissimo che i ragazzi conoscano i problemi della comunità.

21.58 – Sorgi: in Cile è stato insediato un governo per metà di donne, voi quante donne porterete al governo? Berlusconi: abbiamo aumentato il numero di donne, ma non è facile trovare donne che vogliano rinunciare a lavoro e famiglia. Nel nostro programma abbiamo introdotto provvedimenti positivi, per le famiglie disagiate, per i bambini, aumenteremo i reati per le violenze sulle donne, abbiamo sostenuto l’imprenditoria femminile.

21.56 – Prodi: Berlusconi ha fatto solo leggi personali e andrà indietro fino a Garibaldi per buttare le responsabilità agli altri. Il Cavaliere: in 5 anni abbiamo fatto più riforme di tutti i governi della repubblica messe insieme.

21.53 – Berlusconi accusa di demagogia la sinistra. Abbiamo fatto 10 volte quello che ha fatto la sinistra. Sono 71 grandi cantieri. Il Mose è già al 25%, la sinistra non riuscirà a fare nulla se andasse al governo perché Rifondazione, Pdci, Verdi, no global sono contro a tutte le opere di modernizzazione. Tant’è che il loro programma non cita la Tav, il Mose, gli inceneritori, i rigassificatori.

21.50 – Napoletano a Prodi: Italia lumaca. Un esempio: la Tav in Val di Susa. Il problema dell’opposizione locale alle opere. Prodi: i problemi si risolvono solo con un dialogo con le amministrazioni locali. Questo governo ha messo in cantiere 250 miliardi di opere pubbliche e ne ha stanziati il 10 per cento. Nel nostro programma ci sono le due priorità delle assi europee, da Nord a sud e da est a ovest. Noi finiremo le opere in corso, l’Italia è piena di cantieri non finiti e non finanziati, se si progetta un’opera pubblica la si finanzia.

21.47 – Berlusconi: io stropiccio gli occhi e le orecchie. Quelli che noi abbiamo regolarizzato erano già arrivati prima, con loro. Prodi: con questo governo, con una politica dell’immigrazione staccata dalla realtà del paese, non si è ottenuto nulla.

21.44 – Prodi, la replica: le code dimostrano che non c’è nessuna programmazione, la legge favorisce l’arrivo dei clandestini. Sono regolarizzati perché sono entrati in modo caotico senza accordi con i paesi vicini, se no non avremmo gli sbarchi e la situazione drammatica che abbiamo. Sono state smontate le leggi che avevamo noi: lo “sponsor” per il lavoro, il ricongiungimento familiare. Servono profonde riforme, la polizia ha lavorato bene, ma questo deve passare ai comuni, gli immigrati devono essere seguiti.

21.41 – Sorgi: le file davanti agli uffici postali dimostrano che non siamo in grado di prevedere le necessità del paese, e le masse dei clandestini che arrivano a Lampedusa dimostrano che le politiche sull’immigrazione non funzionano. Berlusconi: siamo il paese in Europa con il più basso numero di immigrati e lei mi dice che non abbiamo saputo controllare l’immigrazione? Le code? Dimostrano solo che funziona il nostro modo con cui abbiamo deciso di regolarizzare. Abbiamo regolarizzato 630 mila lavoratori stranieri prima in nero, che ora versano mille miliardi di lire all’erario.

21.39 – Prodi, controreplica. Se dobbiamo essere contenti di un deficit del 4.1% siamo messi male. I commenti dell’Ecofin sono accompagnati da tali dubbi sul futuro del paese da far tremare i polsi a chi dovrà governare. Abbiamo mancato troppe stime in passato, la crescita è zero e doveva essere al 2,5 per cento. Ci sarà un motivo se agenzie come Moody’s hanno detto che dà più garanzie per il futuro il centrosinistra. Berlusconi: abbiamo ereditato il deficit sopra al 3 per cento dal centrosinistra. Abbiamo fatto i miracoli con i conti pubblici, con il terzo debito più alto del mondo.

21.36 – Berlusconi, la replica: Prodi non sa che l’Ecofin ha apprezzato il nostro bilancio e la nostra finanziaria con alcune riforme considerate importanti. I conti disastrati li abbiamo ereditati noi dalla sinistra. Poi snocciola numeri sui risultati del governo.

21.33 – Napoletano: Prodi, dove trovate i soldi per ridurre il cuneo fiscale. Prodi: c’è una modulazione del costo del lavoro tra stabile e precario, che ho già spiegato. Secondo: le plusvalenze, miliardarie, finora tassate in maniera ridicola. Terzo: la lotta all’evasione fiscale. In questi anni abbiamo avuto solo un numero enorme di condoni fiscali, fallimentari anche dal punto di vista del bilancio statale. Non troveremo mai i soldi per ridurre il cuneo fiscale con una spesa pubblica alle stelle come negli ultimi anni.

21.32 – Berlusconi: non posso che sorridere per questa tesi bislacca.

21.29 – Stessa domanda a Prodi. L’euro. Non è vero che gli altri paesi hanno avuto sbalzi di prezzi, non è vero che sono rimasti inattivi come in Italia. Non sono state convocate le commissioni provinciali che io e Ciampi avevamo disposto. Esempio: Bolzano e Innsbruck. Prima dell’euro solo 18 categorie di merci costavamo di più in Italia, ora il 50 per cento. Come mai in Italia sono aumentati i prezzi e in Austria no? Le 1.500 lire per euro sostenute da Berlusconi sono un bufala, smentita da tutti. I problemi li ha creati il governo.

21.26 – Domanda di Sorgi a Berlusconi: l’euro, lei ha sempre sostenuto che si potesse ottenere un cambio più vantaggioso, ma nessuno dice nulla contro i commercianti, forse per motivi elettorali. Il premier: l’euro è stato introdotto con troppa fretta. Il governo ha puntato tutto sul contenimento dell’inflazione, che l’anno scorso si è fermata all’1,9 per cento e ha aiutato le famiglia disagiate. Come gli anziani, con le pensioni a 500 euro e le porteremo a 800. Ha creato posti di lavoro.

21.24 – Berlusconi: Prodi non sa che la Commissione di giustizia europea ha bocciato l’Irap e dovrà abolirla. Lui non può dare dare garanzie quando Fassino l’ha smentito. Dà assicurazioni ma ha una coalizione rissosa dietro di sé che lo usa come facciata.

21.22 – Berlusconi sfora di quasi mezzo minuto e viene interrotto da Mimun, mentre Prodi protesta. La controreplica di Prodi: il governo ha avuto 5 anni per abolire l’Irap e non l’ha fatto. Confermo che ridurremo il cuneo fiscale di 5 punti in 1 anno, e nessuna pensione sarà intaccata.

21.20 – Berlusconi sul fisco: prendo atto che Prodi ha a cuore la riduzione del costo del lavoro, ma sotto il suo governo fece approvare l'”imposta rapina”, l’Irap. Noi abbiamo ridotto le tasse, alle famiglie meno agiate, 10 milioni in più non devono fare la dichiarazione dei redditi. Abbiamo introdotto una serie di deduzioni. Quanto all’Unione, ridurre di 5 punti il cuneo fiscale, Prodi è già stato smentito da Fassino e i sindacati sono contrari.

21.16 – Cominciano le domande. Napoletano, direttore del Messaggero, fa una domanda sul fisco e sull’evasione fiscale. Risponde Prodi: se vogliamo reggere la concorrenza straniera dobbiamo diminuire il costo del lavoro e abbiamo fatto i calcoli, lo possiamo abbassare di 5 punti. Bisogna aumentare il costo di lavoro precario, diminuire quello dell’ora lavorare in modo che non sia conveniente tenere dei lavoratori precari. Sull’evasione fiscale, ancora Prodi: la gente sa che noi le tasse le facevamo pagare a tutti.

21.15 – Comincia la diretta su RaiUno. Clemente Mimun introduce Berlusconi, Prodi e i giornalisti Sorgi e Napoletano chiamati a fare le domande ai due sfidanti.

20.56 – Anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è arrivato negli studi Rai, circa mezz’ora dopo il suo avversario. Il premier, vestito con abito scuro, camicia azzurra e cravatta scura, ha è accompagnato dal sottosegretario e portavoce Paolo Bonaiuti e dal consigliere Valentino Valentini. Fino all’ultimo momento ha letto dei fogli nell’auto blindata.

20.15 – Arriva alla sede Rai in via Teulada il leader dell’Unione Romano Prodi. È accompagnato dagli stretti collaboratori Richi Levi e Silvio Sircana. Sorridente, indossa un vestito grigio scuro con cravatta blu. Prima di arrivare alla Rai, il Professore si è concesso uno spuntino al bar, da «Antonini», uno degli storici ritrovi della borghesia romana al quartiere Prati.

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