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| PUNTA DELLA DOGANA RISORTA DA MONSIEUR PINAULT | Venezia, 4 giugno 2009 (di A. Miatello, J. Belhumeur di Ginevra). E' una rassegna fotografica di Alcide Boaretto per l'opening di Punta della Dogana del 3 giugno 2009. E' un'anteprima assoluta. La sera stessa abbiamo fatto un giro di consultazione nella Rete e dobbiamo constatare che siamo stati i primi a diffondere l'evento con 35 foto (cliccate sulla foto accanto per la rassegna). Ne seguiranno delle altre, questo per permettere a molti nostri lettori di avere un quadro generale, al di là delle proprie idee. Due sono gli aspetti: il primo è la Rinascita di un sito storico (Punta della Dogana) che nell'ultimo secolo era stato "martoriato e degradato" dalle burocrazie cieche e polverose.
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> 53.Biennale Arte 2009
| RASSEGNA FOTOGRAFICA DELLA 53.BIENNALE ARTE: VERNICE STAMPA |
Venezia, 5 giugno 2009 (di Jeanne Belhumeur, fotografie di Alcide Boaretto). Ci ha colpito la Gran Bretagna che invitato un artista che ha filmato la quiete dei giardini di Castello prima dell'inaugurazione e punta l'obiettivo sul contestato passaggio delle meganavi in laguna. E' un invito alla riflessione sulla nuova centralità di Venezia nel mondo dell'arte, che va dall'osservazione della vita "normale" degli insetti sulle piante dei giardini e diventa riferimento diretto al numero sempre maggiore di inaugurazioni di spazi pubblici e privati nella città invasa dai turisti. I soli veneziani che senti sono i marinai dei traghetti e qualche anziana signora con la spesa del carrello che borbotta per farsi largo.
(Clicca sull'icona per aprire la Galleria di immagini. Foto Alcide Boaretto) |

Nel ritinteggiato Palazzo delle Esposizioni della Biennale (ex Italia) domina invece la grande ragnatela dell'argentino Tomas Saraceno, "Galassie": riproduce i filamenti della vedova nera che possono reggere pesi estremi in base ad una complessa geometria. Ben 77 quest'anno le partecipazioni nazionali alla Biennale: si sono aggiunti Montenegro, Principato di Monaco, Gabon, Unione delle Comore, Emirati Arabi Uniti. Fare mondi suggerisce un nuovo approccio all'Esposizione: nessuna centralità, il piccolo come il grande. Un esempio è il Museo del Fuoco di Jussi Kivi, al Padiglione Finlandia: cultore da sempre di automobiline dei vigili del fuoco, l'artista assembla alla propria collezione privata materiali sovietici per l'emergenza nucleare. Il corpo rigido di un canguro travolto dalle auto, raccolto ai margini della strada, diventa invece il compagno di viaggio per Shaun Gladwell, virtuoso del video e dell'azione rarefatta, al Padiglione Australia. "Loop", cioé l'azione che si ripete, è invece il titolo dell'opera neo concettuale di Roman Ondak, il quale nel padiglione delle Repubbliche Ceca e Slovacca ha coltivato un giardino identico a quello che sta fuori, senza alcun disturbo visivo, tanto che può capitare di passarci in mezzo senza notarlo (realizzazione già vista l'anno scorso di fronte all'entrata del padiglione USA, con l'orto di ortaggi). I mondi del giorno e della notte sono ricordati ("cantati") con le voci degli animali notturni e diurni "Cantate" da un biologo la cui immagine è proiettata all'interno del padiglione dell'Uruguay nella video installazione di Pablo Uribe, "Atardeser". Di fronte, i mondi complessi della Cina e dell'Uruguay si fondono nei collage di Juan Burgos. Sulle scale esterne, margherite di ferro da sfogliare per un "M'ama, non m'ama" nell'opera di Raquel Bessio che guarda all'unità sudamericana e significativamente si intitola "Terra promessa".
Con l'apertura di domenica 7 giugno, la 53. Esposizione internazionale d'arte della Biennale di Venezia, ha come titolo Fare mondi, scelto dal direttore Daniel Birnbaum. L'esposizione - che potrà essere visitata fino al 22 novembre 2009 ai Giardini (50 mila metri quadrati), all’Arsenale (38mila) e in vari luoghi di Venezia - riunisce oltre 90 artisti da tutto il mondo. Una grande novità storica: il padiglione italiano si trova all'Arsenale, vicino alle Gaggiandre, con una trentina di artisti. Un omaggio a Marinetti (per il centenario del Futurismo) e allo scultore Cascella.
Una nota: i servizi igienici ai Giardini sono un mezzo disastro (o chiusi perchè intasati o sprovvisti di carta igienica). La Presidenza deve occuparsi anche di questo, cioè del confort e accoglienza.
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