
| MENU | :: :: :: :: :: :: :: :: ::
|
| LE MOSTRE D'ARTE IN LUNGO E IN LARGO: VIVA L'ITALIA CHE LAVORA | Una magnifica estate dell'arte attende i molti che colgono l'occasione delle "ferie" per godere, in modo rilassato, di qualche bella mostra e delle città che ospitano questi eventi. Ecco alcune proposte che toccano diverse regioni italiane, e non solo, dall'estremo sud all'estremo nord, mostre ospitate in capitali della villeggiatura o in bellissime città d'arte. Questa del 2012 è veramente una estate bellissima per l'arte: l'offerta è ampia, molto diversificata, per ogni gusto si potrebbe dire e non resta, quindi, che coglierla.
>> Leggi.....
|
| I QUADERNETTI DI AIDANEWS © | PIANO EDITORIALE (nuova collana) A. MIATELLO, I furti d’arte. Scritti attorno ai crimini contro il patrimonio storico-artistico, pp. 1-68, Vol. I, €15,00 A. MIATELLO, I furti d’arte. Scritti attorno ai crimini contro il patrimonio storico-artistico, pp. 1-72, Vol. II, €15,00 A. MIATELLO, I furti d’arte. Scritti attorno ai crimini contro il patrimonio storico-artistico, pp. 1-74, Vol. III, €15,00 A. MIATELLO, Beni culturali e guerra, pp. 1-74, € 25,00 AA. VV., Scritti scelti su architettura e design AA. VV., Scritti scelti sulle più belle mostre d’arte vissute e raccontate dagli inviati di Aidanews AA. VV., Scritti scelti sulle Biennali di Venezia di arti visive, teatro, danza AA. VV., Scritti scelti sulle Mostre internazionali d’arte cinematografica J. BELHUMEUR, UMAC, Unione Mondiale degli Autori Cinematografici, Statuto e annotazioni AA. VV., Scritti scelti di politica e turismo culturale: commenti e proposte
>> Leggi.....
|
|
|
Attualità
| DA "UN RICORDO DI SOLFERINO" DI HENRY DUNANT AL DIRITTO UMANITARIO MODERNO. LA GUERRA HA I SUOI LIMITI! |
Solferino, 23 giugno 2009 (brevi di cronaca a cura di A. Miatello con la collaborazione di J. Belhumeur, Madeleine Vallon, F. Monnier, Gabriel Frossard, Gabrielle von Roten). Il 24 giugno del 1859 scoppia la Battaglia di Solferino, combattuta fra l’esercito austriaco e quello franco-piemontese. Questa data è entrata nella storia soprattutto per aver dato il via all’attività di assistenza neutrale ai feriti di tutte le parti in lotta, da cui qualche tempo dopo sarebbe sorta la Croce Rossa Internazionale. Il merito va al ginevrino protestante Henry Dunant (ideatore del corpo sanitario che doveva avere il reciproco rispetto per soccorere i feriti e prelevare le vittime durante il conflitto) e alla benemerita Florence Nightingale che aveva attivato le prime forme di assistenza ai feriti durante la guerra di Crimea, concepiva un’organizzazione del soccorso integrata negli eserciti, e quindi non neutrale. L’onore di aver attivato le prime forme di assistenza a tutti i feriti in battaglia, indipendentemente dalla loro divisa, fu attribuito all’imprenditore (commerciava in armi) e umanista svizzero Henry Dunant (Primo Premio Nobel per la Pace nel 1901), che si trovava sul luogo dei combattimenti solo per presentare una supplica all’imperatore francese, dopo un affare andato a male. Ma a condividere con lui il merito dell’iniziativa umanitaria furono anche le popolazioni della zona, e in particolare le contadine, organizzate dal parroco di Castiglione delle Stiviere don Lorenzo Barziza. Furono loro ad organizzare i trasporti dei feriti di entrambe le parti dal luogo dei combattimenti al Duomo di Castiglione, salendo sui carri, preparando le bende, cambiando le compresse, lavando le piaghe, rinnovano i bendaggi, dissetando o nutrendo, come scrisse Dunant, «quelli che non hanno più forza di sollevare la testa e le braccia». Da quella carneficina che vide di fronte oltre 230mila soldati e provocò quasi 40mila tra morti e feriti, trasse origine dunque, qualche anno dopo, una delle iniziative più lungimiranti e disinteressate della storia moderna, spesso l’unico canale di collegamento fra le parti in guerra, in tutto il mondo. Dopo centocinquant'anni si ritorna a Solferino per commemorare un'iniziativa che sembrava molto astratta ma che oggi tutti gli eserciti del mondo intero tendono a rispettare le regole del diritto internazionale umanitario. Henry Dunant morì povero e abbandonato in una casa di riposo, ma il suo libretto di annotazioni fu in seguito una preziosissima pietra miliare su cui si fondarono le basi dei principi generali per la codificazione del diritto della guerra che non prevedeva ancora il reciproco rispetto delle parti del "soccorso umanitario" e la responsabilità personale o quella statuale per le sue violazioni. |
Particolarmente colpito da quello spettacolo, Dunant si unì ai soccorritori, cercando di organizzare la frammentaria opera di soccorso, concentrandola a Castiglione delle Stiviere, ove si era insediata l'intendenza dell'esercito francese e dove sarebbe stato più razionale l'uso dei pochi materiali e l'opera dei pochissimi medici disponibili. Fu così che, forte di un piccolo esercito di circa 6.000 volontari, Dunant riuscì a trasferire i feriti la gran parte dei a Castiglione, dove vennero ospitati in case private, nei chiostri dei conventi e persino nelle chiese cittadine. Principio fondamentale della sua azione era il prestare soccorso ai soldati di entrambi gli schieramenti, senza distinzione alcuna, con riferimento all'universalità ed equivalenza degli uomini davanti alla sofferenza. L'esperienza lo segnò profondamente a livello personale, e rientrato in Svizzera, decise di diffondere la testimonianza di quanto aveva visto pubblicando un libro, "Un Souvenir de Solférino" testo intorno a cui si mobilitò progressivamente un ampio movimento di opinione internazionale. La pubblicazione delle sue testimonianze sul massacro di Solferino colpirono notevolmente l'opinione pubblica ginevrina, in particolar modo il giurista "Gustave Moynier", allora presidente della Société genevoise d’utilité publique, una istituzione che riuniva tutti i personaggi di spicco del mondo religioso protestante e d'ideale liberale. Quest'ultimo diede un grande appoggio personale alle idee di Dunant, e propose l'istituzione di una commissione di studi composta da cinque membri per approfondire e sviluppare le proposte di Dunant. Di questa commissione, oltre a Dunant stesso e a Moynier, fecero parte altre importanti personalità ginevrine quali i medici Louis Appia, Theodore Maunoir oltre al generale Henry Dufour. Il 17 febbraio 1863 la commissione si trasformò in Comitato ginevrino di soccorso dei militari feriti (noto anche come Comitato dei cinque), dando così vita alla organizzazione dalla quale nascerà la "Croce Rossa Internazionale" . Nel 1864, grazie anche all'aiuto di personaggi come Victor Hugo, Charles Dickens, e Florence Nightingale, diede impulso all'organizzazione di una conferenza internazionale per affrontare il tema del soccorso alle vittime della guerra. Fu così che il 26 ottobre 1863 si riunirono a Ginevra 39 delegati provenienti da 16 nazioni, il cui compito fu di sancire con ato la neutralità delle organizzazioni di soccorso in tempo di guerra. Le organizzazioni in questione avrebbero dovuto adottare come simbolo di tale neutralità l'emblema di una croce rossa in campo bianco, in onore della cittadinanza svizzera di Dunant e del Comitato dei Cinque.
Tuttavia i successi in campo internazionale costrinsero Dunant a trascurare il proprio lavoro e le attività ad esso connesse. Il Crédit Genevois, la banca che aveva finanziato i suoi progetti di irrigazione di campi di cereali per mezzo di mulini a vento, avviò una azione legale che lo indusse a dichiarare bancarotta nel 1867 gettandolo in una quasi repentina povertà. Nella catastrofe finanziaria che ne seguì furono coinvolti sia familiari che amici di Dunant, molti dei quali interruppero con lui ogni tipo di contatto, costringendolo ad un vero e proprio isolamento morale. Occorre aggiungere che quella della bancarotta era considerata una vera e propria onta morale all'interno dell'ambiente ginevrino, improntato fortemente all'etica della religione calvinista. La sua rovina personale indusse Dunant a distaccarsi dal Comitato dei Cinque con lo scopo di non coinvolgere l'istituzione da lui voluta e creata con così tanta fatica. Il 25 agosto 1867, Dunant rassegna le dimissioni dal ruolo di Segretario Generale e l'8 settembre dello stesso anno venne destituito dallo stesso Comitato per volere soprattutto di Moynier. Nel marzo 1867 Dunant, ormai caduto nella disgrazia più assoluta e isolato da amici e parenti, è costretto a lasciare Ginevra nella quale non farà più ritorno. Trasferitosi a Parigi, dove visse in condizioni di estrema povertà, Dunant tuttavia non si arrese dal perseguire i suoi ideali di filantropismo e si dedicò alla fondazione della Allgemeine Fürsorgegesellschaft (Comune Società di Soccorso) con lo scopo di occuparsi delle vittime del conflitto franco-prussiano. Henry Dunant fu iniziato alla Massoneria nella Loggia Cordialità di Ginevra.
Stralci da "Un souvenir de Solferino" di Henry Dunant.jpg)
(...) Nell'Ospedale e nelle Chiese di Castiglione sono stati depositati, fianco a fianco, uomini di ogni nazione. Francesi, Austriaci, Tedeschi e Slavi, provvisoriamente confusi nel fondo delle cappelle, non hanno la forza di muoversi nello stretto spazio che occupano.Giuramenti, bestemmie che nessuna espressione può rendere. Risuonano sotto le volte dei santuari. Mi diceva qualcuno di questi infelici <Ci abbandonano, ci lasciano morire miseramente, eppure noi ci siamo battuti bene!>. Malgrado le fatiche che hanno sopportato malgrado le notti insonni, essi non riposano e, nella loro sventura implorano il soccorso dei medici e si rotolano disperati nelle convulsioni che termineranno con il tetano e la morte. (...) Ma le donne di Castiglione vedendo che non faccio alcuna distinzione di nazionalità, seguono il mio esempio, dando prova della medesima gentilezza nei confronti di tutti questi uomini di origini così diverse e che sono per loro tutti ugualmenti estranei. -”Tutti fratelli!”- ripetevano con emozione. Onore a queste donne compassionevoli, a queste fanciulle di Castiglione! nulla le ha disgustate, stancate o scoraggiate, e la loro modesta devozione non ha tenuto conto né di ribrezzo, né di fatiche, né di sacrifici.
(...) Brescia: Questa città così graziosa e pittoresca é trasformata non in una grande ambulanza provvisoria come Castiglione, bensì, in un immenso ospedale: le due cattedrali, le chiese, i palazzi, i conventi, i collegi, le caserme, in una parola tutti i suoi edifici, sono ingombri delle vittime di Solferino. Sono stati improvvisati quindicimila letti da un giorno all'altro; i generosi abitanti hanno fatto quello che non sarebbe stato possibile fare in nessun luogo di fronte a simili avvenimenti. Al centro della città é l'antica basilica chiamata Duomo Vecchio o la Rotonda che con le sue due cappelle contiene un migliaio di feriti. Il popolo li visita continuamente e le donne di ogni classe portano loro a profusione arance gelati, biscotti, dolci. La umile vedova o la più povera vecchia non si ritiene dispensata di portare il suo tributo di simpatia, la sua modesta offerta, Le stesse scene si ripetono nella nuova cattedrale, magnifico tempio di marmi bianchi dalla vasta cupola, in cui sono raccolti centinaia di feriti, e si ripetono altresì negli altri quaranta edifici, chiese e ospedali che contengono fra tutti quasi ventimila feriti e mutilati.
A. Miatello, Les armes nucléaires en droit international, Peter Lang, Berna,1987, p. 746.
|
|

| Pagine piu' visitate | :: :: :: :: ::
|
| Archivio | :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: ::
|
|