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| LE MOSTRE D'ARTE IN LUNGO E IN LARGO: VIVA L'ITALIA CHE LAVORA | Una magnifica estate dell'arte attende i molti che colgono l'occasione delle "ferie" per godere, in modo rilassato, di qualche bella mostra e delle città che ospitano questi eventi. Ecco alcune proposte che toccano diverse regioni italiane, e non solo, dall'estremo sud all'estremo nord, mostre ospitate in capitali della villeggiatura o in bellissime città d'arte. Questa del 2012 è veramente una estate bellissima per l'arte: l'offerta è ampia, molto diversificata, per ogni gusto si potrebbe dire e non resta, quindi, che coglierla.
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| I QUADERNETTI DI AIDANEWS © | PIANO EDITORIALE (nuova collana) A. MIATELLO, I furti d’arte. Scritti attorno ai crimini contro il patrimonio storico-artistico, pp. 1-68, Vol. I, €15,00 A. MIATELLO, I furti d’arte. Scritti attorno ai crimini contro il patrimonio storico-artistico, pp. 1-72, Vol. II, €15,00 A. MIATELLO, I furti d’arte. Scritti attorno ai crimini contro il patrimonio storico-artistico, pp. 1-74, Vol. III, €15,00 A. MIATELLO, Beni culturali e guerra, pp. 1-74, € 25,00 AA. VV., Scritti scelti su architettura e design AA. VV., Scritti scelti sulle più belle mostre d’arte vissute e raccontate dagli inviati di Aidanews AA. VV., Scritti scelti sulle Biennali di Venezia di arti visive, teatro, danza AA. VV., Scritti scelti sulle Mostre internazionali d’arte cinematografica J. BELHUMEUR, UMAC, Unione Mondiale degli Autori Cinematografici, Statuto e annotazioni AA. VV., Scritti scelti di politica e turismo culturale: commenti e proposte
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Attualità
| TREVISO SI FA ...CITTA' PROIBITA CON LA DINASTIA MING E LE TEORIE DI MATTEO RICCI |
Treviso, 15 ottobre 2009 (servizio dall'inviato Angelo Miatello). La Città proibita, la dinastia Ming e le gesta di Matteo Ricci, gesuita, che divulgò alla corte del Mandarino le scoperte occidentali in fatto di fisica, astronomia e di geometria, sono i capisaldi della terza mostra che Adriano Madaro porta in Ca' dei Carraresi in riva al Cagnan, con il sostegno di Fondazione Cassamarca e la collaborazione "comunicativa" di Fabrica-Benetton. Quasi trecento pezzi, tra monili, vasi, dipinti, sculture, plastici e arredi sono giunti già a Treviso da Pechino (via Montebelluna, dov'è la sede del Corriere spedizioniere), per raccontare ad un pubblico colto e curioso quasi tre secoli di storia cinese, dal 1368 al 1644. "E' il Rinascimento cinese" - come qualcuno ha voluto commentare - "in cui le arti e lo studio delle scienze hanno una grande importanza per chi regna". La mostra non segue un itinerario cronologico, bensì per tema, in cui sono confrontati pezzi di inestimabile valore e bellezza unica. Nella parte dove ci sono i dipinti di paesaggi e animali si potrà cogliere "la contaminazione dell'arte cinese verso quella giapponese che arriverà in Europa con Van Gogh, che si ispirò". Il paesaggio non è più statico e topografico ma legato ad un sentimento dell'artista che lo ritraeva" (es. il paesaggio invernale).
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La mostra inizia con due corone imperiali, l’una, in filigrana d’oro, appartenuta all’imperatore Wanli, vissuto tra il 1572 e il 1620, e l’altra dell’imperatrice Xiaojing, composta da cinquemila perle e cento pietre preziose. Quindi, una intera sala sarà dedicata all’oreficeria Ming e ai viaggi che i cinesi intrapresero verso Occidente, "alla ricerca di pietre preziose in quanto la Cina è ricca soltanto di giada, corallo fossile e turchesi" - come ha spiegato Madaro in conferenza stampa a Ca' Spineda. E agli imperatori non poteva bastare, vogliosi di sentirsi superiori a tutto. Si tratta di monili di raffinata fattura artigianale, oggetti vistosi come decorazioni per capigliature o bracciali fino a piccolissimi orecchini d’oro, come si possono ammirare nel voluminoso catalogo (in tre lingue: inglese, italiano e cinese), già pronto per la mostra. Poi, si proseguirà in una sala dedicata alla porcellana dai caratteristici "colori bianco e azzurro, compresa una giara funeraria, del peso di un quintale, che conteneva l’olio votivo ed era stata collocata all’ingresso della camera sepolcrale della tomba Dingling". Un’altra sala avrà la pittura che ebbe sotto i Ming uno sviluppo straordinario con l’esposizione di rotoli di seta (ci sarà un rotolo dipinto e ben conservato di ben quattordici metri) che rappresentano scene di corte con la descrizione in minimi particolari. Ci saranno anche abiti di dignitari in broccato e di funzionari imperiali, imponenti statue buddiste con una ricchissima produzione in bronzo per rendere evidente l’evoluzione della tecnica della fusione e della doratura. La terza mostra di storia cinese si chiuderà con una sezione dedicata al gesuita Matteo Ricci, che cade l'anno prossimo il suo quarto centenario della sua morte (il 10 maggio 1610, sepolto in cina). Il gesuita all’inizio del XVII secolo introdusse a Corte le scienze occidentali: fisica, astrologia, matematica.  A corollario di questa importantissima figura, verranno esposti documenti autografi e ingegnosi meccanismi per lo studio dell’astronomia provenienti dalle collezioni di Roma e Macerata, sua città natale che l'anno prossimo gli tributerà una grande mostra. In questa rassegna che rimarrà nella storia della città di Treviso c'è anche la collaborazione con Fabrica di Benetton, che ha curato la parte comunicativa e allestitiva, re-inventando un gioco interattivo che coinvolgerà i visitatori una volta usciti dalla mostra. Tutti saranno guidati a cercare capolavori del territorio con l’aiuto del telefonino e la collaborazione di cinquanta esercenti. "Una specie di caccia al tesoro fuori del Museo che in America ha spopolato" - ha aggiunto il direttore di Fabrica. Si contano sulle dita della mano le mostre che si sono svolte in Italia sulla storia dell'arte cinese, quasi sempre ben limitate. Anche se a Venezia ci sta un piano intero al Museo di Ca' Pesaro con una stupenda collezione di cineserie, non è azzardato considerare le mostre di Madaro e Fondazione Cassamarca degli eventi eccezionali, irripetibili e storicamente interpretabili come un auspicio nel promuovere la collaborazione e lo scambio culturale tra diverse nazioni, così lontane come la Cina e l'Italia. Ma ancora una volta è una piccola città del Nordest che vanta l'imprimatur di saper cogliere l'occasione della diversità e del confronto. Una Cina così bella e misteriosa mai vista. Chissà che le famiglie porteranno i loro pargoli a vedere dall'alto la Città proibita!
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