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| LE MOSTRE D'ARTE IN LUNGO E IN LARGO: VIVA L'ITALIA CHE LAVORA | Una magnifica estate dell'arte attende i molti che colgono l'occasione delle "ferie" per godere, in modo rilassato, di qualche bella mostra e delle città che ospitano questi eventi. Ecco alcune proposte che toccano diverse regioni italiane, e non solo, dall'estremo sud all'estremo nord, mostre ospitate in capitali della villeggiatura o in bellissime città d'arte. Questa del 2012 è veramente una estate bellissima per l'arte: l'offerta è ampia, molto diversificata, per ogni gusto si potrebbe dire e non resta, quindi, che coglierla.
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| I QUADERNETTI DI AIDANEWS © | PIANO EDITORIALE (nuova collana) A. MIATELLO, I furti d’arte. Scritti attorno ai crimini contro il patrimonio storico-artistico, pp. 1-68, Vol. I, €15,00 A. MIATELLO, I furti d’arte. Scritti attorno ai crimini contro il patrimonio storico-artistico, pp. 1-72, Vol. II, €15,00 A. MIATELLO, I furti d’arte. Scritti attorno ai crimini contro il patrimonio storico-artistico, pp. 1-74, Vol. III, €15,00 A. MIATELLO, Beni culturali e guerra, pp. 1-74, € 25,00 AA. VV., Scritti scelti su architettura e design AA. VV., Scritti scelti sulle più belle mostre d’arte vissute e raccontate dagli inviati di Aidanews AA. VV., Scritti scelti sulle Biennali di Venezia di arti visive, teatro, danza AA. VV., Scritti scelti sulle Mostre internazionali d’arte cinematografica J. BELHUMEUR, UMAC, Unione Mondiale degli Autori Cinematografici, Statuto e annotazioni AA. VV., Scritti scelti di politica e turismo culturale: commenti e proposte
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Attualità
| LA NATURA DEL SILENZIO: MOSTRA DI SILVIO LACASELLA AL LAMeC DELLA BASILICA PALLADIANA |
| Vicenza, 7 novembre 2009 (di Marica Rossi). Vicenza, città d’autore, ha in Silvio Lacasella, trentino di nascita, un interprete talentuoso, colto, elegante. Infatti questo vicentino di adozione non ne celebra direttamente la bellezza, ma ne rappresenta l’anima, l’essenza e la fisionomia delle cose che l’abitano. L’ha fatto a lungo con l’incisione, a partire dai tempi della sua prima mostra appena ventenne nel 1976 alla galleria Due Ruote di Virgilio Scapin. Lo fa ora con la pittura, che mentre lo induce a vivere in perfetta simbiosi con questa terra, lo porta a non riprodurre pedissequamente le sembianze beriche, ma a sublimarle per virtù d’arte facendogli scoprire che ciò che alla fine va ostinatamente ritraendo è ‘solo’ l’irraggiungibilità del soggetto agognato. | Così Silvio Lacasella è sortito ad esiti straordinari per quell’impasto di terra e spirito che evoca presenze reali attraverso il filtro colorato di un’esperienza d’arte che le sottrae dalla banalità del loro empirico comparire. Della singolare vicenda lunga oltre tre decenni dà conto fino al 15 novembre la mostra promossa dall’Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Vicenza al LAMeC, l’unico spazio della Basilica libero dai lavori non ancora ultimati per il restauro del monumento palladiano. Qui troviamo esposte con un allestimento veramente ineccepibile una raccolta di opere, in prevalenza pittoriche, che sono testimonianza e prova della bravura e dell’ansito poetico dell’autore. Un binomio ben evidenziato dal catalogo a cura di Alberto Buffetti con testi di Marco Vallora e Fabrizio d’Amico volti a giustificare un titolo come ’La natura del silenzio’ scelto per essere di per sé orientativo. E’ dal silenzio voluto dall’artista intorno a sé che nascono queste meraviglie di cielo e terra protagoniste di un’arte che mentre ne assottiglia i confini, si fa volano per sensazioni immense che vanno a comporre superfici di trame sottili specchio dell’intima fusione tra bellezza e verità. La natura del silenzio pur misteriosa, moltissimo comunica, aleggiandovi il respiro dei secoli passati in connessione autentica con un presente non privo di quella rinnovellata eloquenza che però il frastuono del nostro vivere consueto annulla. Lacasella ne conosce bene il valore, non solo per l’ispirazione tratta da lei, ma per quanto è venuto elaborando nei due anni recenti in cui non ha prodotto ma nel cui silenzio ha maturato il passaggio dall’opera incisa con la peculiarità del suo fare abbreviato e cesellato, ad un espressione pittorica più affabulata e distesa rinnovando la ricchezza del suo linguaggio con uno sforzo di cui, anche nel suo dire nel corso dell’evento inaugurale, non ha fatto mistero. Il discorso su di lui stimato da molti collezionisti, direttori di musei e critici di tutto il mondo, ma sempre troppo poco conosciuto dai vicentini a causa anche della riservatezza del suo stile di vita, resta dunque più che mai aperto e promettente di nuove scoperte.
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