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Itinerari Culturali
| L'ARCA DEL SANTO RIGENERATA |
| Padova, 3 dicembre 2009 (echi di cronaca). Finalmente vedranno la Cappella dell’Arca del Santo restaurata, e i quattro milioni di visitatori che ogni anno, da domani in poi, avranno l’opportunità di ammirarla nel corso del loro pellegrinaggio a quella che è una delle basiliche più amate dai fedeli di tutto il mondo: rimossa la giallastra patina del tempo e il nerofumo di miliardi di candele votive, ora lo splendido complesso rinascimentale si presenta con le sue sculture di un bianco abbacinante, sul quale spiccano con grande nettezza le linee delle prospettive entro cui si collocano le rappresentazioni dei miracoli di Sant’Antonio, ma anche le dorature del soffitto, il verde del marmo imperiale con cui è costruito l’altare, il bronzeo delle statue che lo circondano. | Ora la Cappella sembra quasi un’altra: la ripulitura e le nuove luci fanno guizzare i muscoli di San Bartolomeo che Jacopo Sansovino copiò da un dipinto michelangiolesco della Sistina nella "Resurrezione di una ragazza annegata" (1536), o esaltano la costernazione sui volti dei presenti al "Miracolo del cuore dell’usuraio ritrovato in uno scrigno", scolpito da Tullio Lombardo (1525). «E dalle opere restaurate sono riemerse le firme degli autori - spiega il professor Leopoldo Saracini, che ha seguito i lavori assieme al direttore Lamberto Brisighella - tipico segno della modernità degli artisti rinascimentali, contrapposta alla modestia a cui erano tenuti i loro colleghi fino a qualche anno prima». La Cappella è «il cuore della Basilica, che è il cuore di Padova», hanno sostenuto ieri il rettore padre Enzo Poiana e Gianni Berno, presidente capo della Veneranda Arca del Santo, l’ente che cura la conservazione del patrimonio antoniano e che ha gestito l’"operazione restauro", finanziata per oltre 400mila euro dalla Fondazione CaRiPaRo e per oltre 200mila da Venetian Heritage, ieri rappresentate rispettivamente dal presidente Antonio Finotti e dalla vice-presidente Lesa Marcella. Un cuore che riprenderà a battere a pieno ritmo, però, solo il giorno (non ancora stabilito) in cui nell’Arca verrà riportata l’urna contenente le spoglie del Taumaturgo, ora ospitate nella cappella di San Giacomo.
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