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Arti Visive
| CARAVAGGIO ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE |
Roma, 18 aprile 2010 (di Emilio Campanella, Inviato da Venezia). CARAVAGGIO ancora, sino al 13 Giugno, si potrà visitare la mostra fiore all'occhiello dell'anno delle Scuderie del Quirinale a Roma. Si tratta di una doppia celebrazione: i dieci anni di attività dello spazio espositivo, ed i quattrocento anni dalla morte del pittore lombardo. La mia visita molto tardiva, causata dalle influenze invernali, ha però, avuto un inizio curioso poichè se l'organizzazione della macchina delle prenotazioni è piuttosto efficiente, e l'ingresso ha preso pochi minuti, l'intoppo si è creato con l'ufficio stampa che pasticcia le ospitalità con informazioni contradittorie. Tutto si è poi risolto velocemente poichè ho esibito titoli atti ad un mio ingresso immediato fornito di cartella stampa e materiali relativi, recuperati velocemente. Ma è stato guardando l'elenco delle opere esposte che sono iniziate le mie perplessità, infatti vi è riportato RIPOSO DURANTE LA FUGA IN EGITTO che è a Genova al Palazzo del Principe, per la mostra CARAVAGGIO E LA FUGA di cui ho dato conto il mese scorso.
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In effetti, consultando il catalogo, avuto precedentemente- appunto per studiare prima- avevo notato il capitolo dedicato a quel quadro e mi ero posto delle domande. Tornato a Venezia, nei giorni successivi, dopo molte telefonate a vuoto, ed anche conversazioni senza esito, sono, finalmente, riuscito a parlare con qualcuno che soddisfacesse la mia curiosità: l'opera è stata esposta, e poi mandata a Genova prima di Pasqua! Infatti, io l'ho vista il 25 Marzo. Sarebbe stato, forse, ancora più curioso se fossi stato a Roma prima ed avessi ritrovato il quadro successivamente, allora avrei avuto una curiosità nella direzione inversa! Sulla mancata presenza (ahinoi!) della SANTA CATERINA D'ALESSANDRIA della Thyssen di Madrid e del SEPPELLIMENTO DI S.LUCIA da Siracusa, che sono in catalogo, ma non nell'elenco delle opere, non so nulla, poichè nulla mi si è saputo dire, ma suppungo che non siano stati concessi i prestiti. Il problema di questa esposizione è rappresentao dall'enorme affluenza, bene ovviamente, ma ciò rappresenta anche un problema per la concentrazione, consiglio infatti, le "ore morte" ammesso che esistano, e, per chi può, il dopo cena. Io ho scelto una giornata infrasettimanale e l'ora di pranzo (come faccio sempre) ma ammetto di aver dovuto veramente sgomitare, in certi momenti. Conviene avere pazienza, rimanere in distanza ed aspettare che i gruppi si allontanino, poi avvicinarsi all'opera , e si può farlo anche molto poichè lo spazio è delimitato con molta precisione, le luci sono quasi sempre calibrate, e le didascalie, in penombra, luminose, così da poter essere lette agevolmente ad una certa distanza. Il criterio dell'ideatore Carlo Strinati, e dei curatori, Rossella Vodret e Carlo Buranelli, specialisti i cui nomi ricorrono tanto per IL GENIO DI ROMA a Palazzo Venezia e CARAVAGGIO E I SUOI, Palazzo Zabarella (PD) di alcuni anni or sono, è stato quello di limitarsi ad opere certe e questo fa si che si tratti soltanto (!) di ventiquattro dipinti...meno uno!!! Molte altre pale d'altare si possono visitare nelle chiese della città. Non ci sono delle vere e proprie sezioni, così come il criterio non è esattamente cronologico, ma un po' tematico, un po' evocativo. Si affronta il tema della natura morta che convive con la pittura di storia con il RAGAZZO CON CANESTRA DI FRUTTA, un giovane malinconico, dalla Galleria Borghese, ritorna con il BACCO degli Uffizi, dallo sguardo disincantato e la palpebra pesante; c'è la meravigliosa CANESTRA DI FRUTTA dell'Ambrosiana, che, pare, non si fosse mai mossa prima! Ritorna nella CENA DI EMMAUS della National Gallery di Londra. La CENA DI EMMAUS di Brera è di qualche anno successiva e l'atmosfera è cambiata. La FLAGELLAZIONE DI CRISTO ( con la sua straordinaria drammatica,quasi danzante verticalità) da Capodimonte e l'ADORAZIONE DEI PASTORI (di grande intensa cupa povera atmosfera) sono due quadri grandi molto forti, e molto differenti come stile, averli posti troppo vicini, l'uno all'altro crea un problema di illuminazione ed un continuo assembramento. Un'atmosfera distesa ri respira con I MUSICI dal Metropolitan di N.Y. il SUONATORE DI LIUTO dell'Hermitage che fa parte, nella luce perfetta, lui stesso, di una natura morta di fiori, frutta, strumenti musicali e ragazzo che prova degli accordi. Ci sono I BARI (Fort Worth) immersi e fotografati nella loro luce calda. Due sono le teste in primo piano: quella di Oloferne, la tela è intitolata GIUDITTA CHE TAGLIA LA TESTA DI OLOFERNE da Palazzo Barberini, tela di terribile violenza in cui la vittima è colta a metà della sua uccisione, uno chizzo di sangue, mente lei sembra volersi tenere indietro "per non sporcarsi" la vecchia attende pazientemente. In Artemisia Gentileschi, l'episodio è, se possibile, ancora più terribile, lei quasi distoglie lo sguardo da ciò che sta compiendo ed il sangue scorre ed intride stoffe, lenzuola cuscini... certo, questa era gente abituata a vedere episodi di questo genere;l'altra testa è quella di DAVIDE CON LA TESTA DI GOLIA della Galleria Borghese, che appare come dalle tenebre. Due volte troviamo Amore: AMOR VINCIT OMNIA da Berlino, trionfante e briccone ed AMORE DORMIENTE dalla Galleria Palatina di Firenze, un bimbo povero, nudo un po' sporco.Aggiungo la CATTURA DI CRISTONELL'ORTO, da Dublino, esposto alcuni anni fa al Museo Diocesano di Milano per le mani , le espressioni, gli sguardi che si incrociano. Lo sguardo di Cristo, abbassato, le sue mani intrecciate, rassegnate, frenate? Giuda guarda oltre mentre gli si avvicina, la mano sulla spalla, quella dell'armato che già ghermisce la vittima, il lucente braccio dell'armatura, il balenio del metallo, il buio intorno. Concludo con la DEPOSIZIONE dei Musei Vaticani in cui ritroviamo l'impianto tizianesco in verticale, il modello sembra essere lo stesso della INCORONAZIONE DI SPINE (Vienna) e della FLAGELLAZIONE DI CRISTO già citata. Non è tutto, ma quasi. Se si può forse osservare che si tratta di una mostra di non grandissimo coraggio, bisogna aggiungere ch'è assolutamente da non perdere per l'importanza e la concentrazione di capolavori di un simile maestro. In più risulta meno faticosa di altre siccome si rimane concentrati, senza dispersioni emotive, e non è poco. Interessantissimo il catalogo Skira che riporta un saggio di un critico differente per ogni opera. (Il servizio fotografico è di Alcide Boaretto)
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