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Arti Visive
| CONTRO IL BULLISMO AL MUSEO SANT'EUSTORGIO CI SONO GLI ARTISTI |
Milano, 4 giugno 2010. Dodici alberi di terra cotta smaltata con colori variopinti sono il frutto del lavoro di adolescenti e pre-adolescenti vittime del bullismo insieme ai tirocinanti del Biennio di Teoria e Pratica della Terapeutica Artistica dell’Accademia di Belle Arti di Brera – Milano. Per soli tre giorni una mostra presso il Museo di Sant’Eustorgio dal titolo “terra e cielo” testimonierà questo percorso che si è strutturato, a partire dal 2008, nel “Laboratorio di Ricerca in Terapeutica Artistica” per iniziativa del dott. prof. Luca Bernardo e della prof.ssa Tacconi Tiziana e grazie alla generosità dell’Associazione LiberaMente onlus - interessata ai problemi riguardanti il disagio mentale giovanile - e al patrocinio dell’Assessorato alla Salute del Comune di Milano. |
Il “Laboratorio di Ricerca in Terapeutica Artistica” del reparto di Pediatria dell’Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano è dedicato al disagio adolescenziale. L’attività “terapeutica” si è formulata partendo dalla valutazione che il dottor Bernardo con l’equipe di medici e psichiatri dell’“Ambulatorio multidisciplinare dedicato alle vittime del bullismo”, hanno fornito in diversi incontri agli artisti terapisti. Attraverso indagini e ricerche, si sono definite le scelte dei materiali e le modalità artistiche secondo le quali la realizzazione di “OPERE CONDIVISE” potesse entrare in relazione con le problematiche degli adolescenti e avere un effetto positivo. Molti sono i ragazzi e ragazze vittime di atti di bullismo che si riferiscono alla struttura sanitaria per risolvere i propri problemi di socialità e altre patologie che possono trovare un valido aiuto in un’attività artistica, grazie alla valenza terapeutica della creazione di manufatti d’arte. Per oltre un anno i ragazzi con gli artisti terapisti, condotti dalla prof.ssa Tiziana Tacconi e dal prof. Pino Di Gennaro, hanno dato voce alle loro emozioni, pulsioni, ispirazioni e paure creando “opere condivise” attraverso l’uso della creta. L’opera condivisa fra ragazzi, artisti terapisti, professori di Brera e personale sanitario accomunati dall’intento di trovare uno spazio protetto dove sentirsi liberi di trovare spazi “altri” e di costruire nuove relazioni, ha permesso a ogni ragazzo di sviluppare le proprie risorse creative individuali e nello stesso tempo di potersi riconoscere in un gruppo. Attraverso il lavoro artistico si diventa artefici in un processo di trasformazione e rigenerazione che la materia rende simbolicamente visibile. L’albero, come scrive Mircea Eliade, mette in comunicazione il mondo sotterraneo con le sue radici con il mondo terreno, attraverso il tronco che regge i rami che comunicano con il cielo; rappresenta quindi il collegamento “tra terra e cielo” ed evoca il simbolismo della verticalità, della crescita, che avviene grazie alla forza della creatività anche nel “Laboratorio di Terapeutica”.
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