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Teatro
Il titolo di questa mostra si rifà a quello del celebre romanzo storico con cui Maria Bellonci vinse lo Strega nel 1986. Non a caso: questa esposizione, curata da Mario Scalini e Nicoletta Giordani, fa rivivere il gusto per gli oggetti rari e privati che permeò la Corte e la Dinastia dei Principi d'Este tra Ferrara e Modena, prima tra tutti Isabella d'Este, che del volume della Bellonci è la protagonista raccontando di sé e delle Corti di Mantova e di Ferrara. Per "Rinascimento Privato. Aspetti inconsueti del collezionismo degli Este da Dosso Dossi a Brueghel" giungerà ad Aosta una sequenza di rarità dall'Antichità romana fino al pieno Rinascimento, a al pubblico aspetti inediti di una delle più antiche raccolte principesche europee, quella di Casa d'Este, appunto. Ricchezza varietà che, nel caso della dinastia fondata da Leonello, colui che alla metà del Quattrocento fece di Ferrara - capitale del suo Ducato - uno dei principali centri della cultura umanistica, non furono solo testimonianza di potenza economica ma segno di precisi interessi e passioni culturali. Tutte le opere arriveranno dalla Galleria Museo e Medagliere Estense di Modena. E' in quella città, infatti, che gli Este condussero la Corte dopo che la prima loro capitale, Ferrara, rientrò sotto la giurisdizione diretta del Papato. Il catalogo richiama in sintesi quanto si è conservato attraverso quattro secoli di vendite e dispersioni, mentre l'esposizione rievoca per il visitatore l'atmosfera di uno studiolo, ambiente riservato alla delizia del principe. |
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