
| MENU | :: :: :: :: :: :: :: :: ::
|
|
|
Festival
| PREMIO PIOVENE 2010 A MARIO PIRANI, ANNALENA BENINI E CECILIA BERETTA (LICEALE) |
Vicenza, 2 novembre 2010 (dalla corripondente Marica Rossi). Se è vero che una città diventa grande quando ricorda, la terra di Palladio riluce della forza dei ricordi anche grazie al Premio Piovene istituito dieci anni fa dalla Banca Popolare di Vicenza. Una iniziativa nata per onorare la memoria dell’illustre concittadino(Vicenza1907-Londra 1974) con un riconoscimento nazionale a cadenza biennale da assegnare a giornalisti che abbiano fatto propria la lezione di questo viaggiatore acuto e critico della società contemporanea che così si era espresso: “Sono semplicemente un uomo che si sforza di agitare idee, di porre problemi ai suoi simili che egli stesso non sa risolvere, di agire insomma come un pungolo; o di produrre fantasie, e tutto questo a volte soltanto a parole. Un uomo il cui mestiere è di pensare a voce alta, anzi di pensare per iscritto, preoccupato soltanto di trasformare il flusso della mia vita interna, spesso contraddittoria e imprevedibile, nello schermo di una proiezione intellettuale”.
|
E dunque si spiega perché nelle cinque tornate precedenti si sono scelti nomi di eredi quali: Enzo Bettiza, Alberto Ronchey, Sergio Romano, Bernardo Valli ed Ernesto Galli della Loggia per la categoria ”Piovene del nostro Tempo”; e poi Pietrangelo Buttafuoco, Aldo Cazzullo, Massimo Granellini, Mattia Feltri e Francesco Manacorda per “Il Giovane Piovene”. All’albo d’oro si sono aggiunti in questa edizione 2010 celebrata nella magica ogiva del Teatro Olimpico: Mario Pirani nel primo caso; Annalena Benini nel secondo. Inoltre c’è stato il premio per gli studenti di cui si è resa meritevole quest’anno Cecilia Beretta, prima Liceo Pigafetta di Vicenza. Dopo il saluto del sindaco Achille Variati che ha parlato della necessità di un giornalismo con la G maiuscola come quello promosso dal Premio, e dopo l’introduzione di Gianni Zonin Presidente della Banca Popolare di Vicenza che ha ringraziato la Giuria composta da Enzo Bettiza (Presidente), Giulio Anselmi, Ferruccio De Bortoli, Carlo Rossella, Marcello Sorgi, e dal segretario generale Bruno Vespa, ci si è soffermati sui criteri delle scelte. Anzitutto il giornalista e conduttore di Porta a Porta, che non ha mancato di menzionare Indro Montanelli che nel 2000 tenne a battesimo questo premio, ha interrogato i colleghi sulla loro visione della stampa attuale così generalmente affetta da rabbie micidiali, ottenendo da Bettiza la rassicurazione che il pregio di questo Premio è proprio di non essere composto da una Giuria di ‘rabbiosi’, essendo un premio puro, non influenzato dalla politica e per questo riservato e prezioso. Non fa parte certamente dell’esercito dei ‘rabbiosi’ il vincitore del “Piovene del nostro tempo” Mario Pirani, uomo dell’intelligence dell’Eni di Mattei e poi cofondatore del quotidiano La Repubblica, definito “uno degli esponenti di spicco d’una generazione di giornalisti colti ed erratici che ebbero in Piovene un illustre predecessore. La stessa storia della sua vita densa, avventurosa, riassunta con briosi fremiti di verità nel suo recente libro autobiografico, evoca qua e là tratti di certi tormentati personaggi dell’ultimo Piovene, sempre in fuga da se stesso e in cerca di se stessi”. Proprio sulla sua vita da uomo d’intelligence di Enrico Mattei all’Eni ha parlato, intervistato da Vespa, Mario Pirani che ha affermato: ”Non so se il Mattei l’abbiano ucciso. Può essere stato un incidente. Se però si è trattato di un attentato, non c’entrano nulla le ipotesi fatte su americani e francesi per questioni petrolifere. Piuttosto avvenne durante la crisi di Cuba con le navi russe che si stavano avvicinando cariche d’armi, e la Cia che lo considerava l’unico in grado di convincere il Governo Italiano a rimanere neutrale nella Guerra Fredda. Se è stato ammazzato è stata la mafia su istigazione degli americani.” Il “ Giovane Piovene” se l’è invece aggiudicato la trentacinquenne Annalena Benini, brillante ed ironica firma del “Foglio” di Giuliano Ferrara. Un premio che non è stata la prima ad ottenere in famiglia (il marito Mattia Feltri, figlio di Vittorio, l’ha avuto nel 2006), ma la più giovane. Questa la motivazione: ”la sua è una prosa tersa, priva di infingimenti e artifizi. Proprio per questo implacabile. L’arma letale di cui si serve è l’ironia deformante, una sorta di lente d’ingrandimento con la quale racconta e irride il mondo che ci circonda”.
|
|

| Pagine piu' visitate | :: :: :: :: ::
|
| Archivio | :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: ::
|
|