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| A Pierluigino Bersani | Mi scopro essere stato il maestro di dottrina cristiana (per la prima comunione) di Pierluigino Bersani della parroccia di San Bernardino, Bettola (PC), ottobre 1958 (muore Papa Pacelli eleggono il patriarca di Venezia , c'era anche Bartolomeo Sorge...) lui (Pierluigino) sette anni, io quindici e mezzo. Ti scrivo qualcosa su... |
| Costantino Nivola |  Il padre era muratore e da lui Costantino apprese i primi rudimenti del mestiere. Nel 1926 iniziò a lavorare come apprendista presso Mario Delitala, pittore e incisore, che stava lavorando alla decorazione dell'aula magna dell'Università di Sassari. Dal 1931, grazie a una borsa di studio, frequentò a Monza l'ISIA (Istituto Superiore di Industrie Artistiche) dove si diplomò come grafico pubblicitario nel 1936. A Monza ebbe come compagni di corso Fancello e Pintori, sardi come lui.
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Millecolori di M. Brusatin
| MEDITERRANEO. LA STRADA DEI COLORI (prima parte) |
Genova, 2 novembre 2010 (di Manlio Brusatin). Prima parte (testo che appara anche nel catalogo della prossima mostra di Genova, cura di Marco Goldin, già recensita dalla nostra rivista).
Renoir fece un gesto di stizza: - ― Li sentite? Questa libertà che hanno sempre in bocca, se sapeste che orrore ne hanno in fondo! Un giorno dicevo non so più a chi: “Cos’è che vi urta tanto nella mia pittura?” “Quello che mi urta, ― rispose l’altro ― è la libertà con cui dipingete”. - A. Vollard, Souvenirs d’un marchand de tableaux [1937], trad. it. Quadri in vetrina, Torino 1959, p. 216.
C’è un’immagine corrente conficcata nell’immaginario comune. Il pittore solitario con un cappello di paglia che dipinge in mezzo a un campo di grano. Sì, il pittore ha conquistato questo “stato civile”, ammirato per una spirale desiderata di libertà e di anarchia, lastricata di tutti i colori ma detestato per il suo destino di disperato cronico ― almeno in vita. La rivoluzione sociale dell’ottocento accanto alle masse di lavoratori coatti delle comunità urbane e industriali, ha prodotto un individuo inquieto fra campagna e città, che rinuncia ad uno stato borghese.
| Perché quasi totale è la provenienza borghese dei nostri pittori d’impressioni che producono un’arte tanto vituperata dalla categoria borghese che diventerà totalmente l’arte della rivoluzione borghese arrivata fino a noi. L’ottocento è il secolo delle impressioni, sia quelle che lasciano un’ombra positiva-negativa su una lastra fotografica o su un cartone all’albumina, sia quelle di un mondo mai visto rappresentato dalla “suggestione” dei colori, anche per le rivoluzioni. “Colore suggestivo” è infatti la definizione di Van Gogh rispetto a quello più consacrato ex post del colore impressionista. Questo nuovo colore esige una non facile declinazione nel catalogo delle nuove tinte artificiali e soprattutto un’orchestrazione pittorica per rappresentare dei quadri mai visti fino allora. Un eccesso cromatico, di tutti i colori, ha rappresentato da sempre un’anarchia difficile da irreggimentare, e questo fin da quella legge che ha decretato “qualsiasi colore purché il nero” per le gondole di Venezia, dopo l’eccesso dei vari colori dei blasoni che le varie famiglie volevano esibire in maniere puramente esteriore. Questo nero non è il nero del lutto ma un nero censorio che vorrebbe avere effetti politici. Si vuole veder garantita una gerarchia di poteri, cioè togliere dalla mente, almeno per allora, che tutti possano agire troppo liberamente, nel senso di una repubblica governata da tutti e da nessuno. Ma il nero delle gondole, in seguito delle carrozze parigine e delle automobili Ford diventerà la possibilità concreta di muoversi dappertutto e per tutti ― o quasi. Sicuramente una modernité mai vista prima, come coniata da Charles Baudelaire, chiamato non solo per scherzo Beau-de-l’air (Il pittore della vita moderna, a cura di G. Violato, Venezia 1994, pp. 143-47). (Continua 2)
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| SARDEGNA: ISOLA DEL NORD? | Alghero, 18 febbraio 2009 (dal nostro inviato Manlio Brusatin). Il tempo influisce sulla politica. No. La politica ormai influisce sul tempo. Da quando Soru si e dimesso fino al fatidico 17 febbraio, in Sardegna c’è stato un tempo orrendo, da paragonare al più umido inverno del nord, ventoso, nevoso, accidioso. Da ieri un tempo splendido, merito della vittoria del cavaliere il quale ha confezionato un cappotto al rivale che girava in giacchetta, e ora dice da coccodrillo: “Se uno di alto livello come Soru perde, non è colpa sua”. Infatti, quando cadono le maschere, dietro la faccia di Berlusconi c’è un Cappellacci qualsiasi ma dietro la maschera di Soru, c’è nientemeno che Weltroni, il quale obbiettivamente in Sardegna si è speso come il cavaliere e si beccato un pallettone al cuore.
Testo e foto aggiunti dalla redazione di Aidanews (Qui nella foto: particolare di una testa in pietra dei misteriosi giganti nuragici. "La resurrezione dei Giganti di pietra del Sinis può essere seguita anche on line collegandosi al sito www.monteprama.it/
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| BIENNALE ARCHITETTURA 2008 |  Breve repertorio di foto della Biennale di Architettura 2008 a cura di A. Boaretto
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| CARCERI VERDI. PROGETTO DI ANGELINO ALFANO ARCHITETTO & ASSOCIATI |  Alghero, 25 gennaio 2009 (dal nostro inviato Manlio Brusatin). Siccome l’Italia non sarà più la terra dei perdoni, condoni, indulti si comincino finalmente a costruire case per i carcerati. Le case per i carcerati e per la polizia di sorveglianza si chiameranno carceri verdi o ecologici. Così almeno se li immagina il Ministro Angelino Alfano che riconosce l’idea luminosa alla collega siciliana Stefania Prestigiacomo. “L’idea di pensare a carceri ecosostenibili a emissione zero... cioè strutture che sfruttano al massimo le possibilità di efficienza energetica e di riciclaggio delle scorie. Puntiamo ad un risparmio perché si abbattono le emissioni di Co2 …”. (Corriere della Sera, 24.01.08).
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