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Teatro
| OPEN DOORS AL TEATRO PICCOLO ARSENALE |
| Sabato 29 gennaio al Teatro Piccolo Arsenale (ore 18.00, ingresso gratuito) si svolgerà il primo appuntamento pubblico con i 25 giovani danzatori dell’Arsenale della Danza, il centro di perfezionamento nella danza contemporanea della Biennale di Venezia. Si tratta di un ciclo di appuntamenti intitolato Open Doors, un’occasione per aprire alla città e a tutti gli appassionati di danza il lavoro di grandi coreografi della scena internazionale che, proprio a Venezia, diventano insegnanti per i giovani allievi dell’Arsenale della Danza. Le Open Doors concluderanno, con cadenza quindicinale, ogni ciclo di masterclass in programma esponendo al pubblico l’esito del lavoro svolto. | E’ Marion Ballester a dare il via alle danze sabato 29 gennaio con una dimostrazione aperta al pubblico, protagonisti i 25 giovani danzatori dell’Arsenale della Danza. Formatasi al Conservatoire régionale de la Rochelle e al Centre national de dance contemporaine, poi al Trisha Brown Studio di New York, Marion Ballester arriva a Venezia come una delle migliori interpreti di Anne Teresa De Keersmaeker e del suo gruppo storico Rosas. Formazione fondamentale dell’evoluzione coreografica degli anni Ottanta, Rosas si fa interprete di un vocabolario fatto di gesti minimalisti e rarefatti ma mai privi di un pathos che a tratti rimanda al teatrodanza di matrice tedesca. Insieme al lavoro che Marion Ballester ha preparato con i danzatori dell’Arsenale della Danza, saranno proiettati su schermo e introdotti dal direttore Ismael Ivo alcuni frammenti delle coreografie di Rosas. La serie di Open Doors proseguirà il 12 febbraio con l’esito della masterclass di Storm, nome d’arte del berlinese Niels Robitzky ed esponente di punta degli stili funk americani, cui seguiranno il 26 febbraio quello di Francesca Harper, per anni stella del Ballett Frankfurt ed esperta del metodo Forsythe, già al Festival di danza della Biennale nel 2008 e insegnante per l’Arsenale della Danza lo scorso anno; il 12 marzo quello di Fernando Machado e Plínio Ferreira dos Santos, una vera e propria incursione nella danza contemporanea brasiliana e nella tradizione della capoeira, l’arte marziale che nasce dai rituali di lotta di alcune tribù africane trapiantate nel Brasile coloniale. E ancora: il 19 marzo sarà la volta della straordinaria ottuagenaria Othella Dallas, interprete di spicco della Katherine Dunham Company, la prima compagnia di danza moderna interamente afro-americana, ma anche cantante jazz al fianco di Sammy Davis Jr. e Duke Ellington; infine il 2 aprile Kenji Takagi, esponente di punta del teatrodanza tedesco e a lungo danzatore per Pina Bausch con cui ha elaborato un movimento altamente dinamico e personale, di cui il pubblico della Biennale ha avuto un saggio lo scorso anno con il suo folgorante assolo da Nefes, lo spettacolo che Pina Bausch creò nel 2003 dopo un intenso soggiorno a Istanbul.
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