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| LE MOSTRE D'ARTE IN LUNGO E IN LARGO: VIVA L'ITALIA CHE LAVORA | Una magnifica estate dell'arte attende i molti che colgono l'occasione delle "ferie" per godere, in modo rilassato, di qualche bella mostra e delle città che ospitano questi eventi. Ecco alcune proposte che toccano diverse regioni italiane, e non solo, dall'estremo sud all'estremo nord, mostre ospitate in capitali della villeggiatura o in bellissime città d'arte. Questa del 2012 è veramente una estate bellissima per l'arte: l'offerta è ampia, molto diversificata, per ogni gusto si potrebbe dire e non resta, quindi, che coglierla.
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| I QUADERNETTI DI AIDANEWS © | PIANO EDITORIALE (nuova collana) A. MIATELLO, I furti d’arte. Scritti attorno ai crimini contro il patrimonio storico-artistico, pp. 1-68, Vol. I, €15,00 A. MIATELLO, I furti d’arte. Scritti attorno ai crimini contro il patrimonio storico-artistico, pp. 1-72, Vol. II, €15,00 A. MIATELLO, I furti d’arte. Scritti attorno ai crimini contro il patrimonio storico-artistico, pp. 1-74, Vol. III, €15,00 A. MIATELLO, Beni culturali e guerra, pp. 1-74, € 25,00 AA. VV., Scritti scelti su architettura e design AA. VV., Scritti scelti sulle più belle mostre d’arte vissute e raccontate dagli inviati di Aidanews AA. VV., Scritti scelti sulle Biennali di Venezia di arti visive, teatro, danza AA. VV., Scritti scelti sulle Mostre internazionali d’arte cinematografica J. BELHUMEUR, UMAC, Unione Mondiale degli Autori Cinematografici, Statuto e annotazioni AA. VV., Scritti scelti di politica e turismo culturale: commenti e proposte
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Attualità
Ferrara, 16 aprile 2011 (di Maria Paola Forlani). “Habemus Papam” è la storia della crisi di panico più incredibile di un grande protagonista dell’umanità e cioè del successore di san Pietro. E’ un papa immaginario, umano, un papa che ha paura perchè si sente inadeguato. Alla morte del predecessore ( e il funerale che si vede è quello di Giovanni Paolo II), quando viene nominato, sente che il peso dell’incarico è troppo forte ed ha paura di accettare, come Dio ha voluto per lui “Nuntio vobis magnum gaudium: habemus Papam”, è proclamato dal celebre balcone di piazza San Pietro.
| Ma solo un grido straziante dall’interno del palazzo arriva in risposta, il nuovo pontefice non risponde al richiamo dei fedeli in attesa spasmodica per conoscerlo in fermento sulla piazza San Pietro. Preferisce fuggire. Non è la fede a mancargli, no, ma è l’incapacità di poter essere una guida, la guida della Chiesa. Quel magnifico attore che è Michel Piccoli, interpreta in maniera superba questo papa senza nome, senza soglio, umano, misterioso, santo e inquieto, disperato, dal corpo greve e il cuore infranto. Il film di un grande artista, come Nanni Moretti, e, come tanti artisti, se pur non credente ma rispettoso della fede, riesce, attraverso l’ironia, le invenzioni, l’eleganza a toccare le corde della ricerca del divino e dell’amore, più di tante oleografie fastidiose in circolazione, suscitando commozione e angoscia, l’angoscia di chi sfugge i compromessi, nella dignità di un’esistenza colma di tenerezze. La moltitudine di cardinali, disorientati da tale gesto, sono uomini anziani, molto vecchi, dai volti induriti dalla solitudine, portatori di una sapienza arida, senza umanità, inutile per il prossimo, sontuosamente addobbati di rosso, immagine di un potere chiuso staccato dalla realtà, detentori di un potere inaccessibile. Durante il conclave sembrano scolaretti presi dal terrore di essere chiamati al “soglio pontificio”, tamburellano con le dita e con la penna, non sanno chi indicare, copiano dal vicino, sospirano speranzosi di essere esonerati da tale incarico. Inatteso, viene eletto il cardinal Melville, e prima che lui accetti, gli illustri prelati attaccano il Te Deum, sollevati di non essere stati eletti. Ma il papa è riluttante, non ce la fa a superare la soglia del balcone e i poveri cardinali, che non possono lasciare le sale pontificie, chiamano in aiuto uno psicanalista (Nanni Moretti), per di più ateo, separato e, senza poter liberamente conversare con il suo illustre paziente perché sempre circondato dai cardinali. Portano il papa in incognito, vestito con un semplice paltò nero, da una psicanalista (Margherita Buy) che fa risalire ogni dramma al deficit di accadimento infantile, il papa le dice di essere un attore, e riesce a sfuggire ai suoi sorveglianti. A questo punto viene a contatto con la vita, prendendo l’autobus, entrando in un negozio, nell’albergo viene a contatto con un umanità che non sa chi lui sia. Questa umanità lo accoglie in senso evangelico, lo straniero che viene ascoltato, a cui si offre un bicchiere d’acqua, il telefonino, un sorriso. Nel fra tempo lo psicanalista, nell’attesa del papa, fa muovere i cardinali come fossero studenti obbedienti in una partita a palla a volo esilarante. Ma la scena clou, di crescente tensione, per la drammaticità della resa al “potere” è quella in cui il papa si trova in fuga per ascoltare Checov, colmo di ricordi, a poco, a poco quello spazio si riempie di cardinali vestiti di rosso fiamma e dai copricapo imponenti, di guardie svizzere, in un intrecciarsi di ritualità, quasi liturgica, e gli attori accolgono l’applauso degli spettatori insieme al “pontefice” smascherato che viene portato via dalla vita per essere rinchiuso nei palazzi di un potere senza “umanità”. Il film è di straordinaria intelligenza e libertà, privo di tesi precostituite, ben attento a non accontentare chi si aspettasse tesi di facile contestazione clericale e alle loro ingerenze nei fatti degli uomini, ma è un film che coglie l’umanità e la prospettiva di chi sa camminare con l’umanità, con tutte le sue fragilità, sogni, aspirazioni, memorie, un film che comprendo abbia avuto l’approvazione per la sceneggiatura di mons.Gianfranco Ravasi, uomo attento agli artisti e alla loro capacità profetica.
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