Padova, 25 aprile 2008 (da una nota di cronaca locale). In occasione della giornata del ricordo del genocidio degli armeni, Padova ha commemorato il 93. anniversario (1915-2008) con la proiezione, l'altra sera al Fronte del Porto Filmclub, del docu-film dal titolo "Storie senza storia", ideato, scritto, diretto, montato e prodotto dai giovani padovani Federico Rorato e Paolo Facco. Perché due giovani, a più di 90 anni di distanza da quei drammatici fatti, hanno sentito il bisogno di indagare in prima persona e fare un film? «Per colmare un vuoto - hanno spiegato - parlarne significa non dimenticare». Il film, in bianco e nero, della durata di 50 minuti, si divide in due parti: la prima si sviluppa attraverso immagini di repertorio, con foto e filmati d'epoca; la seconda coinvolge lo spettatore con le interviste sull'argomento che i due registi hanno fatto in Italia e in Armenia. Quello che colpisce è l'assenza, da parte degli operatori, di qualsiasi giudizio sui fatti e il desiderio di scavare nella coscienza, nel ricordo, nella memoria. Operazione riuscita perché il documentario riesce a rendere palpabile che la situazione, oggi, è di estrema confusione.
Ci tengono a sottolineare, i due cineasti, anche durante la presentazione della loro opera, che questo film non è anti-turco ma riflette il desiderio di cercare un punto di contatto tra le parti, per affrontare una volta per tutte questo "buco nero" nella storia dell'umanità. Proprio per essere il più possibile obiettivi, i due si sono autofinanziati. «È una seria riflessione - ha chiarito il critico cinematografico Sirio Luginbhl - Il film è buono esteticamente e eticamente». Nato dopo un soggiorno di due mesi nella Repubblica d'Armenia dei due registi, il documentario raccoglie testimonianze inedite fotografiche e filmiche del genocidio che uccise più di un milione e cinquecentomila armeni e, parallelamente, una serie di interviste sulla conoscenza dei fatti accaduti.A chiusura delle due parti, le riflessioni storiche di Antonia Arslan, Marcello Flores, Pietro Kuciukyan e Ruben Safresyan danno il polso della serietà con cui i giovani si sono mossi davanti a questo irrisolto problema. Uscito l'altra sera, il docu-film parteciperà a giugno al festival di Genova. |