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| LISTE DI COLLOCAMENTO COMUNALI PER LA VENDEMMIA | Venezia, 26 luglio 2012. “Un'idea semplice, geniale, funzionale, pratica, a costo zero, spese postali a parte. Invito tutti i Comuni interessati alla prossima imminente vendemmia a farla propria. L'istituzione si fa garante del contatto tra chi vuole essere della partita e le aziende”. Franco Manzato, assessore all'agricoltura del Veneto, è entusiasta dell'iniziativa del Comune trevigiano di Godega di Sant'Urbano, Sinistra Piave, il cui sindaco Alessandro Bonet ha ideato le liste comunali dei cittadini che desiderano vendemmiare o hanno bisogno di questo lavoro e si fa carico di mettere in contatto le esigenze degli iscritti alle liste con quelle delle aziende che hanno bisogno di mani capaci per un'attività solo apparentemente semplicissima.
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| IL LAZZARETTO NUOVO | Lazzaretto Nuovo è un'isola della laguna veneta di circa nove ettari di area posta all'inizio del canale di Sant'Erasmo. Monastero benedettino durante il Medioevo, nel 1468, per decreto della Serenissima, divenne lazzaretto con compiti di prevenzione dei contagi: ospitava i magazzini che servivano per esaminare le merci sospettate di essere infettate dal morbo della peste.
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Curiosità
| A VENEZIA SI RUBA DI TUTTO: SPARISCONO LE VERE DA POZZO DAI CAMPI |
Venezia, 30 maggio 2008 (brevi di cronaca). Hanno rubato un'altra vera da pozzo, stavolta a San Giobbe. Non è stato, dunque, un episodio isolato il furto del pezzo trecentesco che si trovava in corte dei Pontei, nei pressi di campo San Cassiano. Anche il sestiere di Cannaregio ha perso, proprio in queste settimane, una sua vera da pozzo settecentesca: a San Giobbe, appunto, nell'area dell'ex orto botanico dove l'Enel aveva il suo insediamento. Il furto risale all'inizio del mese, ma la notizia era rimasta riservata. Poi si è saputo del furto a San Cassiano, e anche questo secondo episodio è diventato di dominio pubblico. Due sfregi per una città che è tutta un'opera d'arte e che vede sottrarsi così le sue opere più tipiche. Il fatto, poi, che i due furti siano avvenuti nell'arco di poche settimane, lascia quantomeno supporre che ci sia un giro di ladri specializzati che forse si sono accorti di quanto sia facile portarsi via un pezzetto pregiato di Venezia.
| Nel caso di San Giobbe la denuncia è partita dal Comune, su segnalazione di un abitante della zona, circa tre settimane fa. Con ogni probabilità i ladri hanno agito di notte; hanno trascinato la vera da pozzo - un fusto cilindrico, con tanto di carrucola in ferro battuto - fino al vicino rio di Cannaregio, e poi si sono dileguati in barca. Una vera, ovviamente, è pesante. Ma spesso non è ancorata a terra (quasi sempre, sotto, non c'è più il pozzo) e questo è un bel vantaggio per dei ladri d'arte che, con un po' di organizzazione, riescono a dileguarsi senza farsi notare. É successo a San Giobbe, così come a San Cassiano. In un caso, come nell'altro, le vere erano in luoghi defilati. E i ladri hanno agito indistrubati. In corte dei Pontei gli abitanti hanno raccontato di non essersi accorti di nulla anche perché la vera da pozzo era stata ricoperta da una specie di impalcatura. Evidentemente un trucco per rallentare la scoperta del furto, che è stato poi denunciato dalla Soprintendenza. A San Giobbe, invece, l'area è nell'abbandono e ladri ne hanno approfittato. Ora, sui due furti, stanno indagando i carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio artistico. Le descrizioni dettagliate delle due vere sono state diramate a tutti gli indirizzi utili: soprintendenze, associazioni di antiquari e mercanti d'arte sparsi per l'Italia. Una vera da pozzo veneziana ha un suo mercato di appassionati, le più pregiate possono essere vendute anche a 200mila euro.
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