Venezia, 2 giugno 2008 (brevi di cronaca, articolo di E.F.). Confesso di non avere mai capito fino in fondo la politica delle autorità comunali in materia di inquinamento e di moto ondoso. A maggior ragione, perciò, apprezzo l'ultimo intervento del Sindaco che vorrebbe porre uno stop, o almeno un freno al passaggio in Bacino delle grandi navi (quelle di ultima generazione), motivando però l'iniziativa esclusivamente con riguardo alle difficoltà di manovra in fase di approdo e di partenza in Marittima. Non mi sorprende affatto, invece, l'opposizione in parte manifesta, in parte latente, dei tanti che sono favorevoli anche a navi più grandi delle attuali (diciamo a bastimenti oltre i trecento metri di lunghezza e oltre le 130.000 tonnellate di stazza). Questi ultimi si fondano (anche quando non lo dicono) sull'indotto economico delle crociere, certamente ricco, ricchissimo e largamente appetito da tutti coloro che lavorano nel turismo (ristoranti, alberghi, camerieri, trasporti, e così via). In queste condizioni mi rendo conto che è difficile scegliere in piena libertà: dire di no alle navi maggiori in Bacino (non solo a quelle indicate oggi dal sindaco, ma anche a quelle, quasi altrettanto grandi, che, già oggi, ogni giorno vanno e vengono dalla Marittima), significa mettersi contro buona parte della città, sempre pronta a lamentarsi della presenza eccessiva dei turisti, ma sempre più che disponibile ad accoglierli per intuitive ragioni di lucro.
Abbiamo ritenuto di pubblicare solo una parte dell'articolo per aprire un dibattito con i nostri lettori sempre molto attenti a simili fenomeni che a Venezia sembrano tutt'altro che normali. Le trentamila persone che sbarcano ogni settimana con le crociere producono un giro vorticoso per una rete di esercizi pubblici, negozi (i vetrai di Murano compresi) e trasporti pubblici. Eliminarli vorrebbe dire far perdere soldi. Chi se la sente di cambiare rotta? I no global veneziani! |