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| LISTE DI COLLOCAMENTO COMUNALI PER LA VENDEMMIA | Venezia, 26 luglio 2012. “Un'idea semplice, geniale, funzionale, pratica, a costo zero, spese postali a parte. Invito tutti i Comuni interessati alla prossima imminente vendemmia a farla propria. L'istituzione si fa garante del contatto tra chi vuole essere della partita e le aziende”. Franco Manzato, assessore all'agricoltura del Veneto, è entusiasta dell'iniziativa del Comune trevigiano di Godega di Sant'Urbano, Sinistra Piave, il cui sindaco Alessandro Bonet ha ideato le liste comunali dei cittadini che desiderano vendemmiare o hanno bisogno di questo lavoro e si fa carico di mettere in contatto le esigenze degli iscritti alle liste con quelle delle aziende che hanno bisogno di mani capaci per un'attività solo apparentemente semplicissima.
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| IL LAZZARETTO NUOVO | Lazzaretto Nuovo è un'isola della laguna veneta di circa nove ettari di area posta all'inizio del canale di Sant'Erasmo. Monastero benedettino durante il Medioevo, nel 1468, per decreto della Serenissima, divenne lazzaretto con compiti di prevenzione dei contagi: ospitava i magazzini che servivano per esaminare le merci sospettate di essere infettate dal morbo della peste.
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Curiosità
| PADOVA: Una giornata di musica e parole per conoscere la cultura ebraica |
Padova, 4 settembre 2008 (brevi di cronaca I. Th.). La nona giornata della cultura ebraica sarà festeggiata in tutta Europa domenica 7 settembre, sul filo conduttore della musica: il titolo della manifestazione che lega i 27 paesi europei è infatti Musica e parole. E Padova non mancherà all'appuntamento. «In Italia questa giornata è molto seguita, più che nel resto d'Europa - spiega il coordinatore del programma organizzato nella nostra città Gadi Luzzatto Voghera - L'anno scorso, in un giorno, ha richiamato ben 90 mila presenze. Lo scopo dell'evento è quello di diffondere la conoscenza della cultura ebraica per superare i pregiudizi sul diverso, sulla diffidenza: aprendo al grande pubblico il nostro patrimonio si possono valicare tante barriere». In Italia, sono 58 le località in cui sarà possibile ripercorrere il cammino millenario della cultura ebraica, in un percorso di rapporti strettissimi tra gli ebrei e la società italiana in ogni epoca. Molti i personaggi di spicco che verranno a Padova per parlare di musica. La giornata si aprirà nella Sinagoga Tedesca in via delle Piazze alle 9; dopo i saluti ufficiali, Roberto Bonfil dell'Università di Gerusalemme terrà una conferenza su La musica come specchio della cultura ebraica: riflessioni e distorsioni; seguiranno gli interventi del rabbino Adolfo Locci su Salmi e musica: la nobilitazione della preghiera e Mario Jona con Gli spartiti ottocenteschi della Comunità Ebraica di Padova. Alle 12 sarà la volta del concerto del gruppo vocale Jerusalem (biglietti ritirabili fino ad esaurimento posti la mattina stessa, entro le 11. Non si entra a concerto iniziato). Nel pomeriggio, in Sala dei Giganti alle 17, Francesco Spagnolo parlerà su Le tradizioni musicali ebraiche: il caso di Padova e del Piemonte; alle 18.30 concerto di musiche ebraiche del Coro Ha-Kol(biglietti ritirabili fino ad esaurimento posti entro le 18. Non si entra a concerto iniziato). |
Le visite alla sinagoga di via S. Martino e Solferino partiranno la mattina, scaglionate in gruppi: alle 10, alle 10,40, alle 11.20, alle 12, alle 12.40. Aperti al pubblico anche i cimiteri ebraici: in via Wiel e in via Canal visite guidate alle 10 e alle 10.40. «La giornata - sottolinea il rabbino Locci - impegna la nostra comunità nella volontà di aprirsi alla conoscenza dei propri concittadini. Sono incontri sempre molto apprezzati dal pubblico, vista l'affluenza di ogni anno». Anche questa edizione è stata preparata dalla Comunità Ebraica con lo spirito di dimostrare una cultura che permea quella italiana e quella europea: «Stiamo vivendo un momento brutto ma non siamo noi nell'occhio del ciclone - osserva Davide Romanin Jacur, presidente della comunità padovana - Ci siamo dati da fare per far capire che anche chi viene dall'esterno ha diritto a mantenere la propria cultura e la propria fede».
Giornata europea della cultura ebraica
Domenica 3 settembre 2000 la "Giornata europea della cultura ebraica" si svolgerà in 16 paesi europei: Austria, Belgio, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Italia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Spagna e Svizzera. Durante questa giornata il grande pubblico potrà scoprire il patrimonio artistico e conoscere le tradizioni dell’ebraismo. Il programma comprende programmi di animazione organizzati per l’occasione: porte aperte, circuiti, esposizioni, conferenze, concerti. L’obiettivo di questa operazione, organizzata simultaneamente in 16 paesi, è quello di far scoprire agli europei una cultura spesso sconosciuta e che in alcuni paesi ha rischiato di scomparire, spiegare le tradizioni storiche e religiose, mostrare gli antichi riti e aprire i luoghi abitualmente chiusi al pubblico. Al di là di questa giornata comune consacrata all’incontro con il pubblico, il progetto fa parte di un progetto che vuole valorizzare e preservare il patrimonio ebraico a livello europeo. L’iniziativa chiamata "porte aperte", lanciata nel 1999 in cinque paesi (Francia, Germania, Italia, Spagna e Svizzera), è nata in Alsazia dal 1996. Realizzata inizialmente nel dipartimento del Basso Reno, si è estesa all’Alsazia e alla valle renana sotto l’impulso dell’Agence de Développement Touristique du Bas-Rhin in collaborazione con l’associazione Bené Berith Hirschler di Strasburgo. I partecipanti alla giornata 1999, riuniti a Strasburgo per fare un bilancio dell’operazione pilota, hanno deciso di estendere la manifestazione all’insieme dell’Europa in collaborazione con il Bené Berith-Europe, il Consiglio delle Comunità Ebraiche Europee e la Red de Juderìas de Espana; la coordinazione generale dell’operazione è assicurata dall’Agence de Développement Touristique du Bas-Rhin. Anche il Consiglio d’Europa ha riconosciuto il grande valore culturale di questa giornata che è stata selezionata dal Comitato Nazionale Francese per la Campagna del Consiglio d’Europa intitolata "L’Europa, un patrimonio comune". Per l’Italia l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, UCEI, organizza la manifestazione in 40 città di 11 regioni, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Il 3 settembre si terrà l’inaugurazione ufficiale della manifestazione a Firenze, alla presenza del Capo della Stato, Carlo Azeglio Ciampi, e del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Giovanna Melandri. In questa occasione verrà dato l’avvio ai lavori di restauro del museo ebraico e della sinagoga di Firenze. Si tratta del primo di una serie di interventi che ogni anno, in concomitanza con la "Giornata Europea della Cultura Ebraica", verranno promossi nell’ottica del recupero del patrimonio artistico ebraico italiano. Durante le visite guidate nelle singole città i visitatori riceveranno informazioni storiche, di vita quotidiana e religiosa ebraica con la distribuzione di materiale divulgativo su religione, musica, cucina, arte e architettura. In questo modo la comunità ebraica desidera promuovere la conoscenza e stimolare l’interesse per tutti gli aspetti della propria cultura, consapevole che la tolleranza comincia con la curiosità degli altri. L’interesse che molti italiani hanno già dimostrato negli anni passati scegliendo l’UCEI nella loro dichiarazione dei redditi per l’8 per mille, è una conferma che la conoscenza e il dialogo sono la via giusta da seguire per raggiungere una convivenza civile e il rispetto per le proprie idee. (di Annie Sacerdoti)
Le località italiane che aderiscono alla giornata
Il 3 settembre apriranno le porte delle proprie istituzioni Torino, Alessandria, Asti, Casale Monferrato, Cuneo, Ivrea, Cherasco, Carmagnola, Mondovì, in Piemonte; Genova, in Liguria; Milano, Mantova e Sabbioneta, in Lombardia; Venezia, Verona e Padova, in Veneto; Merano, in Alto Adige; Trieste e Gorizia, in Friuli Venezia Giulia; Bologna, Modena, Soragna, Ferrara, Reggio Emilia, Carpi, Finale Emilia, in Emilia Romagna; Firenze, Siena, Livorno, Pitigliano e Pisa, in Toscana; Ancona, Urbino, Senigaglia, Pesaro, nelle Marche; Roma e Ostia antica, nel Lazio; Napoli, in Campania; Siracusa, in Sicilia.
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