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| LISTE DI COLLOCAMENTO COMUNALI PER LA VENDEMMIA | Venezia, 26 luglio 2012. “Un'idea semplice, geniale, funzionale, pratica, a costo zero, spese postali a parte. Invito tutti i Comuni interessati alla prossima imminente vendemmia a farla propria. L'istituzione si fa garante del contatto tra chi vuole essere della partita e le aziende”. Franco Manzato, assessore all'agricoltura del Veneto, è entusiasta dell'iniziativa del Comune trevigiano di Godega di Sant'Urbano, Sinistra Piave, il cui sindaco Alessandro Bonet ha ideato le liste comunali dei cittadini che desiderano vendemmiare o hanno bisogno di questo lavoro e si fa carico di mettere in contatto le esigenze degli iscritti alle liste con quelle delle aziende che hanno bisogno di mani capaci per un'attività solo apparentemente semplicissima.
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| IL LAZZARETTO NUOVO | Lazzaretto Nuovo è un'isola della laguna veneta di circa nove ettari di area posta all'inizio del canale di Sant'Erasmo. Monastero benedettino durante il Medioevo, nel 1468, per decreto della Serenissima, divenne lazzaretto con compiti di prevenzione dei contagi: ospitava i magazzini che servivano per esaminare le merci sospettate di essere infettate dal morbo della peste.
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Curiosità
| Brescia incorona Goldin il re d'Italia delle mostre: 2.200.000 visitatori in tre anni. Da città del tondino e della finanza a città d'arte |
Brescia, 4 marzo 2008 (da una nota di cronaca locale inviata da Bruno Zamprogna). Quasi trenta mostre, tre delle quali hanno conquistato per tre anni consecutivi la palma dell'esposizione più vista d'Italia, 2.200.000 visitatori complessivi, un'immagine di "città del tondino e della finanza" trasformata in "città d'arte": non è un'eredità, quella sciorinata ieri mattina a Brescia dal patron di Linea d'Ombra Marco Goldin, assieme al sindaco Paolo Corsini, al presidente della Fondazione CAB Alberto Folonari e a quello della Fondazione Brescia Musei Agostino Mantovani.
Non è un'eredità, ma semmai un bilancio provvisorio, perchè al museo di Santa Giulia c'è una mostra ("America!") ancora in corso, fino al 4 maggio; ma soprattutto perchè la vera eredità, anzi "le" eredità, sono altre due: la mostra del prossimo autunno, che si terrà in contemporanea con la prima esposizione del nuovo ciclo veronese di Goldin sui capolavori del Louvre, e che sarà dedicata ai disegni di Vincent van Gogh; e un notevole incremento di visitatori agli altri musei cittadini, che hanno mediamente quasi decuplicato i biglietti venduti. |
Per Van Gogh si tratta di un bis, visto che al grande pittore olandese e all'amico Gauguin, Brescia aveva dedicato una monumentale mostra nel 2005-2006, ammirata da oltre mezzo milione di persone. Stavolta però i quadri del maestro saranno solo una decina, perchè l'esposizione sarà invece dedicata piuttosto ai suoi disegni e acquerelli, che in alcuni casi costituiscono il modello originario dei capolavori pittorici più noti, e in altri casi sono invece opere del tutto autonome, di grande valore estetico ma anche di forte impatto emotivo, perchè mostrano il van Gogh più intimo e segreto.
Le opere su carta, circa 85, prestate dal Kröller-Mller Museum di Otterlo, in Olanda, illustreranno, come ha spiegato l'organizzatore, «tutte le varie fasi del lavoro dell'artista, da quello iniziale nella regione mineraria del Borinage, a Bruxelles e poi Etten, al fondamentale tempo trascorso all'Aia e poi brevemente nel Drenthe fino al meraviglioso e copiosissimo periodo di Nuenen, dove il rapporto con la pittura comincia a diventare più intenso, per poi passare al periodo francese. Un affascinante "diario dell'anima" che ci porterà a conoscere il grande piccolo uomo che il 27 luglio del 1890 decise di chiudere la sua esistenza con un colpo di pistola».
La mostra bresciana (aperta dal 18 ottobre 2008 al 29 gennaio 2009) consentirà una volta di più di vedere, riunite tutte assieme, opere su carta che - essendo molto deteriorabili - nei musei di appartenenza rimangono spesso inaccessibili al grande pubblico. Un'altra sezione della mostra poi presenterà una quindicina di opere di altri artisti presenti al Kröller-Muller Museum - da Corot a Manet, da Pissarro a Signac - in qualche modo collegati all'arte di Van Gogh.
«L'obiettivo dell'esposizione - commenta ancora Goldin - è evidenziare la forza e la drammaticità dell'alfabeto di Van Gogh, con cui egli, come testimoniano le sue lettere su cui saranno basati i testi, avrebbe costruito le sue opere e tutto il suo mondo».
Una mostra particolare ma di grande impatto, che però difficilmente riuscirà a bissare i grandi numeri del passato. Il perchè lo spiega lo stesso patron di Linea d'Ombra: «Ci sono in giro sempre più proposte, e il pubblico fa fatica a orientarsi; e poi si fa sempre più sentire il morso della crisi, che porta le persone a ridurre tutte le spese, a partire da quelle voluttuarie per antonomasia, come appunto le mostre. É significativo che una mostra con ben altre aspettative rispetto alle precedenti come quella in corso sull'Ottocento americano (un tema molto meno conosciuto degli impressionisti), coi suoi 9-10mila visitatori alla settimana rimanga ancora ai primi due, tre posti della graduatoria italiana».
Ai successi delle mostre, poi, non corrispondono purtroppo gli stessi risultati per i musei, anche se qualche effetto positivo proprio a Brescia si è riscontrato.
«Il fatto è che la mostra viene percepita come un evento, a cui tutti vogliono partecipare - spiega ancora Goldin - mentre i musei sono avvertiti come i luoghi di una cultura statica e un po' polverosa. Ma proprio a Brescia nei 5 mesi in cui ha ospitato l'Arte del Rinascimento la Pinacoteca ha avuto 50mila visitatori, contro i 7-8mila totali degli anni precedenti; e il Castello ha visto crescere i suoi 3mila visitatori all'anno a quasi 30mila in occasione delle mostre d'arte contemporanea».
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