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Festival
Padova, 28 settembre 2008 (brevi di cronaca locale). Chiesa degli Eremitani gremita venerdì sera a Padova per il concerto inaugurale della stagione dei 50 anni di attività dei Solisti Veneti di Claudio Scimone. Il maestro, con ancora sulle braccia il piacevole peso del Leone di vetro di Murano consegnatogli giorni fa alla Fenice quale premio "Una vita nella musica", ha voluto invitare in questa occasione, promossa da Fondazione Antonveneta, l'eccellente coro austriaco "Wiener Singakademie" diretto da Heinz Ferlesch, il baritono Gianfranco Montresor e la popolare voce di Andrea Bocelli, tenore che si divide fra lirica e pop con un successo clamoroso in ogni parte del mondo.
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In programma la "Messa di Gloria" di Giacomo Puccini, in occasione del 150° anniversario della nascita del compositore toscano, e per questa occasione all'evento è giunta come ospite anche la nipote di Puccini, Simonetta, che - come ha rilevato Scimone - si occupa di conservare la memoria e i documenti del maestro. Composta dal giovane Puccini nel 1880, in alcune parti forse prima e mai pubblicata fino al ritrovamento di un manoscritto nel 1951, la Messa è un'affascinante composizione a quattro parti che musica l'intera messa cattolica, fornendo anche un paio di temi poi utilizzati in Manon Lescaut e Edgar. Puccini è un grande amore di Bocelli, che vive attualmente non lontano dalla casa a Torre del lago che il maestro eresse a sua residenza. E la Messa gli è particolarmente cara, come dimostra accompagnando nelle sue pause le parti di coro con partecipazione dopo aver strappato l'applauso personale con il "Padre nostro" per tenore, coro e orchestra, "Panis Angelicus" di Cesar Franck, e l' "Ave Maria" di Pietro Mascagni, fino all'apprezzato duetto finale con il baritono Montresor. Tra Bocelli e i Solisti il reciproco rapporto di amicizia e stima nasce lontano nel tempo, da quando il giovane Bocelli li ascoltò a 15 anni a Ponsacco, e si è consolidato con una prima collaborazione nel '96 ad Assisi. «Ho scoperto ora che i Solisti hanno 50 anni, come me, e questo è stato un modo bello e indolore di festeggiare i miei 50 anni», ha concluso Bocelli, dopo un ulteriore bis rossiniano, rivolgendosi al pubblico che ha tributato un lungo applauso al tenore al coro, al baritono e ai Solisti di Scimone. La formazione padovana continua ora le celebrazioni per il proprio mezzo secolo. In calendario, oltre ai programmi musicali cosnueti, anche una serie di appuntamenti particolari, come l'incontro con il violinista Uto Ughi il 19 ottobre al Pollini, con il violoncellista Mario Brunello il 9 novembre all'Mpx, con il pianista Giovanni Allevi il 23 novembre al Liviano (interpretando le sue composizioni contenute in "Revolution"), e con un progetto in via di definizione sulle canzoni di Lucio Dalla e Vivaldi con il cantautore bolognese. Bocelli invece è in attesa di partire per Petra in Giordania dove il 12 ottobre commemorerà Luciano Pavarotti in una speciale edizione di Pavarotti & Friends, per poi tentare di vincere (13 novembre) un Latin Grammy con Laura Pausini per il suo duetto in "Vivere". Pochi giorni dopo sarà nei negozi "Incanto" il suo nuovo album dedicato alle grandi arie e alle canzoni napoletane, da "Un amore così grande" a "Era de maggio", con l'inedita "Pulcinella" e forse un omaggio ai Beatles di "Because".
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