
| MENU | :: :: :: :: :: :: :: :: ::
|
|
|
Itinerari Culturali
| Andy Warhol - The New Factory alla Fondazione Magnani-Rocca |
Traversetolo, 16 marzo 2008 (brevi di cronaca). Andy Warhol è sbarcato nella campagna pamense con una mostra di circa 142 opere create tra la metà degli anni cinquanta e gli anni ottanta, nelle quali rivive l'atmosfera della Factory, la "fabbrica d'arte" fondata dall'artista. Una mostra per rendere omaggio al padre spirituale dell'arte pop, Andy Warhol o Andrew Warhola (questo il suo vero nome), enigmatica personalità artistica ed umana, il primo a scoprire nell'oggetto banale e quotidiano impensati poteri comunicativi ed a vedervi in nuce l'opera d'arte senza intervento alcuno da parte dell'artista se non una spiazzante decontestualizzazione.
|
Personaggio eclettico, sin dai suoi esordi Andy Warhol è stato considerato una specie di icona cultura americana degli anni Sessanta e Settanta. Pittore (l'arte pop), fotografo, cineasta, scrittore (filosofo e sociologo), promoter di gruppi musicali e teatrali, editore, animatore della vita mondana newyorkese, ma soprattutto grande comunicatore, Warhol creando la Factory inventò la corporation dell'artista, il sistema di lavoro della collaboration. Su questo tema si sviluppa la mostra, che, secondo la curatrice Ada Masoero - intende far rivivere l'atmosfera della Factory, la "fabbrica d'arte" da lui fondata. Andy Warhol (Pittsburgh 1928 - New York 1987), per rivivere l'atmosfera della Factory, la "fabbrica d'arte" da lui fondata. La società dei consumi americana degli anni sessanta e settanta trovò in Warhol il proprio testimone che la costrinse a rispecchiarsi in se stessa attraverso le proprie icone. Infatti furono questi gli anni che videro esplodere il consumo frenetico di immagini; l'arte ne viene naturalmente coinvolta, ma pur emulando le leggi dell'imperante consumismo, ne evidenzia i meccanismi di ricezione passiva. Immagini "positive" della pubblicità o "negative" della cronaca vengono decontestualizzate e ricreate da Warhol con interventi di colore abbagliante e si presentano allo spettatore con prepotente allegria ma anche con sottile inquietudine. L'opera grafica di Warhol assume un'importanza decisiva all'interno della sua produzione a partire dall'inizio degli anni sessanta, quando l'artista adotta la tecnica serigrafica. In questo modo Warhol diventa anche il più autentico rappresentante della pop art, con scelte che mirano a colpire l'immaginario collettivo. Dal barattolo della Campbell's Soup, che è parte del vissuto quotidiano di ogni americano, al volto di Marilyn Monroe, incarnazione del sogno e dell'ideale femminile del grande pubblico, imposto anch'esso dai media al pari di ogni altro prodotto commerciale. Nella rassegna si possono ammirare alcuni esempi di tavole disegnate e colorate a mano che sono tra i primi lavori di Warhol: la serie In the Bottom of My Garden (1955), con figure di putti ispirate a libri per bambini; A Gold Book (1957), con disegni a "blotted line" ripresi da fotografie e riportati su carta dorata; Wild Raspberries (1959), un divertente libro di cucina con torte e cibi illustrati da Warhol e ricette di fantasia inventate dall'amica Suzy Frankfurt e trascritte a mano dalla madre dell'artista. La mostra prosegue con le celebri serigrafie raffiguranti Marilyn Monroe (1967), Paloma Picasso (1975), i barattoli di Campbell's Soup (1969), Flowers (1970), Electric Chair (1971), Mao (1972), Mick Jagger (1975), e inoltre con le importanti serie dedicate ai travestiti di colore (Ladies and Gentlemen, 1975), agli ebrei più famosi del XX secolo (Ten Portraits of Jews of the Twentieth Century, 1980), all'epopea del West (Cowboys and Indians, 1986), per finire con The Last Supper (1987) realizzata poco prima della morte elaborando l'immagine de L'ultima cena di Leonardo. Artista dotato di una creatività inesauribile, Warhol ha spaziato tra le più diverse forme di espressione artistica, dalla musica al cinema e all'editoria. La rassegna è pertanto completata da una preziosa sezione documentaria comprendente copertine di dischi, esemplari della rivista da lui fondata (Interview) con le copertine dedicate a divi come Marisa Berenson, Tom Cruise e John Travolta, film e libri di e su Andy Warhol. Warhol, infatti, tra gli anni sessanta e settanta ha diretto o prodotto una settantina di film underground, per lo più di carattere provocatorio e dissacrante nei confronti del cinema hollywoodiano, all'epoca di scarso successo ma che avrebbero fatto scuola presso le generazioni successive. Tra i più celebri: Empire, My Hustler, The Chelsea Girls, Lonesome Cowboys, The Nude Restaurant, Vinyl, Flesh, Trash. In collaborazione con l'Ufficio Cinema del Comune di Parma, la serata di martedì 18 marzo presso il cinema Astra in piazzale Volta, con inizio alle ore 21, verrà dedicata a Warhol e alla sua Factory, con introduzione del prof. Roberto Campari e ingresso gratuito. Attratto dal mondo della musica, Warhol ha anche disegnato alcune delle copertine più famose della storia del rock, tra cui due album per i Rolling Stones, uno per i Velvet Underground (gruppo da lui promosso e composto da Lou Reed, John Cale, Sterling Morrison e Maureen Tucker più la tedesca Nico), e altri ancora per Aretha Franklyn, Paul Anka, Miguel Bosè etc. In mostra si possono anche vedere alcune copie della rivista Interview, fondata nel 1969 da Warhol e dedicata inizialmente al mondo del cinema, diventata nel corso degli anni un vero successo commerciale. Completano questa ampia panoramica sul lavoro di Andy Warhol pannelli didattici, fotografie e filmati riguardanti la sua vita e la sua opera. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Mazzotta che costituisce la più ricca antologia della produzione grafica di Warhol pubblicata in Italia, con testi di Achille Bonito Oliva, Ada Masoero e Laura Ravasi.
|
|

| Archivio | :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: :: ::
|
|