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Cronaca
| CASTELFRANCO VENETO: PASSAGGI PEDONALI INSUFFICIENTI E STRADE PERICOLOSE PER I PEDONI E CICLISTI |

Castelfranco Veneto, 1 dicembre 2008 (brevi di cronaca, sopra un esempio da seguire). Sulla cronaca locale leggiamo: "La denuncia della scarsa sicurezza degli attraversamenti arriva dall’Associazione familiari e vittime della strada; per gran parte i passaggi pedonali sono consunti o addirittura sistemati in aree di serizio (con pattumiere e altro)". "Le strade di Castelfranco sono pericolose. Soprattutto per i pedoni" - questo in breve quanto sostengono i rappresentanti dell'Associazione famigliari e vittime della strada, che qualche giorno fa sono stati ricevuti dal sindaco Maria Gomierato e dall'assessore ai Lavori Pubblici Plinio Bergamin in municipio, dove hanno passato in rassegna le magagne della viabilità castellana. Sulla pericolosità di molti passaggi pedonali l'associazione ha insistito parecchio. «Avvieremo una campagna di controlli specifici per i passaggi pedonali dichiara l'assessore ai Lavori Pubblici Plinio Bergamin e metteremo in sicurezza quelli che rappresentano un rischio». Speriamo sia la volta buona. Perchè fino ad ora nessuno mai si è interessato del problema che è diventato un fenomeno ("trascuratezza mista ad imbroglio"). |
(a lato un esempio di strisce pedonali da città vivibile, cioè come DIO COMANDA) Paola Bortolotto, referente provinciale dell'Associazione famigliari e vittime della strada, nella corrispondenza con il Comune precedente all'incontro aveva segnalato in particolare la situazione dei passaggi pedonali lungo viale Brigata Cesare Battisti, il viale della stazione. In quel tratto di strada probabilmente migliaia di giovani si dirigono verso le scuole o ai treni. «Hanno assicurato che verranno spostati i passaggi pedonali in prossimità dell'incrocio tra il viale della stazione e borgo Treviso. Rimane comunque il problema della scarsa visibilità degli altri passaggi pedonali lungo tutto il viale». La soluzione secondo la Bortolotto non potrebbe che stare nella rimozione di alcuni dei grandi alberi ai lati della strada anche perchè ormai invadono i marciapiedi e non ci sono le piste ciclabili. «È evidente che la visibilità per chi esce in auto dalle laterali di viale Brigata Cesare Battisti è molto ridotta. Non vedo altra soluzione che togliere degli alberi». Dal Comune per ora non si esprimono al riguardo, probabilmente se ne saprà di più dopo le verifiche. «Sono tanti i passaggi pedonali a rischio - continua la Bortolotto. Servono cartelli luminosi e segnali rifrangenti a terra che ne evidenzino la presenza agli automobilisti». In borgo Padova, al passaggio pedonale davanti alla Berco, dove in un anno due uomini sono morti perché falciati sulle strisce, qualcosa si è fatto, anche se tardi. «In borgo Padova, ai piedi del cavalcavia della Berco - afferma l'assessore Bergamin -, abbiamo messo un cartello luminoso che lampeggia quando un pedone gli si avvicina. Ne metteremo altri in vari punti della città». Durante l'incontro si è parlato anche dei parcheggi troppi vicini ai passi carrai. «Basterebbe togliere i posti auto a ridosso dell'accesso alla strada e si guadagnerebbe in visibilità», afferma la Bortolotto. «Insieme alle verifiche sui passaggi pedonali effettueremo anche quelle sui parcheggi le parole dell'assessore -. Di contro, ovviamente, si perderebbero posti auto». Poi si è parlato di piste ciclabili. Con i tagli imposti dal patto di stabilità nelle ultime settimane ne sono state bloccate tre in fase progettuale, perché i soldi non ci sono più. Questo è il paradosso di un Comune che spende più di un milione di euro all'anno per la manutenzione delle strade, compresa la "ritinteggiatura" delle righe pedonali. Ma non sappiamo se la "tintura" è fatta di tempera che si scioglie dopo una settimana, perchè sopra le strisce si mettono i bidoni delle immondizie, perchè l'attraversamento va a cozzare contro un muretto o addirittura dentro il canale o si trova in un crocicchio senza spazio, o in mezzo ad una corsia di sosta d'auto (e chi ti vede?). Non sappiamo il motivo per cui a Borgo Treviso ci sia il diritto di correre anche a 80 all'ora durante l'imbrunire. I cittadini-pedoni dovrebbero senza indugio fotografare i luoghi di alto rischio. Oppure passare alla pratica: cioè munirsi di bombolette spray e disegnare le strisce pedonali per terra. Perè in rosso fosforescente. Recapitare in seguito la fattura o esentarsi dalle tasse. Ce l'abbiamo a morte con questo sistema che lascia trascorrere anni di sciagurata trascuratezza della viabilità. Altro che città d'arte. E' un paesotto di periferia milanese dove sicuramente arriveranno i T-red taroccati (semafori che fotografano chi passa con il giallo-veloce). E peccato che gli ausiliari del traffico vengano impiegati solo in piazza Giorgione perchè c'è il parcometro. "E' solo q uestione di schei e non di voler prevenire gli incidenti. Ah, comune, comune. Quanto sei crumiro!" - protesta un gruppo di tifosi ultras. Gli addetti al servizio manutenzione ti rispondono che sono in pochi e che di più non possono fare. Se protesti ai vigili ti dicono che al massimo possono comunicare una nota al Comune. Loro non hanno il potere (politico) di decidere. Gli assessori abitano quasi tutti in periferia e rincasano a notte fonda dopo lunghe sedute con il sindaco. Come possono accorgersi se in via Damini, Montegrappa, borgo Treviso, borgo Padova, e in tante altre vie le strisce pedonali sono consunte o non ci sono proprio?
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