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Itinerari Culturali
| LA RIVOLUZIONE FUTURISTA E' DI CASA AL MART: VIVA DEPERO E GLI AMICI! |
Rovereto, 15 gennaio 2009 (brevi di cronaca). Finalmente una grande mostra per un grande museo, direbbe Depero se fosse tra noi con la sua aria d'artista! A 100 anni dall’uscita del Manifesto firmato da Marinetti, la mostra apre il 17 gennaio. Il movimento contro "il passatismo" fu alla base del pensiero contemporaneo «Avevamo vegliato tutta la notte - i miei amici e io - sotto lampade di moschea dalle cupole di ottone traforato, stellate come le nostre anime, perché come queste irradiate dal chiuso fulgòre di un cuore elettrico. Avevamo lungamente calpestata su opulenti tappeti orientali la nostra atavica accidia, discutendo davanti ai confini estremi della logica e annerendo molta carta di frenetiche scritture».
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Chi scrive è Filippo Tommaso Marinetti e le parole sono nate in una serata autunnale del 1908, trascorsa c on gli amici Boccioni, Carrà e Russolo. E’ il preambolo di «Fondazione e Manifesto del Futurismo», che sarà pubblicato il 20 febbraio 1909 su Le Figaro di Parigi. Ed è il classico sasso gettato nello stagno di una società, quella italiana, in preda alla crsi d'identità e altresì strutturale (un paese povero!). Un sasso, dicevamo, che provocherà onde anomale sempre più grandi, un tsunami, toccando e sconvolgendo l’arte e la cultura di casa nostra e di molti altri ambienti europei. Il Futurismo diventerà così la matrice delle avanguardie. Quasi una scienza perchè indagherà i campi più inusuali per l’arte di allora: cinema, musica, pubblicità, architettura, design, teatro, moda, gastronomia... Dopo il Futurismo, il Dadaismo e il Surrealismo saranno gli altri due poli che formeranno il trittico dell’arte come vita e della vita come arte, gettando le basi del pensiero contemporaneo e del nostro mondo. In cui ci sentiamo legati a doppio filo. Una creatività che oggi non si vede come lo fu allora. A 100 anni dalla pubblicazione del Manifesto del Futurismo, il Mart di Rovereto ritorna ad appropriarsi della storia dell’arte europea con una grande mostra, curata da Ester Coen, che ripropone tutta la forza d’innovazione di questo importante movimento artistico. «Futurismo 100: Illuminazioni. Avanguardie a confronto. Italia-Germania-Russia» è il titolo e il percorso dell’esposizione che apre il 17 gennaio, rinverdendo un asse privilegiato della cultura futurista, la sua influenza nel mondo culturale russo. Infatti, se possiamo riassumere questo magmatico e mefistofelico movimento artistico, dobbiamo pensarlo, dopo la serata tra Marinetti, Russolo, Carrà e Boccioni, in un’altrettanto famosa serata, a distanza di molti anni. Perché il Futurismo, come i movimenti successivi, nasce, vive e muore soprattutto nelle osterie, nelle taverne e nei bistrò, luoghi storici dove si consumano matrimoni, divorzi e abbandoni tra proverbiali bevute e onnivore mangiate, come prima l’Impressionismo proliferava lungo le strade della modernità parigina o nei fumosi saloni dei casini, nei vestiboli dei teatri dell’operetta e delle riviste o nelle viuzze con i lampioni sbilenchi. Siamo nel 1917, a Positano, sulla costa amalfitana, nella sala di un’antica torre simile a quelle di avvistamento dei pirati. Attorno a un tavolo, ci sono lo scrittore svizzero Gilbert Clavel, Fortunato Depero, Michele Semenov, segretario di Sergej Diaghilev e discusso animatore della carovana dei Ballets Russes, e altri letterati, pittori, musicisti. Qui nasce il romanzo «Un istituto per suicidi», ma più che l’aspetto narrativo è l’evento che racchiude in sé lo spirito del Futurismo. La trasversalità, l’universalità, la fusione tra generi e stili diversi, la volontà di andare oltre la dimensione del cassetto che racchiude i ricordi, le memorie, per gettare i ponti su un futuro di energia, potenza, libertà del volo e delle idee. Un grido di ribellione continuo, imminente e immanente, fino alla morte di molti futuristi nella dura realtà della Prima guerra mondiale. La mostra al Mart, ci anticipa la direttrice Belli - "indaga le complesse e spesso inedite relazioni tra i futuristi e i più importanti esponenti delle avanguardie russe e tedesche. Da una parte, vengono prese in esame le relazioni con gli artisti che hanno partecipato alla storia artistica tedesca di «Der Sturm», come Marc Chagall, Vasilij Kandinskij, Paul Klee, August Macke, Franz Marc, a dimostrazione di quanto il Futurismo ebbe forti legami con il Paese dell’Espressionismo. Dall’altra, il leggendario viaggio di Marinetti in Russia nel 1914 (di cui il Mart pubblica in coincidenza con la mostra il primo inedito resoconto visto dallo storico dell’arte russa, Vladimir Lapsin, da poco scomparso, fornisce il filo conduttore per analizzare i rapporti con i pittori cubo-futuristi russi". Roma, Parigi e Mosca erano le capitali preferite dei pittori futuristi, che fra gli altri, ricordiamo Larionov ad Alexandra Exter, da Natalia Goncharova a Olga Rozanova, di cui possiamo ammirare le loro opere ed immergerci in un'atmosfera da "futurista".
(Nelle foto l'interno della casa-museo di Depero ed un quadro di Boccioni)
Casa d'Arte Futurista Fortunato Depero Oggi il museo, ampliato grazie ad un intervento di restauro che ne valorizza pienamente il carattere monografico, riapre per svolgere nuovamente la sua funzione espositiva e didattica. Grazie all'acquisizione dell'adiacente Casa Caden, che ha permesso l'ingresso da via Portici attraverso una corte interna, il museo può oggi avvalersi di un importante ampliamento con nuovi servizi come il guardaroba, il bookshop e una caffetteria. Lo spazio occupato dall'esposizione permanente è di 300 mq., una superficie non grande ma che consente, grazie alla nuova organizzazione dei collegamenti verticali e al recupero di aree in origine destinate a piccoli depositi, la creazione di un display cronologico e tematico di grande interesse. Le zone originali progettate da Depero a piano terra sono state completamente restaurate e conservate, mentre negli spazi al primo e secondo piano, che l'artista non era riuscito a completare, si è voluto assecondare il suo pensiero, mettendo al centro dell'attenzione tutta la fantasia e la vitalità del suo lavoro, che si mostra dunque nella sua più autentica vocazione futurista. In questi spazi sono esposte in modo ottimale le grandi tarsie di panno, che costituiscono il tesoro più prezioso e più originale dell'intera Raccolta di Depero. Altre sale espositive sono invece dedicate in particolare agli anni 1917 - 1918, periodo di straordinaria creatività per il giovane Depero a contatto con il mondo internazionale dei "Balletti Russi" di Diaghilev e agli anni 1928 - 1930, il cosiddetto periodo newyorchese, tappa fondamentale della sua storia artistica. La ristrutturazione ha risolto problemi di statica e di agibilità, e ha dotato la sede di impianti e servizi di supporto. La riapertura della sede completa un percorso museografico che, dal Mart di Corso Bettini, condurrà il visitatore attraverso il centro storico di Rovereto e visitare altri punti di interesse della città, come il Museo della Guerra e il Museo Civico. Un dialogo dunque tra storia e innovazione che ha come punto di partenza, o arrivo, il Mart di Mario Botta.Fortunato Depero muore il 29 novembre 1960, un anno dopo l'aperura del museo.
Via Portici, 38, 38068 Rovereto (TN) Informazioni e prenotazioni: numero verde 800 397 760 tel. +39 0464 438 887 info@mart.trento.it www.mart.trento.it
Orari dal 17 gennaio 2009: martedì - domenica 9.00-17.00; lunedì chiuso
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