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Architettura
| 400MILA EURO PER UNA PALIFICAZIONE. A CASTELFRANCO IL GUINNESS DEI POCETTI |
Castelfranco Veneto, 9 febbraio 2009 (brevi di cronaca). Era da molto tempo che chiedevamo un intervento di risanamento del fossato attorno al castello tardo medievale di Castelfranco Veneto. Ormai gli argini si sono corrosi ed il fondale è lurido come una fogna. Ma quello che dava di più fastidio era "il far finta di niente". Quanti soldi spesi per nulla con quel marciapiede scivoloso e i parapetti prefabbricati, Con quel ciottolato (sassi del Brenta) di porta Vicenza che è pericolosissimo percorrere in bicicletta. E nessuno mai che intervenga con cattiveria nei confronti dell'ufficio tecnico che avvalora i progetti o i "lavoretti" da qualche centinaio di euro per evitare di usare l'appalto. Ce l'avevamo con il Sindaco, ma poi ci siamo accorti che non è tutta colpa sua. E' il segretario comunale che non è in grado di istruirlo per bene. Sia da una parte che dall'altra regna la poca propensione a far bene. A rifinire le opere come si deve, cioè a regola d'arte. A Castelfranco sembra che ciò sia impossibile. Prendiamo l'ultima spesa per il rifacimento della strada in cubetti di porfido. Dopo appena un anno e mezzo ci sono cune, buche, cubetti che si sollevano. Anche per quest'opera da circa un milione di euro nessuno che abbia preso a calci sul sedere l'ufficio competente. Quando piove tanto, si formano delle pozzanghere proprio all'incrocio o in diversi punti i cubetti si sono già staccati. Poi per farla breve c'è chi ha "tagliato" la strada e rattoppata con del catrame e asfalto (per la posa di una canaletta del telefono). | Al via un progetto di risanamento che comprenderà la pulitura del fondo e la realizzazione di una palizzata che andrà a bloccare l’erosione degli argini. Verrà costruito anche un nuovo parapetto in prossimità del Ponte dei Beghi, quello che da piazza Giorgione fa andare in via Garibaldi. Per l’intervento sono stati stanziati 400mila euro. Il via ai lavori dovrebbe essere all’inizio di marzo. Proseguiranno per circa due mesi. «La gara relativa all’appalto è già stata fatta – riferisce l’assessore ai Lavori Pubblici Plinio Bergamin -, basta effettuare l’apertura delle buste e poi verranno assegnati i lavori. Il cantiere dovrebbe essere aperto nella prima decade di marzo». «La palificazione degli argini per evitarne l’erosione verrà estesa a tutti i punti in cui non è già presente – afferma ancora -. Del resto il progetto iniziale con il quale tempo fa si sono eseguiti i primi interventi di risanamento degli argini era stato elaborato prevedendo un intervento complessivo, poi si è proceduto per stralci». «Si andrà a raschiare il fondo del fossato in modo – dice l’assessore ai Lavori Pubblici -, e quindi l’acqua verrà bloccata temporaneamente, anche se solo nei punti in cui si sta lavorando». Le fosse attorno al castello in passato sono state più volte al centro di polemiche per via dello stato in cui versano e per i rischi legati all’erosione degli argini. Anche in Consiglio comunale a più riprese se ne parlato animatamente. Sebastiano Sartoretto, consigliere del Partito Democratico, aveva pure presentato un’interpellanza per sapere che cosa avesse intenzione di fare l’Amministrazione comunale in merito. «Le fosse attorno al castello sono in un costante stato di degrado – affermava Sartoretto -, in particolare si può osservare, allorquando sono in secca, che si vanno progressivamente ad interrare e che continuano movimenti di frana sulla sponda lato mura lungo tutto il circuito». Quindi, aggiungeva: «Appare urgente, ad avviso del sottoscritto, anche a tutela del decoro della città, intervenire in via definitiva sul problema». «Una volta eseguiti i lavori di messa in sicurezza dell’argine – suggeriva sempre il consigliere del Partito Democratico Sebastiano Sartoretto -, potrebbe essere ipotizzato un ampliamento dei giardini pubblici». Con 400mila euro ci aspettiamo un lavoro a regola d'arte: palificazione alla veneziana (e non da laghetto di pesca), pulitura e disinfestazione del fondale con uno strato di sabbia e sassi come a Treviso (trasparente), raschiamento e pulitura di tutto il parapetto che è rivestito di marmo bianco all'esterno e di mattoni all'interno, restauro conservativo dei vari ponti storici che sono rivestiti di marmo e mattoni con scudi araldici (Salata, dei beghi, delle Guglie-Borgo Riccati, dell'Avenale, di vicolo Cappuccini). Tutto il percorso dell'Avenale sarebbe da rivalutare e non lasciare che il degrado avanzi. La strada per esempio va anche lasciata a pedoni e ciclisti. Via Avenale porta la gente che viene dalla stazione o da Borgo Treviso all'Ospedale, all'Obitorio, alla Casa di Riposo, al Cinema Esperia, alle botteghe di Bastia Nova ma è sovente messa in pericolo da auto e moto che strombazzano. L'illuminazione è scadente e non c'è nessun segnale che indichi di moderare la velocità. Non esiste un marciapiede tracciato in giallo. Qui i vigili di Castelfranco Veneto hanno fatto flop! Ecco perchè il sindaco non ha tutte le colpe e non può essere "nelle brache di tutti".
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| L'11. ARCHITETTURA VISTA DA ALCIDE BOARETTO | |
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