Alghero, 18 febbraio 2009 (dal nostro inviato Manlio Brusatin). Il tempo influisce sulla politica. No. La politica ormai influisce sul tempo. Da quando Soru si è dimesso fino al fatidico 17 febbraio, in Sardegna c’è stato un tempo orrendo, da paragonare al più umido inverno del nord, ventoso e nevoso. Da ieri un tempo splendido, merito della vittoria del cavaliere il quale ha confezionato un cappotto al rivale che girava in giacchetta, e ora dice da coccodrillo: “Se uno di alto livello come Soru perde, non è colpa sua”. Infatti, quando cadono le maschere dietro la maschera di Berlusconi c’è un Cappellacci qualsiasi ma dietro la faccia di Soru, c’è nientemeno che Weltroni, il quale obbiettivamente in Sardegna si è speso come il cavaliere e si è preso un pallettone al cuore. La percezione ai primi di gennaio era che Soru ce la facesse per pochissimo, e questo è stato solo nella roccaforte di Sassari, per la verità pochissimo amata dall’ex governatore che guardava a Cagliari ma si è fermato a Sanluri, dove è nato. Nell’isola due padroni non ci possono stare perché sono uguali. Se davanti alla casetta di Villasimius ci sono mille alberi che impediscono la vista si fanno abbattere, se a Villa Certosa è necessario fare un montarozzo tipo collina per le meditazioni (quali ?) del capo, si fa - magari collegato a un tunnel sotterracqueo anti-terrorismo per l’arrivo di batiscafi presidenziali, si fa. Soprattutto però non avere sulle scatole un tipo triste e spigoloso, magari imberrettato e con la giaccia di velluto, all’incontro estivo del G 8 è una liberazione estrema: anche perché i maddalenini che amano servire dei padroni, americani o chi sia veramente padrone, hanno detto un coro di no a Renato Soru. Alghero, come la Spokane in America, ha rispecchiato esattamente il voto della Sardegna, effetto che come si sa non è stato solo il voto dei sardi. I quali ora non sanno nemmeno cos’è la sardità che tutti noi cerchiamo di trovare, ma sono, grazie anche al contributo obbiettivo di una crescita culturale merito di Soru, diventati una regione del Nord. Giustamente un brillante articolo di Ilvo Diamanti (Repubblica, domenica 16 febbraio) una testa finissima che insegna all’università forse non eccellente di Urbino ha scritto: “La Sardegna è la Capitale estiva della Repubblica”. E di questi tempi di stress, uno sa quanto siano necessarie le vacanze, ma il luogo delle vacanze (e questo luogo delle vacanze) è lo scenario dove la ricchezza si può mostrare. E la ricchezza si vede quando c’è. Chi riesce a vedere la ricchezza in un cappotto scuro o dietro i vetri appannati di lussuose autobare? In Sardegna chi appare ricco, lo è veramente. E’ il migliore palcoscenico della repubblica, di chi è veramente arrivato e di Berlusconi. E poi chi l’ha detto che un imprenditore come lui, ma sardo, venga a calpestargli il giardino e intrattenersi fra le tozze colonne della Certosa dove può cantare meglio di tutti i politici della piazza: My Way, e poi anche qualche pulcinellata napoletana, tanto per non dispiacere alla servitù. Per le strade di Alghero ora si vendono dei piedini rosa di capretto e i primi mazzetti di germogli di pungitopo, una sciccheria per stomaci raffinati, a prezzi dei tempi del Regno di Sardegna. Ho chiesto al venditore che aveva una faccia come una sella di cuoio, perché non avesse votato Soru. E lui ha detto (tradotto dal catalano): “Ci ha gabbato una volta e non ci gabba più, meglio un altro”. Che cosa aveva fatto Soru? - ha impedito al raccoglitore di asparagi selvatici di fare una casetta per suo figlio (dice lui) ma forse per una coppia di inglesi che vanno e vengono a prezzi scozzesi scontati, e qui trovano un altro mondo. Quindi la Sardegna è lì con Tiscali e Ryan Air, e perché quel padrone figlio di sardi, non ha fatto sì che i figli di sardi si facciano la casa. Sì certo con vista sul mare e prima colazione, da affittare al resto del mondo che arriva da Londra, arriva da San Pietroburgo. In passato alcuni sardi hanno governato sull’Italia di centro e di sinistra, ma ora i sardi non si faranno governare dai sardi come loro ma dai veri padroni di Roma e di Milano e del resto… Chi poi dice che Cappellacci non è nessuno? Ricordiamo che anche in Veneto il sior Galan non era nessuno finché Berlusconi non gli ha messo il cappello sopra e Cacciari è stato stracciato. Aspettiamo e vedrete, anche per Soru, perdere in Sardegna vale un rilancio nazionale in una partita che si è appena aperta. Sono poi le occasioni che fanno l’uomo, e Berlusconi è l’uomo delle occasioni (di tutte le occasioni) - più democratiche di così. El fioeu del ragiunatt è governatore, la figlia del giardiniere è ministra, la sua figlia di anima è un’opportunità pari a se stessa. Il tutto tenuto a bada dai tre Bravi di don Abbondio che ci sanno veramente stare: Tremonti, Sacconi e Brunetta che da ex socialisti hanno tanto detto e tanto fatto da vedersi galleggiare davanti gli ex comunisti, uno dopo l’altro. Berlusconi teniamocelo stretto, al massimo diventerà presidente. Perché come diceva un tigre di nome Clemenceau: “Ci sono due cose inutili nella repubblica: il presidente e la prostata”. Di questo passo alla prossima Costituzione Berlusconi sarà sicuramente il presidente degli Italiani - prostata permettendo (vedi la mirabile rassegna iconica in M. Belpoliti, Il corpo del capo, Guanda, Milano 2008). Ora il Regno di Sardegna è diventato un pezzo della Repubblica di Arcore. In attesa del G8 estivo il supercommissario Resca, che tanto ha contribuito alla dieta mediterranea, ne sta inanellando una dietro l’altra. Per sfruttare al massimo le “miniere di petrolio”, dice lui, ma soprattutto per piacere al capo, ha diramato un’ordinanza ai sovrintendenti per trasportare all’isola della Maddalena, sempre per il G8 e per stupire Obama, nientedimeno che i Bonzi di Riace (sic) poi corretti (ti pareva) con i Bondi di Riace. Dopo questi disguidi lessicali saranno da preferire sicuramente i Colossi sardi di Monte Prama, di cui si spera si completeranno i restauri. Guardiamoli negli occhi questi colossi, ne hanno viste tante, ma ne vedranno ancora di tutti i colori. Per l’estate della Sardegna saranno riproposti nei loro colori originari neri e rossi, dai pregiati allestitori Stefano Boeri & Antonio Marras.
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