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| LE MOSTRE D'ARTE IN LUNGO E IN LARGO: VIVA L'ITALIA CHE LAVORA | Una magnifica estate dell'arte attende i molti che colgono l'occasione delle "ferie" per godere, in modo rilassato, di qualche bella mostra e delle città che ospitano questi eventi. Ecco alcune proposte che toccano diverse regioni italiane, e non solo, dall'estremo sud all'estremo nord, mostre ospitate in capitali della villeggiatura o in bellissime città d'arte. Questa del 2012 è veramente una estate bellissima per l'arte: l'offerta è ampia, molto diversificata, per ogni gusto si potrebbe dire e non resta, quindi, che coglierla.
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| I QUADERNETTI DI AIDANEWS © | PIANO EDITORIALE (nuova collana) A. MIATELLO, I furti d’arte. Scritti attorno ai crimini contro il patrimonio storico-artistico, pp. 1-68, Vol. I, €15,00 A. MIATELLO, I furti d’arte. Scritti attorno ai crimini contro il patrimonio storico-artistico, pp. 1-72, Vol. II, €15,00 A. MIATELLO, I furti d’arte. Scritti attorno ai crimini contro il patrimonio storico-artistico, pp. 1-74, Vol. III, €15,00 A. MIATELLO, Beni culturali e guerra, pp. 1-74, € 25,00 AA. VV., Scritti scelti su architettura e design AA. VV., Scritti scelti sulle più belle mostre d’arte vissute e raccontate dagli inviati di Aidanews AA. VV., Scritti scelti sulle Biennali di Venezia di arti visive, teatro, danza AA. VV., Scritti scelti sulle Mostre internazionali d’arte cinematografica J. BELHUMEUR, UMAC, Unione Mondiale degli Autori Cinematografici, Statuto e annotazioni AA. VV., Scritti scelti di politica e turismo culturale: commenti e proposte
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Attualità
Milano, 18 febbraio 2009 (di Maria Luisa Graziani). 1609-2009: una mostra dedicata al grande scienziato nell’anno consacrato all’ astronomia ed al suo approfondimento che Galilei, quattrocento anni orsono mediante il cannocchiale, seppe razionalmente e scientificamente fondare, fino ai giorni nostri suggestivamente tesi al domani. Padova fu, per quasi vent’ anni l’ ultima residenza di elezione di Galilei, fino alla scomparsa, dopo avere lasciato l’ ateneo di Pisa, di cui era disgustato. E Padova lo ricorda come figlio di elezione con una mostra del calibro di colui cui è dedicata. “Eppur si muove”: che fossero sue parole, che gliele avessero attribuite, o che non fossero mai state proferite, non cambia nulla. Il mondo allora, come da miliardi d’ anni, come oggi “eppur si muove”, checché ne dicessero i mentecatti che lo costrinsero all’ abiura. E con l’ affermare che il mondo si muove, Galilei fece muovere in avanti per sempre la scienza non solo astronomica ma in generale, di cui ne fu il moderno fondatore.
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Suggestiva la narrazione di quel momento specifico in cui, migliorando il cannocchiale che era stato inventato l’ anno precedente (1608) dall’ occhialaio olandese Hans Lipperhey, portandolo a venti ingrandimenti, per poi puntarlo verso il cielo, ne traesse informazioni di importanza ineguagliabile che iniziò l’ era, oggi tutt’ altro che esaurita ma anzi ancora protesa entusiasticamente al futuro, di scoperte che sconvolsero l’ astronomia e la scienza, confermando l’ intuizione cosmologica copernicana che poneva il sole al centro del sistema planetario. Scoprì che la luna non fosse liscia ma che le sue macchie fossero dovute alle ombre delle irregolarità della superficie; scoprì che Via Lattea e nebulose altro non erano che ammassi di stelle; che Giove ruotava attorno al sole, come tutti i pianeti, mentre attorno gli ruotavano quattro pianeti satellitari, e via via. La mostra descrive, lungo un kilometro (sic!) di percorso, le scoperte e il sapere dei Galilei sempre però corredando l’ esposizione mediante la puntualizzazione del loro evolvere nel nostro tempo. Ciò realizzato, sala per sala, con argomenti specifici. Un’ operazione di grandezza…astronomica condotta con arte e conoscenza inappuntabili. Il visitatore viene accolto all’ ingresso nella rotonda dove è esposto il cannocchiale, elemento portante della manifestazione, cui fa seguito il chiostro nel quale è stato allestito uno spettacolare modello di sistema solare con a terra tracciato l’ ellissi orbitale della terra, che può essere calpestata simulando un “giro terrestre” attorno al sole sotto un immaginario firmamento di sfere appese che simulano le stelle. Dei secoli precedenti vengono esposti i pochi strumenti e i testi elaborati dall’ uomo per lo studio delle stelle di cui, fondamentali ed unici al mondo, l’ astrolabio cinquecentesco di Arsenius (dal museo di fisica dell’ Università di Padova) ed il più bel libro astronomico del Rinascimento l’ Astronomicum caesareum di Pietro Apiano (dalla biblioteca universitaria patavina). E finalmente iniziamo a percorrere i mille metri della meravigliosa rassegna scientifica galileiana accostata ai riferimenti evolutivi dei tempi nostri. Il primo settore è dedicato al cannocchiale e ai telescopi che ne seguirono, il tutto corredato da fotografie, modellini, meteoriti lunari, ed altre affascinanti testimonianze. Il secondo settore ci esplica il fenomeno del moto, dall’ intuizione galileiana dimostrata col piano inclinato, alla sua legge della caduta libera, alla relatività, passando poi attraverso Newton per giungere ad Einstein. La scienza dei materiali è il soggetto del terzo settore da Galilei alle nanotecnologie di oggi. Quarto settore: dal vuoto seicentesco al vuoto quantistico. Quinto: la luce e il cosmo. Sesto: dal microscopio agli acceleratori di particelle. E infine nel settimo settore la realizzazione postuma del sogno di Galilei la sintesi del microscopio e del cannocchiale per lo studio dei quark fino a penetrare i misteri del cosmo dal Big Bang fino ai quattordici miliardi di anni dopo in cui noi viviamo. Una mostra enciclopedica, attraente e spettacolare, di elevatissimo valore educativo e divulgativo. A complemento della celebrazione eventi di varia natura: conferenze, convegni, lezioni magistrali, mostre non solo attinenti alla scienza ma pure d’ arte pittorica relative a quel momento storico. sartori.graziani@tiscali.it
IL FUTURO DI GALILEO – Padova – Centro culturale Altinate - fino a giugno – info:0492010010 – Catalogo Skira - Ufficio stampa: Villaggio Globale (Antonella Lacchin e Rachele Cibin)
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