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  I VENETI D'EGITTO

V. Gazzotto,. Ritratto di G.B. Belzoni, Mostra Padova, 29 ottobre 2011. Un altro medico di consolato fu Prospero Alpini di Marostica che in Egitto studiò la pianta del caffè da lui poi introdotta in Europa.


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  In copertina

LA SARTO INCONTRA ENRICO VANZINI, DEPORTATO A DACHAU NEL 1945
Castelfranco Veneto, 23 febbraio 2013 (di Angelo Miatello). “A 18 anni nell'artiglieria. Un anno in Grecia come autiere. Dopo l'armistizio siamo prigionieri dei tedeschi. Su carri bestiame, 60 persone con due borracce d'acqua, a Monaco in 7 giorni. Per un anno ho lavorato a costruire carri armati. Dopo un bombardamento ho tentato di ritornare in Italia camminando di notte per 15 giorni.
Dopo 150 chilometri mi hanno preso e portato nel campo di Buchenvald: volevano fucilarmi perchè sabotatore. Mi ha salvato un tenente tedesco. Da lì a Dachau dove gli ebrei venivano sterminati. Ho visto l'arrivo di due treni. Famiglie divise, chi ucciso nelle camere a gas, chi con le mitragliatrici. Persone uccise perchè non avevano salutato con "heil Hitler”. I medici con i loro esperimenti e poi il lavoro nei forni. Pesavo 87 chilogrammi, quando sono arrivati gli americani ne pesavo 29. Sono riuscito a venirne fuori per la voglia di ritornare e perchè non ero ebreo”.
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DACHAU. IL PRIMO CAMPO DI CONCENTRAMENTO

(da Wikipedia per NewsMagazineSarto, N°4-2013). Nel 1933 inizia per la città di Dachau un lungo periodo buio e drammatico, che legherà per sempre il suo nome a questo nefasto avvenimento: nel "Münchner Neuesten Nachrichten"[1] apparve, con ciniche motivazioni, questa ferale notizia firmata da Heinrich Himmler, Presidente della Polizia della città di Monaco: “Mercoledì 22 marzo 1933 verrà aperto nelle vicinanze di Dachau il primo campo di concentramento. Abbiamo preso questa decisione senza badare a considerazioni meschine, ma nella certezza di agire per la tranquillità del popolo e secondo il suo desiderio.”


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IL MASSACRO DI DACHAU
Nel corso della giornata della liberazione, il 29 aprile, per cause che furono in seguito oggetto di indagine militare, decine (se non centinaia) di guardie delle Waffen-SS, che si erano già arrese, vennero giustiziate in vari momenti dai soldati americani e dai prigionieri appena liberati. Questo tragico episodio, alla conclusione dei 12 anni di vita del campo, è noto come massacro di Dachau. Pare accertato che, dopo la resa del campo, diversi soldati americani, inorriditi per le condizioni dei prigionieri, iniziarono ad uccidere sommariamente una ad una, tutte le guardie del campo. Alcune fonti parlano di sole 35 guardie naziste fucilate e di altre 515 arrestate o fuggite.
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LA MISSIONE UMANITARIA. L’OPERA DEL CICR NEI CAMPI TEDESCHI DURANTE GLI ULTIMI MESI DI GUERRA

 Il 12 marzo 1945, il presidente del CICR Jacob Burckhardt ricevette dal generale delle SS Ernst Kaltenbrunner l'accettazione della richiesta del CICR per consentire ai delegati di visitare i campi di concentramento. Questo accordo è stato vincolato alla condizione che questi delegati avrebbero dovuto restare nei campi fino alla fine della guerra. Dieci delegati, tra cui Louis Haefliger (Mauthausen), Paul Dunant (Theresienstadt Camp) e Victor Maurer (Dachau), accettarono l'incarico e visitarono i campi. Louis Haefliger impedì lo sgombro forzato e l'insabbiamento di Mauthausen-Gusen, avvisando le truppe americane, in modo da salvare la vita di circa 60.000 detenuti. Le sue azioni sono state contestate dal CICR perché considerate come se agisse di propria iniziativa e rischiando “la neutralità” del CICR. Solo nel 1990, la sua reputazione è stata finalmente riabilitata dal presidente del CICR Cornelio Sommaruga.


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HENRY DUNANT ISPIRATORE DEI PRINCÌPI DELLA CROCE ROSSA INTERNAZIONALE
Già dalla metà degli anni trenta La Croce Rossa era stata autorizzata a visitare, almeno in parte, alcuni campi di lavoro installati dall’allora nascente nazismo ma in prossimità della guerra e, ancora dopo, con l'acuirsi del conflitto e dell'espandersi della politica di occupazione del Reich, le ispezioni si erano rarefatte - anche a causa di una scarsa piattaforma legale sulla quale basarsi per forzarne la richiesta ai vertici del Reich - fino a essere sospese quasi totalmente.
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IERI DEPORTATI, OGGI PROFUGHI. Una pagina: ad Auschwitz e ritorno

Maurice Rossel è il medico che fu inviato dall'CICR a visitare il campo di concentramento di Auschwitz. Alla sua missione è dedicata parte del secondo capitolo, intitolato Aprire la più piccola breccia. Così Arsenijevic descrive l'esperienza del delegato e quanto questi riportò nel suo rapporto al rientro a Ginevra: “Nel lasciare Oranienburg[5] con i mitra puntati alla schiena, Maurice Rossel aveva capito.


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Rapport: Le convoi macabre de DACHAU (D. Favre)

Rapport de D. Favre, délégué du CICR, sul campo di Dachau (09/05/1945)
Délégation en A11emagne Genève,9 mai 1945
Rapport: Le convoi macabre de DACHAU
La 3 mai 1945, sur la demande du Dr. Marti, nous nous sommes rendus,M.Briquet et moi, à Dachau, pour prendre, à titre documentaire, quelques photographies du convoi macabre de Dachau comportant une quaranteine de wagons de chemin de fer dont une vingtaine environ sont encore chargés de cadavres de déportés politiques arrivés on ne sait d’où, comment et à la suite de quelles circonstances.


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Rapport du Dr. Descoeudres sur DACHAU - mai/juin 1945

Annexe: illustration photographique
(7 planches, au total 30 photos)
Genève, 31 juillet 1945

Nous sommes arrivés au camp de Dachau bien des jours après sa libération par les Américains, si bion que les
conditions s’étaient déjà transformées et beaucoup ameliorées. Nous avons eu cependant des témoignages directs de tout ce qui s’y était passé auparavant. D’autres Délégués du CICR seront mieux à même de parler du camp de Dachau s’y étant trouvés au moment de sa libération.


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La villa palladiana quale esito di una nuova tipologia, dove le necessità pratiche della vita agricola sono tradotte in forme inedite e in un linguaggio nuovo ispirato all’architettura antica, ha senza dubbio un punto di approdo definitivo in villa Emo.


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