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| I VENETI D'EGITTO | Padova, 29 ottobre 2011. Un altro medico di consolato fu Prospero Alpini di Marostica che in Egitto studiò la pianta del caffè da lui poi introdotta in Europa.
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In copertina
| GUALTIERO MARCHESI. IL GRANDE ASSENTE AD ANTIRUGGINE |
Castelfranco, 21 novembre 2009. Tutti con ansia si aspettava il Grand Chef che avrebbe dovuto accompagnare con qualche spiritosa battuta il suo caro amico Bob Noto, ritrattista (schietto) di piatti da tavola. Invece un imprevisto di carattere tecnico-contabile lo ha tenuto "prigioniero" nel suo splendido Ristorante di Erbusco. Abbiamo dovuto accontentarci di un saluto del dr. Saran, che ha saputo comunque coprire la prestigiosa assenza-essenza della cucina italiana con semplicità e pochi giri di parole. Le foto di Bob Noto sono piaciute, alcune delle quali molto riuscite. A prima vista semplici, geometriche, colorate e allineate su un muro di Antiruggine (scritta arancione) rigorosamente bianco con il pavimento grigio. L'accompagnamento del violoncellista maestro Mario Brunello, trasgressivo al massimo, ci ha regalato cinque pezzi di musica scritta da prigionieri, destinati alla pena di morte. Ce l'ha messa tutta, facendoci vibrare pensieri nascosti che avevamo dimenticato: Libertà! A 400 metri dallo spazio Antiruggine si celebrava la Giornata del Carabiniere nel Duomo con sindaci, autorità e un centinaio di militi, giovani o in pensione. Due mondi opposti (forze dell'ordine e carcerati) ma uniti nella libertà di pensiero.
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| GUALTIERO MARCHESI A TAVOLA CON BOB NOTO E MARIO BRUNELLO: PIATTI E RITRATTI DA RACCONTARE |
Castelfranco Veneto, 21 novembre 2009 (di Jeanne Belhumeur). Un inedito per noi che non possiamo permetterci di affrontare in questi tempi almeno una volta un solo piatto firmato da Marchesi, sederci nel suo accogliente Ristorante Albereta di Erbusco (Brescia). "Creare è tipico dell'artista; - non c'è arte dove non c'è creazione. Non è una dote innata, cioè nel senso che si nasce artisti, ma lo si diventa. In materia d'arte, il creatore autentico non è solo un essere dotato, è un tale che ha saputo strutturare in vista del loro fine un intero gruppo di attività, di cui l'opera d'arte è il risultato. E' così che per l'artista la creazione inizia dalla visione. Vedere è già un atto creativo, che esige impegno...." . Bastano queste quattro righe tratte da un articolo pubblicato in Le Courrier de l'UNESCO (ottobre 1953) di Henri Matisse, che ci è passato per caso sotto mano, per capire dove possiamo essere sabato pomeriggio all'Antiruggine di Arianna e Mario Brunello? Crediamo proprio di sì. "Fare meno cucina" è il cavallo di battaglia di Marchesi, che gli fa da eco il violoncellista e lo stravagante "modernista" Bob Noto che, assieme per la prima volta nella storia dell'arte si uniscono per dire sottovoce: La Cultura fatta di diverse discipline ci aiuta a diventare più grandi ma sempre sottovoce.
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| VERONA IN ATTESA DI: Corot e l’arte moderna. Souvenirs et Impressions | Verona, 18 novembre 2009 (echi di cronaca). La mostra Corot e l’Arte moderna è il primo progetto espositivo frutto della collaborazione fra il Musée du Louvre e il Comune di Verona che si terrà a Verona dal 27 novembre 2009 al 7 marzo 2010 presso la sede del Palazzo della Gran Guardia. L’esposizione, curata da Vincent Pomarède, conservatore capo del Dipartimento di Pittura del museo francese e organizzata dal Museo Civico di Castelvecchio di Verona, è una mostra del tutto inedita, pensata appositamente per Verona e dedicata a Jean-Baptiste Camille Corot (1798-1875), ritenuto “l’ultimo dei classici e il primo dei moderni”, prodigioso creatore di universi poetici e di invenzioni plastiche, sia per quanto riguarda la rappresentazione della natura sia per la figura umana.
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| L’arte in sabbia di John Gowdy. Omaggio a Giorgione |
Castelfranco Veneto, 18 novembre 2009 (di Angelo Miatello). "L’Arte in Sabbia. Omaggio a Giorgione” è il titolo della mostra che John Gowdy ha realizzato appositamente per il Museo delle Fornaci Baghin di Via dei Prai, 2 a Castelfranco Veneto che sarà visitabile dal 28 novembre al 26 febbraio dell’anno prossimo. Si tratta di quattro gruppi scultorei che rappresentano ciascuno un tema: dal ritratto dei fondatori delle fornaci con un inno all’arte in sabbia ad un omaggio a Giorgione con la sua “inseparabile Pala Costanzo”, passando obbligatoriamente ad una stupenda Natività ambientata in una la veduta del Castello con il monumento a Giorgione, opera dello scultore Benvenuti. Il progetto con il generoso sostegno della Ditta Baghin è stato studiato dall’artista statunitense in collegamento con gli eventi giorgioneschi che coinvolgeranno l’intera comunità della Castellana, per il Quinto centenario della morte del grande artista rinascimentale (1510-2010). L’evento espositivo di John Gowdy nel Museo delle Fornaci Baghin sarà anche occasione unica per intrattenere gruppi familiari e scolaresche nel cimentarsi con le sculture in sabbia, oltre ad ammirare la trasformazione di opere d’arte d’autore da bidimensionali a tridimensionali.
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| The Arts of Fashion Symposium 2009 – Oct 24-28, 2009 |
Dear Arts of Fashion Friends,
Please find attached the Press Release from the last October Symposium & Competition at Drexel University which was presided over by Professor Susan Scafidi, in homage to her tremendous work for the copyright in fashion. http://www.arts-of-fashion.org/Symposium/images/pressrelease11092009.pdf
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| AL GRATTACIELO PIRELLI. LA REGIONE LOMBARDIA DÀ LUCE ALL’ARTE |
Milano, 8 novembre 2009 (echi di cronaca a cura di A. Miatello). Dal 3 dicembre 2009 al 28 febbraio 2010, una grande esposizione presenterà importanti opere realizzate tra Rinascimento e Barocco, di autori quali Giovanni Cariani, Moretto da Brescia, Romanino, Giovanni Battista Moroni, Camillo Procaccini, Fra’ Galgario ed altri, provenienti dal patrimonio delle Istituzioni Ospedaliere Lombarde. La facciata del Pirelli, con l’ausilio di tecnologiche proiezioni a tutta altezza, diverrà un grandioso schermo che rifletterà i dipinti e alcuni loro particolari, facendo arrivare i colori e i soggetti al cuore dei cittadini con suggestiva forza scenica. Dal 3 dicembre 2009 al 25 aprile 2010, l’Artbox “A tu per tu con...” farà entrare i visitatori nei segreti della storia di alcuni capolavori di Antonello da Messina, Tiziano Vecellio, Francesco Hayez, Mario Sironi, in uno spazio esclusivo e privilegiato, dedicato a una sola opera.
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| LA PALA DI GIORGIONE NEL MUSEO DELLE FORNACI BAGHIN. INTERVISTA A JOHN GOWDY |
Castelfranco Veneto, 6 novembre 2009 (Intervista di A. Miatello). John Gowdy è considerato uno dei massimi scultori di opere in sabbia, cui sono stati assegnati diversi premi ("Awards") e progetti culturali. Nella storia della Pala di Giorgione (detta anche Pala di Castelfranco del 1500) si possono contare appena una o due riproduzioni - a titolo amatoriale - e un altro paio di copie ma limitate solo al cavaliere armato (immaginandolo persino Gaston de Foix, nipote del re Luigi XII). La Pala di Giorgione, nonostante sia stata ampiamente studiata e considerata dalla popolazione locale come parte imprescindibile della propria storia, non cessa di essere avvolta da misteri e significati dal doppio senso. C'è chi la vede in un continuo dialogo con il defunto Matteo, figlio del committente siculo-cipriota Costanzo (già viceré di Cipro, condottiero mercenario al servizio della Serenissima) e c'è chi invece la considera essere stata un mezzo per dimostrare il proprio rango sociale del committente e con l'aggiunta di indefinibili significati "filosofici" (il paesaggio sebbene possa sembrare facile - castello, fanti, pianura boschiva - è illimitato, all'infinito, che va oltre la cornice). Partigiani dell'una o dell'altra scuola, alla fine è sempre la "pala" che ci trasmette qualcosa che altre opere d'arte dello stesso "formato" invece non riescono. Già il nome "Pala" se detto così per la maggior parte della gente è un badile. "Dunque anche la sua abbreviazione porta ad evidenti confusioni più antropologiche che letterarie". John Gowdy cerca nella sua bravura di costruire dalla semplice sabbia che le nostre montagne e fiumi producono una Pala tridimensionale. Una grande scultura collocata nel Museo delle Fornaci Baghin che impressiona per la prodezza, i particolari toccati da una mano d'artista e l'allestimento scenografico studiato.
Veder la Pala di Giorgione di queste dimensioni rimarrà un Guinness nella storia. Chissà perchè nessuno mai prima a Castelfranco in cinque secoli abbia pensato di riprodurla come scultura, alla maniera di Michelangelo per la Pietà? E anche stavolta un "imported" - per rubare una parola all'artista sudafricano-olandese Kendell Geers, attualmente in mostra al Mart di Rovereto - ha dato lustro all'opera più importante di Giorgione e del Rinascimento (per queste affermazioni mi prendo totalmente la responsabilità). I retroscena li spiegheremo in conferenza stampa alla vernice del prossimo 13 o 14 novembre in situ. Mentre l'inaugurazione è fissata per sabato 28 novembre alle ore 15 con la presenza di politici, prelati e appassionati d'arte.
Perchè ti è venuto in mente di fare questa enorme scultura di 50 metri di lunghezza?
Ottima domanda... a volte lo chiedo a me stesso anch'io....Ho sempre desiderato realizzare un grande progetto da solo. Forse così se qualcosa non ha una buona riuscita c'è solo una persona da biasimare. L'area espositiva è lunga 27 metri, larga 4 metri e sono scolpite circa 50 tonnellate di sabbia.
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| SANDRO CHIA ALLA TRIENNALE BOVISA |
Milano, 7 novembre 2009 (echi di cronaca, a cura di A. Miatello). Dal 10 novembre 2009 al 15 gennaio 2010 la Triennale Bovisa presenta un particolare progetto espositivo dedicato a Sandro Chia, uno dei grandi artisti della Transavanguardia. La mostra, a cura di Maurizio Vanni, è costruita su un duplice binario. La prima parte, squisitamente espositiva, presenta un'importante selezione di video, disegni su carta e oli su tela: opere inedite, realizzate appositamente per la mostra, che propongono una sorta di racconto autobiografico sulla vita e il lavoro dell'artista. La seconda parte corrisponde a un calendario di incontri che durante il periodo della mostra vedranno l’artista e il curatore indagare, attraverso la forma del dialogo, argomenti di interesse contemporaneo attraverso ottiche non convenzionali.
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| REDAZIONE AIDANEWS | Graziella Andreotti (Rovigo) Antonio Antonioni (Ferrara) Jeanne Belhumeur (Montréal) Enrico Bernasconi (Lugano) Alcide Boaretto (Padova) Manlio Brusatin (Sassari) Fabia Cigni (Padova) Giorgio De Novellis (Padova) Adriano Donaggio (Venezia) Daniele Donegà (Rovigo) Maria Paola Forlani (Ferrara) Michèle Garzon (Aix-en-Provence) Maria Luisa Graziani Sartori (Cinisello B.) Fabio Giuliani (Milano centro) Daniele Macca (Treviso) Angelo Miatello (Treviso) François Monnier (Genève) Maria Cristina Nascosi Sandri (Ferrara) Marica Rossi Salgarelli (Vicenza) Lavinia Savini (Bologna) Giorgio Sparisi (Treviso) Madeleine Vallon (Genève) Franco Vanzo (Treviso) Giselle Walkievich (Roma) Jacopo Zorzi (Venezia) |
| Villa Emo a Fanzolo di Vedelago (Palladio 1558) | La villa palladiana quale esito di una nuova tipologia, dove le necessità pratiche della vita agricola sono tradotte in forme inedite e in un linguaggio nuovo ispirato all’architettura antica, ha senza dubbio un punto di approdo definitivo in villa Emo.
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