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Architettura
| PALAIS LUMIERE DI PIERRE GARDIN: ENAC FA DIETRO FRONT |
Venezia, 24 luglio 2012. Enac si sta convincendo che il Palais Lumière di Pierre Cardin (grattacielo) è "a norma". Di sicuro per ora c’è solo la comunicazione di Vito Riggio, presidente dell’Ente nazionale dell’aviazione civile, al sindaco di Venezia Giorgio Orsoni. Lunedì, a pochi minuti dall’avvio del consiglio comunale, che dopo più di cinque ore di discussione ha espresso sì alla partecipazione del sindaco alla conferenza, Riggio ha avvisato: «Ove il rischio venga escluso, nella responsabile consapevolezza della rilevanza dell’opera e in piena autonomia, giungerà immediatamente parere positivo». | Solo la settimana scorsa pareva che i vincoli aeroportuali (non si possono superare i 145 metri d’altezza entro i 18 chilometri dallo scalo Marco Polo) avessero messo la pietra tombale sopra il mega progetto che occupa 19 ettari e arriva a 255 metri d’altezza. In Veneto era subito scoppiato il caos. In difesa del Palais si sono schierati il presidente della Regione Luca Zaia («Una grande occasione di sviluppo, di visibilità e di cultura da non perdere» ha ribadito lunedì) e la Provincia di Venezia, da Ca’ Farsetti il direttore generale del Comune e il direttore di Urbanistica sono corsi a Roma all’Enac e anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è interessato alla vicenda. In consiglio comunale, però, pochi hanno votato no (Fds, Gruppo Misto, Movimento 5 stelle; la civica In Comune si è astenuta) ma il sì della maggioranza di centro sinistra è a denti stretti. Avessero potuto votare «ni» ieri in molti l’avrebbero fatto. Il motivo? Venezia sta facendo i conti con troppe opere promosse con toni trionfalistici finite in un nulla di fatto come il «buco» del nuovo palazzo del cinema al Lido e il gemello a Mestre all’ex ospedale Umberto I. E così lunedì Pd e Lista civica In Comune hanno chiesto verifiche e garanzie sul progetto. Che non è solo l’edificio da 255 metri con residenza, alberghi, uffici, università della moda e centri di ricerca sull’innovazione: il Palais promette di rifare il volto della terraferma tra nuova viabilità, tram, piazze pubbliche e passerella ciclopedonale sul ponte della Libertà. «L’intervento ha una forte capacità innovativa - ha detto Orsoni -, occuperà tra le 4 e le 5 mila persone e investirà oltre 1,4 miliardi di euro ». Lega Nord, Pdl e civica Impegno per Venezia e Mestre (l’ex Lista Brunetta) promuovono senza remore l’intervento e ringraziano Cardin per aver scelto di costruire in 19 ettari di area industriale degradata. Pd e gli ex Verdi di In Comune sono invece più titubanti, il progetto per loro rischia di essere calato dall’alto e di non tenere conto degli altri piani di sviluppo della città. Per Udc, Idv e Psi non bisogna perdere l’occasione ma Cardin va controllato. A chi poi ieri ha steso un tappeto rosso a Cardin, l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin ha detto: «L’opera è fuori dall’ordinario e impone controlli e verifiche, il Palais a rigore non c’entra niente con Porto Marghera il cui rilancio è un’altra storia: dipende da processi complessi su aree e bonifiche, certo è meglio avere di fianco il Palais di un inceneritore ma la riqualificazione è altro».
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| L'11. ARCHITETTURA VISTA DA ALCIDE BOARETTO | |
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