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  90.Festival Lirico Verona
DIECI E LODE ALL'AIDA DI DOMINGO (maestro) E SUSANNA EGRI (coreografa)

Arena di Verona, AIDA, Festival internazionale dell'opera lirica

Verona, 28 luglio 2012 (di Angelo Miatello). Oggi è stata la volta di Placido Domingo a salire sul podio per dirigere la nona recita di Aida, con una ripresa prevista per giovedì 2 agosto, giorno in cui Domingo terrà una conferenza stampa in Sala Maffeiana sul prossimo festival del centenario. I posti, a differenza di mercoledì scorso, erano quasi tutti esauriti. I nomi di famosi artisti ed una serata molto calda di fine luglio hanno certamente contribuito al successo.

Manca tuttavia il grande e caloroso pubblico emiliano, lo si sente, ci confida garbatamente una hostess. La scenografia hollywoodiana, nello splendido scenario delle gradinate di duemila anni fa, meriterebbe da sola un bel voto. Non si parla quasi mai di questo, forse perchè si danno per scontati la grandiosità, i dettagli, una macchina scenica che può essere cambiata ogni mezz'ora. Se uno per la prima volta prende posto all'Arena difficile che non si innamori. Lo spettatore straniero, in generale, è preparato. Ama la musicalità, il raccontare una storia, a volte intricata, passionale, il melodramma italiano. La direzione del maestro e grande tenore Placido Domingo che, con Verona ha un legame affettivo decennale, è più che azzeccata. Il suo modo di dirigere l'orchestra sembra "in modo solidamente tradizionale, ma con scarso approfondimento, accompagnamenti di routine e qualche difetto tecnico" - scrive un recensore su una rivista on line. Forse costui sarà stato impegnato con il suo telefonino ad inviare messaggi? Per noi invece e per l'intero pubblico, Domingo è un grande anche come maestro perchè, a differenza di altri, sa cosa vuol dire un'opera grandiosa e storica come l'AIDA. Secondo noi la sente sotto la sua pelle e lo si è capito più di una volta. Ha un lungo curriculum alle spalle, dirige due importanti teatri americani. Ha dimostrato che sa svolgere due ruoli diversi: quando canta è straordinario, molto apprezzato dal grande pubblico. E chi non lo vorrebbe!. Quando invece veste i panni di un direttore d'orchestra, è un po' diverso, sembra "lineare, tradizionale", invece pian, piano che l'opera si sviluppa nei suoi quattro atti, Placido diventa parte integrante dei cantanti, dei musici o del coro. Diciamo che è un direttore inside non sopra le parti, poco frequente nella storia dell'opera, almeno secondo la nostra modesta conoscenza. Ma è bravo e alla fine la sua "Aida" arriva felicemente in porto, accolta da grandi applausi, ed è quanto ci si aspetta da una "Aida" areniana.
Gli interperti principali sono un gruppo eterogeneo, che nelle sedici rappresentazioni del programma areniano, si modificano. E' Ambrogio Maestri nei panni di Amonasro, re etiope padre di Aida, che ha il maggior numero di presenze (dieci). Apre le danze Il Re Faraone d'Egitto (Carlo Cigni, basso) con un Radamés (Jorge de León, tenore) che ha una voce ancora giovanile, duttile e luminosa, da tenore lirico, ma abbastanza robusta da reggere il peso di "Ergerti un trono vicino al sol", "Gli dei mi ascoltano...tu mia sarai...", e "Sacerdote, io resto a te". Oksana Dyka nei panni di Aida è più coinvolgente con un timbro pieno di attrattive. Tichina Vaughn contralteggia e scolpisce un'Amneris autoritaria e virile. I due principali soprani, Dyka e Vaughn, ci hanno piaciuto di più rispetto ai tenori, anche se il baritono Ambrogio Maestri nella veste di Amonasro con il suo vigore quando entra in scena ridimensiona tutti; Giorgio Giuseppini (il capo dei sacerdoti Ramfis, basso), Antonella Trevisan (Sacerdotessa), Enzo Peroni (Un messaggero), nei loro limitati ruoli hanno dato un buon contributo. Magnifica la coreografia con il balletto che ha accompagnato la prima ballerina Myrna Kamara. La coreografia, curata da Susanna Egri è alla sua diciassettesima rappresentazione. Si può dire "perfettamente equilibrata" con quinte studiate al minimo particolare che ricreavano un'atmosfera di rimando ad un'epoca intramontabile dove la sacralità si confondeva con gli umani. Quasi ad essere di fronte ad un grande libro di foto dell'Antico Egitto, di quelli però tridimensionali che come apri le due pagine, lo scenario si "alza" con il semplice movimento della mano. La scena del trionfo è suggestiva, molto spettacolare e finalmente che non ha nulla con le Aida che spesso vengono "montate" e sono Kitsch. Merita di ritornarci.

AIDA
Opera in 4 atti di Giuseppe Verdi - Libretto
di Antonio Ghislanzoni
Direttore Plácido Domingo - Regista Gianfranco de Bosio - Coreografia
Susanna Egri.
Interpreti Il Re Carlo Cigni la figlia Amneris Tichina Vaughn Aida Oksana Dyka Radames Jorge de León Ramfis Giorgio Giuseppini Amonasro Ambrogio Maestri Sacerdotessa Antonella Trevisan Un messaggero Enzo Peroni Prima ballerina ospite Myrna Kamara


 
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