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| IL LAZZARETTO NUOVO | Lazzaretto Nuovo è un'isola della laguna veneta di circa nove ettari di area posta all'inizio del canale di Sant'Erasmo. Monastero benedettino durante il Medioevo, nel 1468, per decreto della Serenissima, divenne lazzaretto con compiti di prevenzione dei contagi: ospitava i magazzini che servivano per esaminare le merci sospettate di essere infettate dal morbo della peste.
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Curiosità
| PER L'8 MARZO GLI ARCHEOLOGI REGALANO UNO SCHELETRO DI DONNA VAMPIRO |
Venezia, 7 marzo 2009 (brevi di cronaca). Per la festa della donna gli archeologi regalano una straordinaria scoperta: portano alla luce i resti di uno scheletro femminile probabilmente appartenente ad una Donna Vampiro. "È stato ritrovato con un mattone in bocca come fosse stata 'impalata' (il termine si usa anche in questo caso) per impedire ogni movimento alle mandibole. Il corpo ritrovato ha permesso così agli studiosi di ipotizzare che, stante le usanze indotte dalla superstizione medioevale (il periodo dovrebbe essere compreso fra ’400 e ’500), potesse trattarsi di una cosiddetta 'donna vampiro' " - ci confida la soprintendente al telefono. (L'isola fa parte del Sistema Bibliotecario Museale - SBMP della Provincia di Venezia e degli Itinerari Turi stici (Progetto UE) del Comune di Venezia. Visite all'isola Da aprile a settembre l'isola sarà visitabile sabato e domenica, con visite guidate alle ore 9.45 e alle ore 16.00 (corse ACTV, con partenza da Venezia-Fondamente Nuove alle 9.00 e alle 15.30, da Treporti alle 9.07 e alle 15.22). Gruppi su prenotazione).
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Ma a fare la scoperta è il team di Matteo Borrini, docente del dipartimento di Scienze antiche dell’Università di Firenze, esperto di archeologia forense e antropologia fisica, che dalla fine dal 2006 ha condotto una serie di scavi e approfondimenti con un gruppetto di ricercatori tra i quali la sezione veneziana dei Gruppi archeologici d’Italia e altre organizzazioni di settore. "Non sarebbe male che ora ci arrivassero anche un po’ di fondi per continuare" - ci sottolinea un po' preoccupato per il futuro non tanto roseo. Proprio in questi giorni, dopo aver illustrato la sua ricerca nel maggio scorso in un convegno di settore a Firenze, Borrini ha presentato il suo studio a Denver, negli Stati Uniti, durante i lavori dell’American Academy of Forensic Sciences. "L’idea che questa donna fosse una vampira - precisa Borrini - è probabilmente dovuta alle fasi di decomposizione del cadavere che, all’occhio dei becchini del tempo che riempivano le fosse comuni dei morti appestati, continuava ad avere una propria fattezza umana. La decomposizione provoca nella salma una serie di trasformazioni: i gas contenuti in corpo gonfiano l’addome; la pressione di essi, assieme all’effetto della macerazione delle carni e degli organi interni, provocano delle emorragie che, di conseguenza, comportano delle fuoriuscite di sangue dal naso e dalla bocca". "Ed è a questo punto - riasssume il professore - che nasce e si sostanzia la "leggenda". Questa donna, con ogni probabilità, risultava non decomposta nella tremenda fase dell’inumazione dei cadaveri degli appestati, tanto che nei seppellitori deve essersi venuta a creare la consapevolezza che, proprio il suo gonfiore, fosse dovuto al fatto che "bevesse" e si nutrisse del sangue degli altri morti. Ed ecco quindi che a poco a poco si è venuta a creare la figura dei "non morti" ovvero dei vampiri che, dopo essersi nutriti del sangue altrui, sarebbero potuti uscire fuori dalla tomba e contagiare con la peste altre persone". E quindi il mattone in bocca doveva servire per mettere a freno psicosi collettive che avrebbero potuto traumatizzare ancor di più la gente già condannata o terrorizzata dalla peste. "Per questo - conclude Matteo Borrini - gli addetti alla sepoltura degli appestati inserivano un mattone nella bocca di questi morti "sospetti", in modo che non potessero più riaprirla". Non è solo una questione scientifica, ma anche antropologica. "Nell'Europa del XVII secolo - esordisce il professore - era diffusa la credenza che ci fosse uno stretto rapporto tra epidemie e vampiri, e in particolare tra pestilenza e un tipo di vampiro, il "nachzehrer" ovvero il masticatore di sudario, o divoratore della notte, "apparso" per la prima volta in Polonia attorno al Trecento. In sostanza si credeva che la salma, avvolta nel sudario, fosse in realtà ancora vivente, perchè "masticava" le parti del tessuto usato per la sepoltura in corrispondenza della bocca, per poter così succhiare il sangue altrui. É evidente che tutto ciò era dovuto invece esclusivamente agli acidi sprigionati dalla decomposizione". Dopo queste affermazioni possiamo raggrellarci perchè viene fatta giustizia. Il gentil sesso ha dovuto per secoli soccombere alle dottrine ecclesiastiche che si sono mescolate con fantasticherie le più assurde.  Un'altra storia (letta oggi sul Corriere, a pagina 20) che non ci lascia tranquilli è quella di aver scomunicato due medici brasiliani (Rivaldo Albuquerque) che hanno eseguito un aborto su una bimba di nove anni che era stata seviziata e violentata da un uomo. E guarda caso l'arcivescovo brasialiano José Cardoso Sobrinho alla domanda come mai non abbia scomunicato il violentatore ha così risposto: "il suo è un reato e un peccato enorme, ma la Chiesa non c'entra, Ci penserà la giustizia. Ma non c'è crimine peggiore dell'aborto". E da qui si può capire tutto, quando la Chiesa naturalmente è governata da uomini. Sbaglia Alex Russello del Corriere del Veneto con il suo solito affondo moralista contro il maschio in generale (pag. 6*). Alla base c'è una cultura dove il maschio si conforma. Non viceversa! Strano che non lo capisca. Perchè i suoi esempi sono solo un elenco di reati che possono essere commessi da ambedue i sessi. Ma quasi tutti questi reati da lui elencati sono perpetrati anche in Inghilterra, in Francia, in Svizzera. Ma se per caso in Afghanistan un uomo vecchio può comperarsi una bambina di 11 anni e sposarsela (e disprre del suo corpo e grembo come gli pare e piace) non è un problema di "MASCHIO" ma di cultura! Com'era un problema di cultura fino a vent'anni fa quando i siciliani ("terroni") avevano preso l'abitudine di rapire una ragazza minorenne (o sotto i 18) per poi lasciarla in cinta e costringere i suoi genitori ad accettare di sposarsi ("L'INTERRUZIONE E' UNA CONDANNA"). Siccome la chiesa non ha mai condannato simili reati ....caro Russello, tutto è sempre filato liscio.
*(CIAO MASCHIO CHE TI FAI DEBOLE CON LA TUA FORZA)
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