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Itinerari Culturali
| IL GIOVANE TIEPOLO: UDINE RI-CHIAMA MASSANZAGO |
Udine, 5 giugno 2011 (Miatello.news). Si è inaugurata al Castello di Udine la mostra "Il giovane Tiepolo. La scoperta della luce". Prestiti italiani e internazionali ricostruiscono una singola fase della ricerca artistica di Giambattista Tiepolo, il periodo giovanile, prima del soggiorno a Udine nel 1726. Ci sono 33 grandi tele e disegni originali, prove accademiche e bozzetti preparatori, a mostrare come il Tiepolo maturasse via via una diversa interpretazione della luce sulla tela o sull'affresco. In alcuni casi, è possibile osservare direttamente il mutare della pittura del Giambattista, come in alcune opere del ciclo di Ca’ Zenobio, nelle quali si riconoscono gli interventi dell’autore in tempi diversi.
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Gli affreschi di villa Baglioni di Massanzago (attuale Municipio) entrano a pieno titolo in questa mostra diretta da Giuseppe Pavanello e Vania Gransinigh, in quanto sono anch'essi del primo periodo del giovane pittore veneziano. Il catalogo ne dà ampia descrizione in base alle recenti analisi scientifiche condotte da Gianluca Poldi che permette di approfondire la tecnica pittorica impiegata dal ventiquattrenne Tiepolo che già dimostra di possedere "una piena sensibilità cromatica, non solo per la sapienza coloristica, ma anche per gli accostamenti e la capacità di ottenere tonalità varie." E si scopre che il Tiepolo usò tra i vari blu e azzurri, anche "il blu di Prussia, detto blu di Berlino, fatto inconsueto per l'epoca in quanto pigmento sensibile agli alcali". Ecco che si teorizza che "il giovane pittore non conoscendo a perfezione questo nuovo colore (usato non per la pittura murale nel 1704-05 da Johann Jacob Diesbach e da poco commercializzato) lo abbia comunque sperimentato nelle pareti, esclusivamente alle ombre della veste che cinge l'Ora che aggioga i cavalli, in primo piano (parete est), alternandolo al blu di smalto usato per le luci. Solo attraverso le immagini a infrarosso si nota la differenza dei due blu che è più scuro quello di Prussia". I Massanzaghesi potranno finalmente capire l'importanza di questa mostra che indirettamente li accomuna in un progetto identitario che dovrà essere da un lato fortemente legato alla memoria artistica e culturale e dall'altro aperto al futuro, in termini di cretaività e sviluppo sostenibile. La villa Baglioni oggi dispone anche di un parco, da poco "restaurato" alla perfezione, che possono rappresentare assieme un punto di riferimento per un turismo di qualità (detti anche itinerari monotematici). Come del resto abbiamo registrato con l'entrata in vigore del Piano regionale di valorizzazione turistica delle Ville Venete con la relativa "Carta dei servizi" che ogni soggetto proprietario della villa deve sottoscrivere.
Il tema della luce, su cui si basa la mostra udinese del 2011, "costituisce un cardine della poetica del Tiepolo, ma anche un elemento che ritorna in filigrana nella storia delle ville venete che sono strettamente legate al paesaggio dove sono sorte, e saremmo poco lungimiranti perdere anche questa occasione di gemellaggio virtuale. Auspico un coinvolgimento del mio Consiglio comunale, cui appartengo, che si senta pienamente attratto da questa inesauribile ma fragile ricchezza culturale. Perchè lasciarsi sfuggire una qualche sinergia con il Museo Diocesano e i Civici Musei di Udine sarebbe un peccato mortale. Il nostro Tiepolo deve essere maggiormente conosciuto e valorizzato". (C. Malvestio).
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