Rivista AIDANEWS | Museo Giorgione | Fashion Law | Ass. AIDA | Galleria So!o Arte | Per Castelfranco | ASIAC

Com'è sorta l'idea di creare AIDANEWS

Revue Culturelle de Droit de l'Art 

 

        Durante i primi anni '90 del secolo scorso, a Ginevra, grande  porto franco, era sorto un gruppo di liberi professionisti del commercio dell'arte, capitanato dal Prof. Avv. Pierre Lalive, ordinario di diritto internazionale privato. Avvocati, notai, consulenti, critici, artisti, restauratori, soggetti di diritto, galleristi, collezionisti privati e pubblici, furono invitati in diversi incontri di carattere internazionale per discutere sul "diritto dell'arte", cioè dell'aspetto legale che regola il rapporto tra venditore ed acquirente di un oggetto d'arte, della sua conservazione, del suo trasferimento da uno Stato all'altro. La Svizzera aveva, come gli Stati Uniti d'America,  una legislazione che permetteva la libera circolazione delle opere d'arte come qualsiasi altra merce. Il problema sorgeva qualora queste opere d'arte fossero "sparite" illegalmente dal proprio territorio d'origine.

        La regola consolidata era quella nel depositare come "oggetto", l'opera d'arte o il vaso etrusco con regolare documentazione del Ministero delle finanze nei "Caveaux" (magazzini generali) del porto franco ginevrino, luganese, zurichese, ecc. per cinque anni, indi poteva uscire ed essere esportata all'asta di Londra o di New York         o altrove con regolare permesso di transito senza nessun impedimento di carattere internazionale. Dal Liechtenstein bastavano sette giorni! Nel gergo questo passaggio è noto come "blanchiment d'oeuvre d'art ou d'argent sale (lavaggio d'opera d'arte o di denaro sporco)".

        La fuga di reperti archeologici, di intere collezioni private, di opere d'arte talvolta di dubbia provenienza seguiva questo percorso ben studiato da chi intendeva evadere il fisco nazionale, o preferiva ricapitalizzare il proprio patrimonio in valuta pregiata (franchi o dollari).

        Dall'altra parte c'era anche la grande corsa di fondazioni straniere o di ricchi collezionisti nell'accaparramento di opere d'arte per arricchire le proprie dimore. Un giro vorticoso di denaro sporco legato talvolta al traffico di armi e di droga. L'archeologia come l'arte delle società primarie (Africa Oceania) ha rappresentato (e rappresenta tuttora) una miniera d'oro. Ne sanno qualcosa i Carabinieri del Ministero per i Beni Culturali che ogni anno riescono a recuperare solo una minima parte del saccheggio perpetrato ai danni del nostro patrimonio italiano. 

        Dopo tanti anni di dibattiti e di opinion leader, ed il merito va soprattutto al Prof. Lalive e ai suoi seguaci, anche il Paese di Guglielmo Tell si è dato finalmente una regolata, almeno per uniformarsi agli altri ordinamenti giuridici.

        Il 21 novembre 2001 il Consiglio federale di Berna ha approvato la legge di ratifica della Convenzione UNESCO 1970 e la legge sul trasferimento dei beni culturali. Così si legge nel rapporto inviatoci in redazione AIDANEWS "Negli ultimi decenni, il patrimonio culturale di numerose regioni di tutto il mondo è stato gravemente danneggiato da scavi archeologici abusivi, furti ed esportazioni illecite. La comunità internazionale degli Stati ha risposto  a questi sviluppi con una serie di convenzioni, a cominciare dalla Convenzione UNESCO del 14 novembre 1970 concernente le misure da adottare per interdire e impedire l'illecita importazione, esportazione e trasferimento di proprietà dei beni culturali (Convenzione UNESCO 1970), cui hanno aderito fino ad oggi 91 Stati".

        Con il nuovo millennio finalmente anche la Svizzera pone fine o perlomeno limita il rango d'azione del commercio illegale di opere d'arte. Rimane ancora qualche dubbio per aver scelto un termine di restituzione per i beni culturali rubati, fissato nella legge a trent'anni."Quel che è rubato", aggiunge il consigliere nazionale Hans Widmer, "è rubato e basta, poco importa se dopo trenta o cent'anni. Le vicende sui furti d'arte nella Seconda guerra mondiale e le esperienze con i vecchi fardelli della Rivoluzione russa - avvenimenti che fanno affiorare anche dopo diverse generazioni importanti beni culturali e problemi irrisolti - mostrano con chiarezza come siano mutati i termini della questione: di fatto, in caso di furto di un bene culturale non dovrebbe poter essere possibile alcuna acquisizione in buona fede, gli anni trascorsi non possono avere importanza. La vittima di un furto dovrebbe riottenere la sua proprietà - punto e basta. Perciò è giunto il momento di affrontare finalmente le cose di petto emanando una legge sul trasferimento dei beni culturali veramente degna di questo nome"(cf. Ufficio Federale della Cultura, n°5, 2002). 

            A Ginevra sorse il Centre du Droit de l'Art (CDA), fondazione svizzera di diritto privato, che ha saputo in questo decennio crearsi prestigio e fama nel variegato mondo dell'arte. Il CDA è riuscito in molte occasioni a far da volano e a promuovere nell'opinione pubblica l'interesse per regolamentare un'attività che spesso veniva relegata a comportamenti individuali o statuali che potevano ledere i principi generali del libero mercato e/o della salvaguardia del patrimonio. Ha organizzato seminari e pubblicato importanti resoconti di esperti su argomenti specifici, mantenendo un livello dottrinale alto.   

        A fianco di queste esperienze internazionali, alcune persone indipendenti hanno avuto l'idea di allargare il campo d'azione sull'arte, in particolar modo coinvolgendo le diverse discipline, che avessero comunque in comune la tutela del diritto d'autore e del patrimonio storico culturale. Non solo dunque il commercio dell'arte, o aspetti di carattere privatistico internazionale, ma anche l'aspetto storico, culturale, sociale e pubblicistico di tutte le Arti.  E' stata fondata l'Associazione Internazionale del Diritto e dell'Arte (AIDA), di cui il progetto di Statuto fu discusso dai soci fondatori a Vienna e Ginevra. Mentre a Busseto, in casa di Giuseppe Verdi, fu solennemente festeggiato. Qualche settimana più tardi lo Statuto fu sottoscritto presso il Notaio dr. Tassitani di Castelfranco Veneto (13 novembre 1994). L'AIDA ha organizzato convegni, incontri, seminari nell'arco di questi dieci anni, pubblicando in contemporanea gli atti e i materiali dei relatori. Un archivio ricco di contributi di carattere scientifico e fotografico. Gli è stata conferita una medaglia di riconoscimento "Croix d'honneur" per le molteplici iniziative rivolte alla salvaguardia del patrimonio.   

        Nel 1993 si stampa in edizione speciale, con la tipografia dell'Università ginevrina, una News dell'AIDA. La prima copertina è di Oscar Girardin. Dal 1994 si chiamerà ufficialmente AIDANEWS, periodico diretto da Jeanne Belhumeur e Angelo Miatello, docenti-ricercatori all'Università ed iscritti ambedue all'AJS (Association des Journalistes Suisses).

        AIDANEWS nasce dall'esigenza di testimoniare, di proporre e di dibattere argomenti attinenti al diritto dell'Arte. L'idea è venuta ai fondatori durante un convegno internazionale interdisciplinare promosso a Vienna dall'Institut du Droit et des Pratiques des Affaires Internationales della Camera di Commercio Internazionale di Parigi, in cui emerse la necessità di sviluppare i rapporti tra i vari settori delle Arti. Insomma si volle dare risposta all'esigenza espressa da più interlocutori di formazione culturale umanista per incrementare i contatti tra i giuristi, i critici, gli artisti, gli storici e gli operatori economici che spesso "ragionano per proprio conto".

        AIDANEWS perciò dà e continuerà a dare spazio alle idee e alla ricerca, alle proposte e alle opere che contribuiscono con la promozione della cultura del "diritto dell'Arte". La nostra Rivista vuole essere uno strumento d'informazione per la tutela contro ogni attacco della libertà di espressione e del patrimonio artistico, promuovendo una nuova regolamentazione della lecita circolazione dei beni culturali privati.

        Si suddivide in cinque sezioni: la prima sezione con articoli, o un dossier tematico o una controversia; la seconda con argomenti di attualità , la terza con recensioni e cronaca su Arti Visive, Cinema, Musica, Danza, Teatro, Architettura (quanto di meglio riesca ad offrire la Biennale di Venezia), la quarta con Itinerari Culturali, la quinta con informazioni generali ed un forum per dibattiti aperti.   

         L'adesione alla Rivista è gratis e l'invio di articoli, dossier e informazioni per la loro pubblicazione viene sottoposta ad una normale routine redazionale. La libertà d'espressione è inviolabile, impegnando solo ed esclusivamente il proprio autore.  

         AIDANEWS è la prima rivista periodica interdisciplinare virtuale che tratti aspetti culturali, giuridici, economici e sociali  dell'Arte.

        I Direttori responsabili di redazione sono stati: Angelo Miatello (1992-1993-1995, in co-redazione dal 1997-2002), Jeanne Belhumeur (1995-2002), ambedue iscritti all'Association des Journalistes Suisses. Ci si avvale della collaborazione di Michèle Garzon (1995, Parigi), Nathalie Doucet (Cincinnati, USA), prof. Robert Severino (Washington D.C., USA), prof. Giovanna Melegari (Parma), dr. Isabella Spanò (Parma), Giorgio De Novellis (Padova), Zidane Meriboute (Ginevra), prof. Marina Spinedi (Roma), dr. Maria Emanuela Vesci (Roma), Lucilla Trapazzo (Lucerna), dr. Antonio Antonioni (Ferrara), ing. Carlo Valery (Castello di Godego), arch. Marco Todescato (Vicenza), arch. Fabia Cigni (San Martino di Lupari), prof. arch. Tullio Cigni (Venezia),  Michèle Charlot (Parigi), Philippe Houeix (Parigi), Nadia Menon (Castelfranco Veneto), Madeleine Vallon (Ginevra), Victor Monnier (Ginevra), dr. Ola Sòdestròm (Losanna), arch. Elena Cogato Lanza (Ginevra), Paul Marti (Ginevra), avv. Jean-François Gareau (Montreal), Luigi Russolo (Treviso), Vanni De Conti (Cessalto di Piave), Alcide Boaretto (Padova), gen. dr. Roberto Conforti (Roma), Leone Parolo (Montagnana), Nazzareno Manganello (Tombolo), Camille Doucet (Parigi), Stefano Filippi (Venezia).

La cura editoriale e grafica è di Jeanne Belhumeur e Angelo Miatello, i servizi fotografici sono di Franco Vanzo e Alcide Boaretto, in esclusiva per AIDANEWS e FASHIONLAW. Il software e l'ambiente operativo in Internet è di Nicola Cassolato. 

Torna su

 

Mappa del sito 0,3599