Rivista AIDANEWS | Museo Giorgione | Fashion Law | Ass. AIDA | Galleria So!o Arte | Per Castelfranco | ASIAC

Buon compleanno Giuseppe Verdi: 10 ottobre 1813

Viva Verdi: Giuseppe Verdi  Più di due secoli fa nasceva Giuseppe Verdi, ed oggi 13 ottobre lo festeggiamo perchè ci ha portato fortuna. Abbiamo preso spunto da una delle sue più famose opere liriche per "ingentilire" la sigla della nostra Associazione che compie anch'essa ben dieci anni di attività, da quando è nata nei banchi dell'Università di Ginevra e di Washington D.C..

Gli dedichiamo questa scheda in onore anche alla bellissima giornata trascorsa nella sua casa natale a Busseto, grazie all'organizzazione dell'amico Vittorino Magnani che si prodigò moltissimo nel far venire autorità ed intellettuali al Teatro di Fidenza. Giuseppe Verdi nasce il 10 ottobre 1813 a Roncole di Busseto, in provincia di Parma. Il padre, Carlo Verdi, è un oste, la madre invece svolge il lavoro della filatrice. Fin da bambino prende lezioni di musica dall'organista del paese, esercitandosi su una spinetta scordata regalatagli dal padre. Gli studi musicali proseguono in questo modo sconclusionato e poco ortodosso fino a quando Antonio Barezzi, commerciante e musicofilo di Busseto affezionato alla famiglia Verdi e al piccolo Giuseppe, lo accoglie in casa sua, pagandogli studi più regolari ed accademici. Nel 1832, dunque, Verdi si trasferisce a Milano e si presenta al Conservatorio, ma incredibilmente non viene ammesso per scorretta posizione della mano nel suonare e per raggiunti limiti di età. Poco dopo viene richiamato a Busseto a ricoprire l'incarico di maestro di musica del comune mentre, nel 1836, sposa la figlia di Barezzi, Margherita. Nei due anni successivi nascono Virginia e Icilio. Intanto, Verdi comincia a dare corpo alla sua vena compositiva, già decisamente orientata al teatro e all'Opera, anche se l'ambiente milanese, influenzato dalla dominazione austriaca, gli fece anche conoscere il repertorio dei classici viennesi, soprattutto quello del quartetto d'archi. I. Nel 1839 esordisce alla Scala di Milano con "Oberto, conte di San Bonifacio" ottenendo un discreto successo, purtroppo offuscato dall'improvvisa morte, nel 1840, prima di Margherita, poi di Virginia e Icilio. Prostrato e affranto, non si dà per vinto. Anzi, proprio in questo periodo scrive un'opera buffa "Un giorno di regno", che si rivela però un fiasco. Amareggiato, Verdi pensa di abbandonare per sempre la musica, ma solo due anni più tardi, nel 1942, il suo "Nabucco" ottiene alla Scala un incredibile successo, anche grazie all'interpretazione di una stella della lirica del tempo, il soprano Giuseppina Strepponi. Iniziano quelli che Verdi chiamerà "gli anni di galera", ossia anni contrassegnati da un lavoro durissimo e indefesso a causa delle continue richieste e del sempre poco tempo e disposizione per soddisfarle. Dal 1842 al 1848, dunque, compone a ritmi serratissimi. I titoli che sforna vanno da "I Lombardi alla prima crociata" a "Ernani" da "I due foscari" a "Macbeth", passando per "I Masnadieri" e "Luisa Miller". Sempre in questo periodo, fra l'altro, prende corpo la sua relazione con Giuseppina Strepponi. Nel 1848 si trasferisce a Parigi, iniziando una convivenza alla luce del sole con la Strepponi. La vena creativa è sempre vigile e feconda, tanto che dal 1851 al 1853 compone la celeberrima "Trilogia popolare", notissima per i tre fondamentali titoli ivi contenuti, ossia "Rigoletto", "Trovatore" e "Traviata" (a cui si aggiungono, spesso e volentieri anche "I vespri siciliani"). Il successo di queste opere è clamoroso. Verdi, conquistata la giusta fama, si trasferisce con la Strepponi nel podere di Sant'Agata a Busseto, dove vivrà gran parte del tempo. Nel 1857 va in scena "Simon Boccanegra" e nel 1859 viene rappresentato "Un ballo in maschera". Nello stesso anno sposa finalmente Giuseppina Strepponi. Dal 1861 alla sua vita artistica si aggiunge anche l'impegno politico. Viene eletto deputato del primo Parlamento italiano e nel 1874 è nominato senatore. In questi anni compone "La forza del destino", "Aida" e la "Messa da requiem", scritta e pensata come celebrazione per la morte di Alessandro Manzoni. Nel 1887, all'incredibile età di ottant'anni dà vita all'"Otello", confrontandosi ancora una volta con Shakespeare mentre nel 1893, con l'opera buffa "Falstaff", un altro unico e assoluto capolavoro, dà addio al teatro e si ritira a Sant'Agata. Nel 1897 muore Giuseppina. Verdi invece muore il 27 gennaio 1901 all'Hotel de Milan.

Torna su

 

Mappa del sito 0,0781