
Articolo di: Redazione AIDANEWS
Pubblicato il: 05.11.2002
In breve:
La mostra è suddivisa in cinque sezioni: Impressionismo 1874-1879; Impressionismo 1880-1883; Impressionismo e oltre: 1884-1890; Rodin; Van Gogh
150: tra dipinti sculture e disegni, che giungono da tutto il mondo a Treviso per testimoniare la ricchezza assoluta che ha segnato un'arte rivoluzionaria nuova.
a cura di Nazzareno Manganello | 23.03.2004
a cura di Redazione AIDANEWS | 22.10.2003
a cura di Redazione AIDANEWS | 18.10.2003
Comunicato stampa ed informazioni generali della mostra
Ormai dal 1998, Fondazione Cassamarca e Linea d'ombra hanno posto la città di Treviso, con le mostre importanti che si stanno susseguendo nella Casa dei Carraresi, in una posizione di assoluto rilievo sulla scena artistica internazionale. Il programma, avviato definitivamente nel 2000 con La nascita dell'impressionismo, e proseguito nel 2001 con l'esposizione tanto fortunata dedicata a Monet, continua con l'analisi serrata del tempo impressionista, di alcuni tra i suoi protagonisti principali e di quanto da esso si è venuto sviluppando anche nei decenni successivi. Viene dunque adesso ripercorso il tempo che intercorre proprio tra la prima esposizione impressionista, nel 1874, e l'ultima, l'ottava, del 1886, che già segna un passaggio fondamentale compiuto, con l'opera di Signac e soprattutto di Seurat. Quella mostra venne visitata da Van Gogh, che ne fu estremamente colpito, e da questa sua forte adesione nasce, nella presente rassegna di Treviso, proprio "l'età di Van Gogh", come recita la seconda parte del titolo. Suddivise in cinque sezioni, sono addirittura 150, tra dipinti, sculture e disegni, le opere convocate da tutti i cinque continenti a Treviso per testimoniare la ricchezza assoluta determinata dalla rivoluzione di un'arte nuova. Moltissimi sono i capolavori che la mostra allinea, a cominciare da quella che è una delle icone di tutta l'arte moderna, l'immagine indimenticabile del Seminatore di Van Gogh, nella sua versione più ampia e riconosciuta. Opera che, da sola, vale il viaggio a Treviso. Ma non è certamente l'unico caso, se si pensa ai nomi che nella mostra sono compresi: Boudin, Manet, Monet, Cézanne, Renoir, Pissarro, Sisley, Degas, Caillebotte, Morisot, Cassatt, Guillaumin, Gauguin, Toulouse-Lautrec, Seurat, Signac, Van Gogh, solo per dire dei più noti e tutti raccolti negli anni felici del loro dipingere. Paesaggi, nature morte e ritratti: niente è stato trascurato per creare nel modo migliore il gusto di un'epoca, e un clima, che sono ormai entrati nella leggenda.
Marco Goldin (curatore della mostra)
Progetto scientifico: le cinque sezioni della mostra
I. Impressionismo 1874-1879
Nella sezione introduttiva della mostra trovano posto tutti i nomi storici che hanno contribuito alla affermazione della cosiddetta "nouvelle peinture", quella che trova ufficialmente il suo atto di nascita nell'esposizione dell'aprile 1874 a Parigi, presso lo studio del celebre fotografo Nadar. Fu, quello, l'inizio di una storia che avrebbe rivoluzionato dalle fondamenta il corso della pittura moderna. E questa prima sezione lo indica in maniera inconfutabile. Dapprima affrontando la questione del "plein-air", con il dialogo ormai maturo tra Boudin e Monet, con alcuni capolavori sia dell'uno che dell'altro che occupano per intero la prima sala di Casa dei Carraresi. E tra essi varrà ricordare soprattutto le pitture di Monet del 1874 ad Argenteuil, che segnano un punto d'arrivo fondamentale proprio nella resa atmosferica dei soggetti. Perché poi il tema del paesaggio è ovviamente uno dei cardini di questo capitolo, con il lavoro di Sisley, Pissarro, Cézanne, Guillaumin, la stessa Berthe Morisot con le vedute dell'isola di Wight. A questo si associano i due dipinti, rarissimi, di un Gauguin non ancora trentenne, tra i quali il vero capolavoro di questo tempo suo aurorale, gli Alberi di melo all'Hermitage. Ma occorre ricordare che la mostra di Treviso ricostruisce anche il grande trittico di Gustave Caillebotte dedicato alle rive del fiume Yerres, mai più esposto insieme dalla mostra del Grand Palais di Parigi di dieci anni fa, riunendo in questo modo opere di proprietà pubblica e privata. Ma non è da meno la parte riservata alla ritrattistica, con Manet, Degas e soprattutto Renoir, di cui sono presenti diverse immagini dipinte nella seconda metà del decennio, in quell'oscillare nobile tra la cultura accademica del Salon e le novità impressioniste. Tanto da fare di questo pittore il vero punto di giuntura tra un mondo di prima e un mondo di poi.
II. Impressionismo 1880-1883
Sul finire degli anni settanta, proprio il successo di Renoir al Salon mette in crisi alcune delle certezze del gruppo impressionista. A questo si aggiunge l'aspra critica di Cézanne, che indica non nel colore ma nella costruzione con il colore la giusta strada da imboccare. Sono dunque, gli anni a cavallo tra i due decenni, tempo di una rimessa in discussione di molti tra i punti di forza che avevano caratterizzato un'epoca quasi tutta felice, se non altro negli esiti della pittura. Proprio da questa congiuntura, per Monet come per Cézanne, per Gauguin come per Degas solo per accennare a qualche nome celebre, prenderà il via un periodo che sarà denso di straordinarie novità. In questa seconda sezione, quindi, si incontrano tutti gli artisti già presenti in quella precedente, secondo l'idea di una prospettiva che se per qualcuno è appunto di avanzamento, per altri è celebrazione dei medesimi modelli pittorici. Tra i tanti capolavori, spicca certamente il caposaldo della scultura di Degas, la Danzatrice di quattordici anni, esposta nella mostra impressionista del 1881 e tale da essere un altro dei prestiti straordinari visibili a Treviso. Grazie poi alla collaborazione con il Musée Toulouse-Lautrec di Albi, si possono vedere anche tredici opere del grande pittore francese, in un decennio, quello degli ottanta, per lui quasi d'esordio e assolutamente poco noto al grande pubblico. Quando, tuttavia, è più forte il contatto proprio con taluni tra gli impressionisti.
III. Impressionismo e oltre: 1884-1890
Ormai il tempo maturo dell'impressionismo volge al suo termine e la mostra indica questo rovesciarsi della china verso esperienze che non mancheranno di influenzare Van Gogh al suo presentarsi a Parigi. Il lavoro di Seurat e di Signac resta imprescindibile per questo mutamento, ma anche l'opera di quasi tutti gli altri protagonisti ha non pochi spostamenti, con nuove aggregazioni come quella tra Gauguin, Bernard e Sérusier bene esemplificata in mostra. Ma forse al centro di tutta la sezione sta la straordinaria parete con i ritratti in rosso che Paul Cézanne dedica alla moglie, unitamente alla superba natura morta detta Il tavolo di cucina che arriva dal Musée d'Orsay. Tanto da fare, di questa sezione cézanniana, cui si uniscono una seconda natura morta con i fiori e un paesaggio di assoluto silenzio delle forme, uno dei punti centrali dell'intera esposizione. Da poter dialogare alla pari con la nuova idea del colore in Monet, con il sintetismo di Gauguin, con l'astrazione del colore in Degas, naturalmente con la lezione fondamentale di Seurat. Perché l'impressionismo, mentre si chiude il suo tempo, apre a nuove e ancora sconosciute prospettive.
IV. Rodin
La preziosa collaborazione con il Musée Rodin di Parigi permette di ammirare a Treviso dieci sculture, tra le quali spicca Eustache de Saint-Pierre, il protagonista dell'episodio che ispirò poi il capolavoro dei Borghesi di Calais. Un fascino, quello di questa scultura, ancora più grande per essere stata esposta nella storica mostra Monet-Rodin del 1889, presso la galleria di Georges Petit. Da allora Rodin è riconosciuto non solo come il più grande scultore dell'Ottocento, ma come l'unico che, con una definizione che ancora fa discutere, possa dirsi impressionista. Bronzi, gessi e marmi, collocati in un nuovo spazio appositamente predisposto, consentono dunque di ripercorrere il decennio, centrale per l'opera di Rodin, degli anni ottanta, in alcuni casi con opere che sono piccoli studi preparatori. Di fronte a queste sculture, Rainer Maria Rilke, nel 1902 suo giovane assistente, dichiarò commossa la sua ammirazione nelle pagine della struggente biografia pubblicata nel 1903.
V. Van Gogh
Circa quaranta opere di Van Gogh, tra dipinti e disegni, chiudono così incredibilmente la mostra. In questo modo evidenziando una presenza che sempre più diventerà centrale nella pittura in Francia, pur partendo dal tempo aurorale olandese. E in effetti questa sezione, che si configura davvero come un evento nell'evento già di per sé straordinario, è realmente una rassegna monografica, grazie a un numero tanto consistente di opere. E per il fatto, anche, di non tralasciare alcuno dei periodi e dei temi entro i quali si sviluppa il lavoro di Vincent Van Gogh. E' evidente che la presenza di opere di simile qualità - ed è sufficiente osservare soltanto alcune tra le immagini comprese in queste pagine, per comprenderne il valore assoluto all'interno dell'opera del pittore - non sarebbe stata possibile senza il generosissimo contributo di musei e istituzioni importanti in tutto il mondo. Non sarà allora inutile ricordare i quattro prestiti del Van Gogh Museum di Amsterdam, i tre Van Gogh che giungono dalla straordinaria Fondazione Bührle di Zurigo, tra cui il celeberrimo Seminatore al tramonto, e poi il contributo tradizionale del Musée d'Orsay, del Museo di San Paolo in Brasile, del Musée d'Art et d'Histoire di Ginevra. Tutti insieme, con altri prestatori ancora (il Rijksmuseum di Amsterdam e il Boijmans van Beuningen di Rotterdam, solo per dire di due tra i più prestigiosi nella parte dedicata al disegno), a rendere possibile questa sezione, francamente inimmaginabile a priori, dedicata a Vincent Van Gogh. E trascorso il periodo olandese, tra l'altro con uno dei capolavori di quel tempo presente a Treviso, Il viale con i pioppi dal Van Gogh Museum, l'attenzione della mostra si concentra sul tempo di Parigi prima (serrato, tra gli altri, il confronto mai proposto prima tra le due versioni del Restaurant de la Sirène dal Musée d'Orsay e dall'Ashmolean Museum di Oxford), anche con tre autoritratti dell'epoca, e su quelli ancor più noti, e conclusivi, di Arles, di Saint-Rémy (con due versioni degli Uliveti tra gli altri) e di Auvers, dove Van Gogh trascorre le sue ultime settimane di vita. Quell'accensione dei colori così amata dal grande pubblico, colori che a loro volta accendono le ultime tre sale di Casa dei Carraresi, perché la visita a questa mostra resti come un fatto indimenticabile.
Comitato scientifico della mostra "L'impressionismo e l'età di Van Gogh"
CURATORE: Marco Goldin, Storico dell'arte, direttore di Linea d'ombra. COMITATO SCIENTIFICO: Valentina Anker,Storica dell'arte, Ginevra; Alexandra Murphy, Storica dell'arte, Williamstown; Rodolphe Rapetti, Conservatore Capo, Direzione del Patrimonio dei Musei di Francia, Parigi; MaryAnne Stevens, Collection Secretary e Senior Curator, Royal Academy of Art, Londra; Richard Thomson, Professor at the University of Edinburgh, Edinburgh.
Cenni su "Linea d'ombra"
Nata alla fine del 1996 da un'idea di Marco Goldin, che ne è il direttore, Linea d'ombra, che ha sede a Conegliano (Treviso) in un palazzo del XVII secolo, si occupa dell'organizzazione di mostre d'arte. Fornisce la gestione completa di un'esposizione curando, in partenariato con aziende leader nei rispettivi settori, i trasporti e l'assicurazione delle opere, così come l'aspetto promozionale e pubblicitario, la segreteria e, in collaborazione con lo studio Esseci di Padova, l'ufficio stampa. Nella stesura dei diversi progetti scientifici, si avvale anche della collaborazione dei migliori studiosi italiani e stranieri, che contribuiscono, assieme ad altri studiosi di fama internazionale, ugualmente alla stesura dei saggi pubblicati in catalogo. Effettua dunque, per i tipi di Linea d'ombra Libri, la redazione e la stampa di volumi d'arte e di cataloghi dalla raffinata veste editoriale. Dal 1999 sono circa cinquanta i volumi pubblicati. Dal dicembre del 1996 ha curato la realizzazione di molte esposizioni, soprattutto nelle sedi di Casa dei Carraresi a Treviso e nella Galleria comunale di Palazzo Sarcinelli a Conegliano, oltreché in numerose altre città italiane. In questo arco di tempo, Linea d'ombra ha seguito la preparazione di esposizioni dedicate, tra l'altro, all'opera di importanti pittori italiani contemporanei, come Ennio Morlotti, Gianfranco Ferroni, Piero Guccione, Zoran Music. Inoltre, Sutherland, ritratti (1996), Da Monet a Morandi, paesaggi dello spirito (1997) e la prima grande retrospettiva dopo la morte dedicata a Schifano. Il 1998 è stato l'anno di Da Van Gogh a Bacon e Da Fattori a Burri, visitate da 110 mila persone e premiate dal credito delle istituzioni e alcuni prestigiosi musei europei. Dopo questa esposizione, Linea d'ombra è impegnata, con la Fondazione Cassamarca di Treviso, in un progetto pluriennale di grandi eventi di rilievo internazionale: Da Cézanne a Mondrian, in Casa dei Carraresi a Treviso, è stata un'ulteriore tappa di approfondimento nello studio dell'arte moderna europea. Il successo che l'ha accompagnata, con i quasi 200 mila visitatori, l'ha portata a essere la terza mostra più frequentata del 1999 in Italia. A questa è seguita, nel 2000, La nascita dell'impressionismo (235 mila visitatori), per giungere quindi, nel 2001, alla prima grande retrospettiva mai ospitata in Italia sull'opera di Monet, visitata da circa 420 mila persone. Grande attenzione viene da Linea d'ombra riservata all'attività didattica, con la creazione di visite guidate e laboratori per le scuole all'interno delle sedi espositive. Da febbraio 2001 l'attività dei laboratori didattici si è spostata anche all'interno delle scuole. Infatti, Linea d'ombra ha creato un gruppo di operatori specializzati che continueranno nelle scuole il lavoro iniziato con la visita e il laboratorio in mostra. Infine, dal mese di aprile 2002, Linea d'ombra ha aperto anche un proprio spazio espositivo (la mostra d'inaugurazione è stata dedicata a Morandi), con una sala conferenze multimediale e un'aula per i laboratori didattici e per i corsi di formazione, sempre all'interno degli ampi e suggestivi spazi del Palazzo della Regina di Cipro a Conegliano, ove tutti gli uffici di Linea d'ombra trovano posto.
I grandi eventi organizzati da Linea d'ombra: 1998 Da Van Gogh a Bacon; 1999 Da Cézanne a Mondrian; 2000 La nascita dell'impressionismo; 2001 Monet. I luoghi della pittura;
Informazioni e prenotazioni: Call Center di Linea d'ombra, tel. 0039.0438.21306 ; Orario call center Fino al 6/9: dal lunedì al venerdì ore 9 - 13.30. Dal 9/9: dal lunedì al venerdì ore 9 - 13.30 / 14.30 - 18.30, sabato 9 - 15
Email: biglietto@lineadombra.it Sito web: www.lineadombra.it
Ulteriori servizi redazionali saranno curati da Angelo Miatello, Jeanne Belhumeur, Alcide Boaretto, Giorgio Sparisi, Fabia Cigni, Madeleine Vallon e Cinzia Giotta.