
Articolo di: Redazione AIDANEWS
Pubblicato il: 25.01.2004
In breve:
"Siamo il partito più votato degli italiani da 10 anni: chi per insipienza nega il ruolo storico e la rilevanza di Forza Italia semplicemente non ha il senso della storia e della democrazia".
"Ho trovato Berlusconi in forma splendida. Il suo discorso è stato ottimo, migliore di quello del '94". Così Marcello Dell'Utri commenta il discorso del premier al decennale di Forza Italia.
Il premier all'Eur celebra il decennale di Forza Italia, con un accurato lifting facciale
"Chi nega il ruolo storico di FI non ha il senso della storia e della democrazia". "Ai comunisti il lifting non è riuscito"
Roma, 25 gennaio 2004. "Siamo il partito più votato degli italiani da 10 anni: chi per insipienza nega il ruolo storico e la rilevanza di Forza Italia semplicemente non ha il senso della storia e della democrazia". Lo ha detto il presidente del Consiglio nel suo intervento al Palazzo dei congressi dell'Eur in occasione della kermesse organizzata per celebrare i 10 anni di Forza Italia. "La sinistra ha cercato di camuffarsi, si è fatta un lifting ma non gli è riuscito", ha detto ancora Silvio Berlusconi che nel suo intervento ha sferrato un duro attacco alla sinistra che "non ha perso il vizio, che nel suo dna, di tentare di eliminare per via giudiziaria gli avversari: un'attitudine malsana che fa parte del loro dna".
"Eccessiva presenza dello Stato, un peso improprio dei sindacati, un eccessivo assistenzialismo, infiltrazioni di uomini comunisti in tutti gli organi dello Stato a partire dalla magistratura e infine anche la tentazione dell'Italia di giocare su vari tavoli di politica estera, minacciando così anche l'alleanza atlantica". Questi sono per Silvio Berlusconi solo alcuni degli effetti della presenza in Italia del più grande partito comunista d'Europa. Il premier lo ha detto nel suo intervento alla convention di Forza Italia. E ha aggiunto: "Il nostro Paese è stato avvelenato e insanguinato da una guerra civile permanente che in nessun Paese democratico è mai avvenuta".
Non risparmia i suoi attacchi contro i magistrati il premier. E a un certo punto Silvio Berlusconi legge integralmente un articolo scritto da «don Gianni» Baget Bozzo per rievocare il clima di dieci anni fa. Lo legge per intero, subissato dagli applausi dei forzisti al palazzo dei congressi, quando scandisce i passaggi più duri contro i magistrati di mani pulite: "Il fascismo - cita il premier - è stato meno odioso di questa burocrazia togata che usava la violenza in nome della legge. Borrelli, Colombo, Bocassini saranno sempre "signati nigro lapillo" come figure da ricordare con orrore, quelle del giudice iniquo". Berlusconi alla fine chiama sul palco il sacerdote e lo abbraccia con trasporto.
Un'ora e quaranta minuti di orazione tutta all'attacco, da apertura di campagna elettorale. Questo è stato il discorso di Silvio Berlusconi davanti ai suoi militanti. Un comizio dai toni quarantotteschi, con la prima parte dedicata al biasimo delle «figure d'orrore» dei pm di Mani pulite (non a caso affidata alla lettura di un articolo al vetriolo di Don Gianni) e al ricordo dello scampato «pericolo comunista". Tanto che a tratti sembrava quasi di risentire il Cavaliere dell'assemblea di An a Verona, quando fece distribuire ai congressisti centinaia di copie del "Libro nero del comunismo". La carica anticomunista, s'intende, ha come obiettivo indiretto non solo la Quercia ma anche Prodi, la Margherita e tutti quelli "che con il comunismo si dimostrano conniventi".
Il resto dell'intervento è stata una lunga, puntigliosa, rivendicazione dell'azione di governo. "Ci sono ancora tante cose da fare - annuncia dopo aver elencato la riforma del lavoro, della scuola, quella costituzionale, i cantieri delle grandi opere - tanti ostacoli, tanti nemici nostri e delle riforme. Ma abbiamo dimostrato di saper governare e siamo consapevoli di essere noi l'unica chance per il Paese". Se qualcuno si attendeva un'indicazione di prospettiva, oppure un qualche lume sulla verifica, è rimasto deluso. Agli alleati il Cavaliere si è rivolto con rispetto, senza frecciatine sul loro peso elettorale, ma anche senza concedere un'unghia sul piano del chiarimento.
"Quando i nostri alleati discutono tra di loro - osserva il premier - continuiamo ad invitarli a tenere a mente i risultati fin qui conseguiti insieme e a non offuscarli con le polemiche inutili". Il leader della coalizione invita quindi gli alleati (non li cita, ma difficile non pensare che abbia in mente An e Udc più che il Carroccio) a «rendersi conto» che gli elettori "non ci perdonerebbero mai di abbandonare l'impegno comune per insistere su quella via che abbiamo sempre denunciato: quella delle battute, delle polemiche, delle beghe politicanti".
"Dobbiamo lasciare ai nostri avversari il gioco della vecchia politica - insiste il premier - quella delle chiacchiere, delle baruffe, dei veti incrociati. I nostri elettori non ci perdonerebbero mai se non riuscissimo a tenere insieme la quadra della Casa delle libertà". La tirata contro le «beghe politicanti» si chiude con la più classica delle espressioni del dizionario berlusconiano: "Non ne possiamo più del teatrino della politica!". Si vedrà la prossima settimana, all'appuntamento con la verifica, quanto della «messa laica» del Cavaliere è stato recepito dai suoi partner.
Vanno in scena i festeggiamenti per il decimo anniversario della entrata sulla scena politica italiana di Silvio Berlusconi e della fondazione del partito Forza Italia nel raduno organizzato a Roma. I lavori della convention sono stati preceduti da un lungo video sui 10 anni di Forza Italia e sull'attività di governo trasmesso sui numerosi megaschermi collocati in diversi punti del Palazzo dei congressi. Berlusconi, in piedi, visibilmente commosso, ha poi cantato per intero l'inno di Forza Italia ed ha intonato alcune strofe dell'inno di Mameli. Il ministro della Difesa Martino, mano sul cuore, ha cantato in piedi tutto l'inno di Mameli. Al fianco di Berlusconi, anche il ministro degli Esteri Frattini ha cantato i due inni.
La sala che ospita le delegazioni di «azzurri» provenienti da tutta Italia era già gremita da ore. Sulla piazza davanti al Palazzo dei Congressi, un altro maxischermo è stato installato per chi non dovesse riuscire a trovare posto. E intanto c'è già chi vende per 15 euro le bandiere di Forza Italia e i portatelefonini con sopra scritto «festa azzurra». Sono sei mila le persone presenti al palazzo dei Congressi dell'Eur, secondo la stima fornita dagli organizzatori, per il decennale di Forza Italia. Tra le altre cifre della kermesse da registrare i 488 giornalisti accreditati, i 40 pullman provenienti da tutta Italia (12 dalla Toscana) e due voli charter.
Riportiamo un servizio di articoli apparsi sulla stampa richiestoci dai nostri affezionati lettrori
LE REAZIONI di amici e nemici
I magistrati: «Ennesima aggressione»
Roma, 25 gennaio 2004. È «grave» il paragone tra il fascismo e la «burocrazia togata» usato dal premier Silvio Berlusconi. Si tratta dell'ennesima «aggressione» contro la magistratura da parte di chi, come presidente del Consiglio, dovrebbe «rispettare» invece la sua funzione e «quindi la Costituzione stessa». Il segretario dell'Associazione nazionale magistrati Carlo Fucci, uno dei leader della corrente moderata di Unicost, replica duramente alle parole pronunciate dal premier durante la manifestazione per il decennale di Fi. «È grave -denuncia il "numero due" dell'Anm- che ancora una volta il fascismo sia utilizzato come termine di paragone positivo. Il fascismo è stata la negazione dei diritti e della libertá dei cittadini, mentre i magistrati e la funzione loro attribuita dalla Costituzione operano e devono operare per la tutela dei diritti di tutti i cittadini che ad essi si rivolgono, quindi per la libertá e l'uguaglianza degli stessi».
"Siamo al delirio. Quelli di Berlusconi sono giudizi deliranti". Lo ha detto il segretario nazionale dei Ds Piero Fassino, commentando le dichiarazioni del premier in occasione della celebrazione del decennale di Forza Italia. Fassino è tornato anche sulle affermazioni di ieri di Berlusconi sull'euro: secondo il segretario dei Ds va cambiata la politica economica e una delle responsabilità di questo Governo è quella di non aver esercitato «controlli sull'euro». "Quando c' eravamo noi - ha concluso - adottammo precauzioni per evitare speculazioni, ma il ministro Tremonti, che è contro l'euro, ha smantellato ogni sistema di controllo".
"Ho trovato Berlusconi in forma splendida. Il suo discorso è stato ottimo, migliore di quello del '94". Così Marcello Dell'Utri commenta il discorso del premier al decennale di Forza Italia.
"Berlusconi: ovvero dietro il lifting niente". Con questa battuta Vannino Chiti, coordinatore della segreteria Ds, commenta il discorso di Berlusconi. "Il presidente del Consiglio - prosegue Chiti - parla di un mondo e di un'Italia che non c'è. Nel migliore dei casi mi ricorda Indro Montanelli che lo dipingeva come un grande comunicatore non solo perché controlla i mezzi di comunicazione del nostro paese, ma perché è cosi bugiardo che convince prima di tutto se stesso che le bugie che dice sono invece verità".
"Un discorso ottimo, completo di tutto il programma di Forza Italia e del suo governo. Il giusto messaggio per le prossime elezioni". Così il ministro per l'attuazione del programma, Claudio Scajola, commenta il discorso del presidente Silvio Berlusconi in occasione del decennale di Forza Italia.
Nessuna novità "neanche il tono plebiscitario della kermesse"" nell'intervento di Berlusconi all'Eur per il decennale di Forza Italia, secondo Gavino Angius, presente negli studi di La7 che ha trasmesso in diretta il discorso del presidente del Consiglio. Il presidente dei senatori Ds chiude secco il suo commento, a sua volta con uno slogan: "Invece che Forza Italia verrebbe da dire "Povera Italia"...".
Segue
1. Berlusconi è tornato: «La sinistra? Dice bugie». "Se i prezzi sono aumentati la colpa è dell'euro, checché ne dica Prodi". E sulla scuola arriva la difesa della riforma Moratti (Roma, 24 gennaio 2004).
2. Forza Italia cambia, più voti in provincia di Renato Mannheimer. SONDAGGI
3. Lifting berlusconiano: si ringiovanisce come fanno i grandi divi. «Ho soltanto fatto un tagliando Ma non ho smesso di lavorare»