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Ca' Pesaro e la Galleria internazionale d'Arte Moderna

CaDa ricordare che la famiglia Pesaro, di cui ebbe anche un Doge - Giovanni Pesaro- nel 1658, ospitava in questo palazzo le sue collezioni, ricche di capolavori di Giorgione, Bellini, Carpaccio, Tiziano, Tintoretto, poi dispersi all'asta a Londra nel 1830.

Angelo Miatello

Cenni storici del Palazzo di Ca' Pesaro. 1652: occorre un secolo per costruire il palazzo dei Pesaro, iniziato dal Longhena e dilatatosi nel tempo con le "rifiniture" dell'architetto Gaspari (noto dal 1680 al 1738). Il risultato finale di tale complessa vicenda è considerata  un esempio di accentuazione scultorea, monumentalità barocca e ricchezza luminosa (Wittwoker) che manifesta, a quasi due secoli dal Colussi e dal Sansovino, l'idea che i veneziani avevano di un palazzo-reggia, piuttosto articolato in pianta, ma ben lontano dalla radicale chiarezza tipologica proposta dal Sansovino a palazzo Corner della Cà Granda. Palazzo di Ca' Pesaro è un gigantesco immobile, come molti altri esistenti sul Canal Grande, che mette in risalto le virtù della scultura all'architettura. Sulla facciata principale vi è una parete inferiore a bugnato diamantato che si appoggia sopra un basamento fortemente plasmato con ironiche e beffarde teste. Sopra queste teste, si elevano due ordini di loggiato, profondamente segnati dagli aggetti scultorei (elementi sporgenti), con poggioli giocati su forme poliedriche, dove tutto il bagaglio linguistico della Rinascenza viene riutilizzato per attingere ad una scoperta deviazione da ogni regola classica, che non presenta la tensione ideale di un Borromini, ma, si esplica in edonistiche ricorrenze di valori chiaroscurali sintomatiche dell'intenzione celebrativa per la quale furono costruite (Fabia Cigni). Un paragone può essere fatto con Palzzo Rezzonico, oggi adibito a Museo del Settecento veneziano, che cominciato dal Longhena nel 1660 per un'altra famiglia di antichi patrizi in decadenza, quella dei Bon, e divenne poi, a partire del 1740, il punto d'appoggio per l'escalation di nobili nuovi, come appunto, i Rezzonico da cui provenne il papa Clemente VIII, nel 1758. Ma Palazzo Rezzonico è meno aggressiva di quella che caratterizza Palazzo Pesaro, ma l'uno e l'altro esprimono quel gusto per la dimora privata di tono principesco che segna la contraddizione di Venezia sullo scorcio tra Seicento e Settecento. Da ricordare che la famiglia Pesaro, di cui ebbe anche un Doge - Giovanni Pesaro- nel 1658, ospitava in questo palazzo le sue collezioni, ricche di capolavori di Giorgione, Bellini, Carpaccio, Tiziano, Tintoretto, poi dispersi all'asta a Londra nel 1830.

La Galleria internazionale d'Arte Moderna Ca' Pesaro di Venezia.

Sorta nel 1897, la Galleria internazionale d'Arte Moderna Ca' Pesaro di Venezia appartiene al Comune di Venezia. Ha sede a Ca' Pesaro, meraviglioso palazzo barocco affacciato sul Canal Grande. La Galleria internazionale d'Arte Moderna comprende opere dell'800 e del '900 italiano, insieme a opere interessanti di artisti europei dell'800 e primo '900: francesi, tedeschi, spagnoli, ecc. Gran parte delle opere più significative sono state acquistate in occasione di alcune delle prime edizioni della Biennale di Venezia. Tra queste figurano opere importanti di Pierre Bonnard, Marc Chagall, Max Ernst, Georg Grosz, Wassily Kandinsky, Gustav Klimt, Max Klinger, Joan Miró, Henry Moore, Emil Nolde, Martin Khnopff e Franz von Stuck. Tra gli artisti italiani figurano Angelo Morbelli, Umberto Boccioni, Giorgio De Chirico, Felice Casorati, Arturo Martini, Gino Rossi, Pio Semeghini, Carlo Carrà, Mario Sironi, Massimo Campigli e Giorgio Morandi. Purtroppo dopo gli anni Sessanta la Galleria inizierà il suo lungo declino che la porterà alla totale chiusura alla fine degli anni Settanta. La Galleria internazionale d'Arte Moderna di Venezia è stata considerata per lungo tempo uno dei migliori musei d'arte moderna italiani.

Orario e annotazioni pratiche. La Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Ca' Pesaro avrà questo orario per il pubblico dalle 10 alle 16 fino al 31 marzo 2003 e dalle 10 alle 18 fino al 31 ottobre. E' chiusa il lunedì. Il biglietto unificato, che consente l'accesso anche al Museo d'Arte Orientale, al terzo piano, è di 5,50 euro. Ingresso gratuito per i veneziani, i bambini fino ai 5 anni e i portatori di handicap. Per arrivare al Museo, prendere il vanext_220_32poretto della linea 1 e scendere a San Stae. Per informazioni, telefonare allo 041-5240695 o collegarsi all'e-mail mkt.museiØcomune.venezia.it. Al piano terreno sono ospitati i servizi al visitatore: informazioni, biglietteria, guardaroba, toilette, museum shop, caffetteria, ascensore. Pubblicata (Marsilio) una nuova guida al museo curata da Giandomenico Romanelli e Flavia Scotton. Per la riapertura le Poste hanno realizzato un annullo speciale emesso venerdì dalle 10 alle 16 e sabato dalle 10 alle 17, nello stesso museo. Apertura ufficiale sabato 30 novembre 2002.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

 

 


 
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