
Articolo di: Redazione AIDANEWS
Pubblicato il: 02.03.2003
In breve:
I valori spirituali saranno confinati nel Preambolo della futura Costituzione Respinti gli emendamenti proposti da Fini
Respinti gli emendamenti proposti da Fini. I valori spirituali saranno confinati nel Preambolo della futura Costituzione
di Claudio Lindner inviato a Bruxelles dal Corriere della Sera
Sì al «modello federale», no ai valori religiosi nella Costituzione, se ne parlerà solo in occasione del Preambolo. A giudicare dalle conclusioni tratte da Valéry Giscard d'Estaing nella conferenza stampa di ieri, il governo italiano esce sconfitto sui due punti più caldi e tormentati della Convenzione. Il termine «federale» verrà mantenuto nell'articolo 1 della nascente Costituzione, secondo Giscard, perché la maggioranza dell'assemblea si è espressa in questo senso.
L'emendamento presentato per conto del governo dal vicepremier Gianfranco Fini prevedeva invece la cancellazione dell'aggettivo «federale» e la sostituzione con una formulazione più neutrale per «evitare - sono le parole di Fini - la vecchia logica conflittuale tra metodo "confederale" (intergovernativo) e metodo "federale" (comunitario)». Un modo, si è spiegato, per non irritare di sicuro gli inglesi e forse anche la Lega, decisamente anti-federale. Allineato sulla maggioranza «federale» della Convenzione è invece Marco Follini (Udc), il quale ha però negato ieri scontri con Fini, limitandosi a parlare di «idee diverse».
Nel fatidico articolo 2 sui valori dell'Unione il governo italiano aveva suggerito di rendere esplicito «il riconoscimento delle comuni radici giudaico-cristiane». La maggioranza della Convenzione ha però risposto picche e la soluzione di parziale compromesso sarà quella di trovare una formulazione nel Preambolo. Qualora il Praesidium dovesse decidere di ricalcare l'impostazione della Carta dei diritti fondamentali, dovrà scegliere tra la versione francese (valori spirituali) o quella tedesca (spirituali-religiosi). Il Vaticano aveva chiesto di tenerne conto nell'articolato della nuova Costituzione per garantire alla norma un carattere più cogente rispetto al Preambolo. Sembra invece passare la linea più laica dei francesi, degli scandinavi, degli olandesi, di molti parlamentari socialisti, inclusi gli esponenti del centrosinistra italiano, a cominciare da Valdo Spini, firmatario di una proposta di legge sulla libertà religiosa in Italia. Il Praesidium ha ieri presentato un nuovo pacchetto di articoli, dal numero 24 al 33, relativi agli strumenti giuridici riclassificati in diverse categorie. In particolare scompaiono le direttive e al loro posto entrano in scena le leggi-quadro europee e le leggi europee, i regolamenti, le decisioni, i pareri. Chi governa la Convenzione replica alle critiche di lentezza dei lavori sottolineando i risultati finora raggiunti: su un totale di 48 articoli che formeranno il Trattato europeo sono stati finora discussi sedici articoli (martedì prossimo è stata convocata una seduta straordinaria per continuare il dibattito) e ne sono stati presentati altri dieci.
All'esplicita richiesta di accelerare i tempi fatta da Fischer, Villepin e dallo stesso Fini, si contrappone il malessere dei Paesi candidati dell'Est, il cui obiettivo è quello far slittare le conclusioni al secondo semestre del 2004, quando i nuovi saranno membri effettivi dell'Ue. La «campagna» dell'Est è sostenuta dagli svedesi, probabilmente preoccupati di non agitare troppo le acque in vista del referendum sull'euro di settembre. Lo scontro sulla tempistica è scoppiato forte alla riunione dei parlamentari nazionali, giovedì sera. E ha visto di fronte soprattutto gli italiani, interessati a chiudere tutto entro quest'anno durante il semestre di presidenza, e i polacchi, principali fautori del rinvio. clindner@corriere.it
vedi anche articolo tratto da Libération in questa stessa rubrica.