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80.735 frammenti del Mantegna si ritrovano assieme ..virtualmente

 

 

Padova, 7 giugno 2003. Sta prendendo forma il sospirato progetto di ricomporre i "mille" frammenti raccolti in centinaia di casse del Mantegna della Chiesa degli Eremitani, bombardata dagli alleati durante l'ultimo conflitto mondiale. Il bombardamento dell'11 marzo 1944 distrusse la cappella Ovetari della Chiesa degli Eremitani a Padova. Gentilmente concessi dalla Soprintendente ai Beni Storici e Artistici del Veneto, Anna Maria Spiazzi, sono esposti in alcune teche all'interno della stessa cappella, però chiusa al pubblico. In attesa che la questione si definisca, si può visitare la mostra fotografica "Progetto Mantenga", aperta da mercoledì (fino all'11 marzo 2004) nel transetto degli Eremitani, dedicata allo straordinario recupero degli 80.735 frammenti degli affreschi raccolti 60 anni fa tra le macerie. Di essi è narrata la storia. Dal "come erano" prima delle bombe al progetto di ricostruzione, almeno virtuale, operato grazie all'innovativo metodo elaborato da Domino Toniolo e Massimo Fornasier dell'Università di Padova.

Fotografati e analizzati al computer, i frammenti sono tornati almeno virtualmente al loro posto, macchie di colore sul bianco e nero delle vecchie foto del 1920. Purtroppo, della superficie originale si è salvato solo il 10 per cento. Ma è già tanto, per storici e appassionati dell'arte. Che mercoledì sera si sono stretti intorno alle autorità cittadine, agli Eremitani, per l'inaugurazione della mostra, in un clima commosso. "È un sogno di Padova oggi tramutato in speranza - commenta il sindaco Giustina Destro - Il capolavoro di Mantegna in parte potrebbe tornare a vivere ed essere immagine viva nei nostri cuori". Risultato ottenuto grazie alla sinergia tra imprese (la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo) e istituzioni (Soprintendenza, Università e Curia). E che è un ulteriore pezzo di strada verso la realizzazione di "un polo museale e monumentale che vada da Giotto a Mantenga". E il sindaco annuncia "per fine anno il restauro di palazzo Zuckermann, che ospiterà il nuovo museo di arti applicate e la fondazione Bottacin. Per rilanciare Padova come città veramente d'arte e cultura valorizzando e recuperando il nostro passato e la nostra identità culturale".

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