
Articolo di: Jeanne Belhumeur
Pubblicato il: 16.08.2003
In breve:
I rappresentanti del governo libico e gli avvocati delle famiglie delle vittime della strage di Lockerbie hanno firmato un accordo per la creazione di un conto bancario da 2,7 miliardi di dollari con cui pagare i risarcimenti
In cambio l'Onu revocherà le sanzioni economiche, primo passo verso l'avvio di colloqui per la revoca dell'embargo imposto dagli Stati Uniti d'America.
La Libia pagherà 2,7 miliardi di dollari di risarcimento alle vittime.
da Ginevra Jeanne Belhumeur
Vi ricordate delle bugie del dittatore Gheddafi e della compiacente sinistra europea?
Eravamo il 21 dicembre 1988, quando un Jumbo della Pan Am esplose, provocando la morte di 259 persone a bordo e di 11 abitanti della piccola cittadina scozzese Lockerbie. Da allora, ci son voluti ben quindici anni di processo basato su indagini, sempre smentite dai Libici, che attestavano invece la loro corresponsabilità. L'embargo deciso contro il paese del Nord Africa, molto conosciuto per essere uno dei principali finanziatori del terrorismo internazionale, servì comunque a far cambiare ulteriori progetti criminali al noto dittatore o perlomeno ad essere più cauto dopo aver subito alcune punizioni militari.
I rappresentanti del governo libico e gli avvocati delle famiglie delle vittime della strage di Lockerbie hanno firmato un accordo per la creazione di un conto bancario da 2,7 miliardi di dollari con cui pagare i risarcimenti. Lo ha rivelato l'avvocato Saad Djebbar che segue il caso dal 1992. L'accordo prevede la creazione di un deposito di garanzia nella Banca per la Composizione delle Vertenze Internazionali di Ginevra. Una settimana fa il governo libico si era detto pronto a pagare i risarcimenti alle 270 vittime della strage e a inviare una nota al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in cui si assume ogni responsabilità per la morte delle 259 persone a bordo dell'aereo Pan Am e degli 11 abitanti di Lockerbie uccisi dai rottami.
In cambio l'Onu revocherà le sanzioni economiche, primo passo verso l'avvio di colloqui per la revoca dell'embargo imposto dagli Stati Uniti d'America. Nel febbraio del 2001, un mese dopo la condanna di un agente segreto libico, accusato da un tribunale scozzese ed estradato da Tripoli dopo una lunga battaglia diplomatica, Gheddafi aveva detto che non avrebbe mai indennizzato le vittime della strage e che la Libia non era costretta ad accettare compromessi o a fare concessioni. Tripoli si era detta disposta a liquidare 10 milioni di dollari per ogni vittima. I primi quattro saranno pagati al momento della revoca delle sanzioni Onu. Altri 4 alla revoca dell'embargo statunitense e 2 milioni se e quando il Dipartimento di Stato americano toglierà la Libia dalla lista dei Paesi che sostengono il terrorismo.