
Articolo di: Redazione AIDANEWS
Pubblicato il: 17.11.2003
In breve:
Sono paesaggi urbani, figure in situazioni quotidiane, volti, corpi, spazi, presentati da Achille Bonito Oliva: il materiale visivo di partenza è deliberatamente elementare. Da qui, la Barberis muove
Questo mondo, queste visioni, interferiscono, come fossero un virus di lucidità, con il mondo tranquillo, mai veramente consapevole, delle nostre memorie, delle nostre aspettative.
Milano, 16 novembre 2003. Con una serie di vaste immagini digitali, elaborate e stampate su tela, Milena Barberis (Monza, 1951) fa un gran salto di tecnica e di qualità rispetto alla sua storia già autorevole.
Sono paesaggi urbani, figure in situazioni quotidiane, volti, corpi, spazi, presentati da Achille Bonito Oliva: il materiale visivo di partenza è deliberatamente elementare. Da qui, la Barberis muove in una sorta di continua, sottile, acuta metamorfosi visionaria, contaminando e sovrapponendo schegge visive, facendo ora incontrare ora collidere le forme. Ne nasce un mondo straniato e turgido, che la stampa vischiosa, dai colori sempre lievemente virati, contribuisce a far leggere come un reperto postmoderno. Questo mondo, queste visioni, interferiscono, come fossero un virus di lucidità, con il mondo tranquillo, mai veramente consapevole, delle nostre memorie, delle nostre aspettative. Sono tele che producono un cortocircuito virtuoso, fra una pelle attribuita alla visione mediatica e un repertorio cangiante di evocazioni e suggestioni che si moltiplicano.
Milena Barberis, Fondazione Mudima, Milano, sino al 27 novembre. Tel. 02.29409633