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Conferenza stampa in Provincia di Treviso per esporre la grande rassegna di Antonio Canova

 

Geniale e provocatoria l'immagine scelta e rielaborata dai giovani di Fabrica (Gruppo Benetton): il busto monumentale del Genio funerario, prima opera del Canova entrata in Russia, è stato tratto spunto per creare il manifesto, focalizzando l'attenzione su un particolare del volto e aggiungendovi una lacrima che nella statua non c'è.

Treviso, 17 novembre 2003. Ormai siamo al count down per la Mostra di Antonio Canova, infatti molte sue opere sono già arrivate con destinazione i rispettivi Museo Civico di Bassano e Gipsoteca di Possagno. Tutte le opere viaggiano via terra, eccezione fatta per un ritratto del grande scultore firmato da Rudolph Suhrlandt, proveniente dal Thorvaldses Museum di Copenaghen, trasportato in aereo e già a Bassano. Domani sono attese le grandi statue inviate da musei inglesi. Saranno oltre quattrocento alla fine le opere che si potranno ammirare, tra marmi, disegni, schizzi, dipinti, gessi e terracotte, incisioni, e per l'occasione il Museo Civico sta per essere completamente trasformato. Direttamente dal castello di Malmaison, vicino a Parigi, ultima casa in cui visse la consorte di Napoleone dopo essere stata ripudiata, è già arrivato il ritratto di Josephine de Beaurnaise opera di Francois Gerard e un grande ritratto di Bonaparte nel costume dell'incoronazione.

Da Marsiglia è giunto a Bassano un marmo ritraente Gavin Hamilton, di Cristopher Hewetson, mentre dal Museo di Ajaccio è stato trasportato un marmo opera di Antonio Canova: Joseph Fesch, fratellastro di Madame Mére, mamma di Napoleone.

Ancora dalla Francia, e precisamente da Montpellier, è giunta una delle teste ideali, Clio. Un altro esempio dello stesso soggetto giungerà in questo fine settimana da Milano assieme ad una Vestale e ad un ritratto di Canova opera di Giuseppe Bossi.

Cresce dunque la febbre d'attesa anche per le altre opere che arriveranno in settimana giungendo da tutta Europa, in particolare per i marmi del Museo Statale dell'Ermitage di San Pietroburgo e del Victoria and Albert Museum di Londra.

Dal Museo d'Arte Occidentale ed Orientale di Kiev arriverà inoltre per la prima volta in Italia "La Pace", tra le opere più significative del grande artista non solo per la qualità compositiva ma anche per la grande valenza simbolica che ancora conserva.

Stamane, nella sede della Provincia di Treviso in presenza dell'Assessore alla cultura dr. Marzio Favero e di altre autorità locali, è stata presentata la mostra che coinvolge anche il territorio della Marca e in particolare la Gipsoteca di Possagno, paese natio dell'artista e "ancora" appartenente all'amministrazione territoriale di Treviso (dr. una parte della Pedemontana vorrebbe staccarsi con un referendum e finire sotto Bassano, se un giorno diverrà capoluogo di Provincia).

Duecento gessi, trenta marmi, terracotte, dipinti, tempere, disegni, incisioni e carteggi: ecco quanto hanno raccolto, girando musei e collezioni private di mezzo mondo, i curatori Sergej Androssov, Mario Guderzo e Giuseppe Pavanello.

L'esposizione ha come obiettivo far risaltare tutti gli aspetti artistici di Canova e le diverse fasi del suo lavoro: studio, ispirazione, scavo piscologico, dilemma, ricerca della bellezza eterna e universale, l'uomo e la sua storia personale, i segreti dell'atelier. Attraverso i carteggi ed una importante selezione di ritratti suoi, dei committenti e dei teorici del neoclassicismo (realizzati da grandi pittori del tempo) si vuole inoltre far rivivere il clima dell'epoca e i protagonisti di quegli anni.

Tra i marmi troviamo capolavori noti e ammirati con opere provenienti dall'Ermitage di San Pietroburgo che festeggia quest'anno il suo trecentesimo anniversario di fondazione, quali Amore e psiche stanti, Amorino alato, La Maddalena penitente (sarà a Possagno) e il busto monumentale del Genio funerario, prima opera del Canova entrata in Russia, da cui i giovani di Fabrica (Gruppo Benetton) hanno tratto spunto per creare il manifesto, focalizzando l'attenzione su un particolare del volto e aggiungendovi una lacrima che nella statua non c'è. Un po' di polvere si è alzata per lo sbattere nervoso di critici e osservatori acuti che si ritengono offesi per una tale "manipolazione" postcanoviana. Ma come si sa l'arte del comunicare spesso deve "inventarsi" piacevoli "correzioni" per entrare di più nella mente del "consumatore", potenziale visitatore della mostra. A noi, francamente non è dispiaciuta questa piccolissima "virgola di marketing e comunicazione".

Informazioni

La mostra resta aperta fino al 12 aprile con orario 9-19; il biglietto di Bassano costa € 9 euro, € 4 quello di Possagno (€2 per chi ha già il primo biglietto); agevolazioni per le scuole e laboratori di gesso, colore, caccia al tesoro per i bambini. Info al numero verde 800.685.644

www.mostracanova.it


Jeanne Belhuimeur (Aidanews)

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a cura di Redazione AIDANEWS | 19.11.2003


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