Rivista AIDANEWS | Museo Giorgione | Fashion Law | Ass. AIDA | Galleria So!o Arte | Per Castelfranco | ASIAC

Berlusconi a Porta a Porta di Bruno Vespa (Dossier)

Berlusconi a "Porta a Porta" a raffica sui temi di attualità. "Magistrati, sciopero ai limiti dell'eversione". Rincari: "Non sono così alti. Gli stipendi sono cresciuti più dell'inflazione". Scioperi? "Sono aumentati quelli politici".

Roma 12 febbraio 2004. Parmalat e verifica, Ulivo e alleati, scioperi, euro e prezzi. Berlusconi a "Porta a Porta" di Bruno Vespa dice la sua su tutto o quasi. "Mi auguro di poter tagliare le tasse già con la finanziaria del 2005". Quanto all'inflazione "insistiamo affinché la banconota da un euro sia finalmente concessa e domandiamo alla sinistra, alla Commissione, di dare una risposta alla pressione continuativa del governo". Berlusconi ammette che "c'è stato qualcuno che ha speculato", ma spiega che "i rincari non sono stati come quelli che vengono percepiti dai cittadini e comunque ciò si è verificato in tutta Europa". Cita il dato ufficiale Istat nel mese di gennaio con l'inflazione al 2,2 per cento e ricorda di aver regalato a tutte le famiglie l'euroconvertitore. "La mia mamma quando va a fare la spesa percorre il lato destro e quello sinistro delle bancarelle. Bisogna avere un panorama su tutto per individuare la migliore qualità e i prezzi più convenienti". Berlusconi torna sulle polemiche del Polo (escluso Fini) sulla ricerca Eurispes che ha descritto l'impoverimento del ceto medio testimoniato peraltro anche da inchieste come Profondo Italia del Corriere della Sera. Cose non vere secondo Berlusconi. "Il ceto medio consuma come prima, l'incremento degli stipendi e dei consumi è stato superiore all'inflazione. Nonostante la situazione economica la pressione fiscale globale sulle famiglie si è ridotta del 7,5 per cento".

"Nei confronti di certe aziende si sono voluti fare controlli eccessivi - dice Berlusconi - .Si pensi solo all'azienda che io ho fondato, ha subito più di 500 controlli della Guardia di finanza in 10 anni. Mentre la Parmalat non ha avuto nemmeno un'ispezione. Evidentemente ci sono delle personalità anche nel mondo dell'industria che lavorano in connessione molto stretta con la politica. Persone che la politica proteggeva e protegge".

"Non ci faremo intimidire da un atteggiamento che è ai limiti dell'eversione. Non è accettabile, in un regime democratico che pone la separazione dei poteri come base democratica, che l'ordine giudiziario intervenga con uno sciopero su un ddl in discussione in Parlamento. Ed è inaccettabile che l'ordine giudiziario si ponga contro il Parlamento. Noi non vogliamo rendere più difficile il lavoro dei magistrati - dice Berlusconi - noi vogliamo una giustizia giusta in cui il cittadino possa affrontare il processo avendo di fronte un magistrato che si muove con un approccio imparziale e non con un pregiudizio politico. In nessuno degli altri 24 paesi europei è consentito uno sciopero dei magistrati» dice Berlusconi e ribadisce la volontà del governo di «introdurre in Italia le norme in vigore negli altri paesi europei".

Sulle pensioni "c'è già un accordo" nella maggioranza ma Berlusconi afferma anche che non è "una scelta definitiva e chiusa, ma aperta a miglioramenti. Siamo disposti a miglioramenti su suggerimento di chiunque".

"Non ho mai detto che chi ha il 6 per cento vuole contare come chi ha il 60 per cento, anche perché l'Udc ha il 3,2 per cento e Forza Italia il 29 per cento. Ho detto che questo sistema comporta una indispensabilità marginale di Udc e Lega. Perché se quando si deve decidere, uno dei due partiti dice di non essere d'accordo, una decisione non può essere presa. Insomma, non ho attaccato le pretese dell'Udc ma, ahimè, il ruolo di Forza Italia, un ruolo che non si impone perché da noi è tutto diverso, non viene applicato il manuale cencelli. Non è vero che litighiamo tutti i giorni: ci sono contrasti di superficie e la coalizione ha preso decisioni importanti, sempre tutti insieme".

"La sinistra è un mosaico impazzito, in cui nessuno va d'accordo con nessuno. Possono anche fare un cartello elettorale ma sui temi fondamentali come la politica estera si presentano divisi. E la sinistra applica il metodo stalinista della calunnia e della menzogna quotidiana su tutto".

"Secondo un calcolo che mi ha fornito il professor Brunetta gli scioperi causati da vertenze del lavoro sono addirittura diminuiti del 10%% rispetto ai governi precedenti. Sono invece aumentate le ore di sciopero per cause politiche, arrivando alla cifra di 24 milioni di ore, ovvero 23mila volte in più rispetto a prima".

Sul federalismo "c'è l'accordo e trovo miracoloso il fatto che la maggioranza abbia trovato l'intesa su una riforma che rappresenta un fatto epocale".

"No al teatrino della politica e al ritorno della prima repubblica". Berlusconi, "momento difficile ma si va avanti". Il presidente del Consiglio, collegato telefonicamente, parla alla festa per il decennale dei club di Forza Italia

Milano, 7 febbraio 2004. Il governo è in un "frangente difficile" della propria attività, ma deve andare avanti nel programma. Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo telefonicamente alla festa per il decennale dei club di Forza Italia oggi a Milano. "Ho dovuto fare incontri importanti in un frangente difficile della nostra attività - spiega Berlusconi, scusandosi dell'assenza - il governo deve andare avanti, deve procedere nella direzione del programma che abbiamo sottoscritto e che intendiamo onorare fino in fondo". Dopo aver vantato i successi conseguiti dal proprio governo ("siamo in anticipo sui tempi che avevamo previsto nel nostro programma, difficilmente si poteva fare di meglio, già è un record storico che un governo sia durato due anni e mezzo"), Berlusconi ha ammesso i problemi attuali: "Abbiamo delle difficoltà che vengono dalla vecchia politica, che in qualche situazione sta tentando di tornare in campo. Credo che questo non avverrà, noi andremo avanti con concretezza. Siamo scesi in campo anche per cambiare l'Italia - continua - per modernizzare lo Stato, faticosamente lo stiamo facendo, ma siamo circondati da nemici dappertutto, sono infiltrati anche nelle istituzioni. Abbiamo delle difficoltà, ma qualche volta ce le creiamo noi tra alleati. Non se ne può più del teatrino della politica, non vogliamo che torni la prima repubblica".

"Oggi - ha continuato il premier - possiamo tornare su di noi ed essere più vicini al movimento". Quindi, annunciando che prossimamente in tutta Italia verranno organizzati incontri con i club azzurri ai quali parteciperà direttamente, Berlusconi ha affermato: "Con tutte le cattiverie che mi sento buttare addosso ogni giorno dalla stampa e anche da quella estera, anch'io ogni tanto ho bisogno di sentirmi abbracciato da voi". Berlusconi accogliendo alcune critiche che in mattinata sono state mosse dei militanti di Forza Italia sulla gestione del partito in alcune zone, ha assicurato: "Forza Italia deve essere un partito aperto e dare la possibilità di un ricambio. Chi vuole entrare nel partito deve poterlo fare senza trovare sbarramenti da parte di chi c'era prima". E a questo proposito ha anche invitato di segnalare gli eventuali sbarramenti. "Se qualcuno dovesse trovare le porte chiuse - ha concluso il premier - scriva pure Sandro Bondi, a Fabrizio Cicchitto ma anche a me. Avrete una risposta".

Lo sfogo del premier. Follini (Udc) «Gli abbiamo già risposto ieri». «I partitini nella Cdl vogliono contare troppo». Berlusconi dalla Libia: «Ci sono forze che hanno il 6 per cento nella maggioranza e vogliono considerarsi pari con chi ha il 60 per cento»

Tripoli (Libia).  Nella coalizione di centrodestra «Ci sono partiti che vogliono avere più presenza e più potere». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, all'aeroporto di Sirte, in Libia (dove oggi è in visita) rispondendo a una domanda sulla situazione politica italiana che gli ha rivolto il ministro degli Esteri libico, Suchri Ganem.

«Sono partiti che hanno percentuali marginali - ha aggiunto il premier - hanno il 6 per cento e si sentono uguali a noi. Si considerano alla pari di chi nella maggioranza ha il 60 per cento».

Partiti che hanno percentuali marginali, che hanno il 6 per cento e si sentono uguali a Forza Italia? Per Alessandro Cè - capogrupopo della Lega alla Camera - le affermazioni del premier non riguardano la Lega: «Non si riferiva a noi - dice -, ma ai centristi. In questi giorni le scintille le ho provocate l'Udc». Il capogruppo della Lega, però, apprezza il comportamento di Follini. «Ha capito - dice - che non poteva ottenere molto e ha quindi rimandato l'appuntamento a dopo le Europee». Comunque per il Carroccio - assicura Cè - «la verifica è chiusa».

La risposta dell'Udc non si è fatta attenderer. «Non credo che oggi Berlusconi si riferisse all'Udc. Se per caso parlava di noi gli ho già risposto ieri. Con i fatti, non con le parole». Lo ha detto il leader dell'Udc Marco Follini commentando, al termine dell'ufficio politico, le dichiarazioni del premier in Libia. (10 febbraio 2004 )

Per Europee e amministrative forse si voterà il 12 e 13 giugno. Maggioranza: accordo sull'«election day». Ma per la lista unica del centrodestra tutto è ancora in alto mare. Udc: «Situazione fluida e interlocutoria»

Roma,  6 febbraio 2004. Accordo sull'«election day» il 12 e il 13 giugno, in attesa però che il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu verifichi la disponibilità dell'opposizione. In alto mare invece la lista unica, per contrasti tra Forza Italia e Udc. Venerdì pomeriggio c'è stato un incontro tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini (a cui ha preso parte anche il vice premeri Gianfranco Fini). In mattinata Berlusconi non aveva gradito che Marco Folini, segretario dell'Udc, avesse deciso di non partecipare al vertice del centrodestra a Palazzo Chigi. Per scongiurare una rottura definitiva è intervenuto Casini. In serata c'è stato un colloquio tra Berlusconi e Follini. Ma, fanno sapere all'Udc, la situazione resta «fluida». Il faccia a faccia è stato interlocutorio.

Verificare i tempi parlamentari per recepire la direttiva europea sull'incompatibilità tra il ruolo di parlamentare italiano ed europeo. Ne hanno discusso Casini e Berlusconi nel corso dell'incontro svoltosi a palazzo Chigi, secondo quanto riferisce un comunicato diffuso dalla presidenza del Consiglio. Su questo incontro c'è stata una lettera di Francesco Cossiga, in cui l'ex presidente della Repubblica fa notare che per la prima volta dal 1948 è «cambiato il cerimoniale. Il presidente della Camera non ha ricevuto a colloquio il presidente del Consiglio a Montecitorio, come è sempre avvenuto, ma invece è stato ricevuto e intrattenuto a colloquio su questioni a quanto sembra solo legislative».

La legge sull'incompatibilità verrà esaminata martedì prossimo al Senato dalla commissione Affari costituzionali, in cui il relatore Lucio Malan (Fi) presenterà un testo unificato delle diverse proposte finora presentate. L'incompatibilità è stata adottata dal Consiglio europeo nel maggio 2002: non ha carattere obbligatorio, ma è una raccomandazione agli Stati membri. Esiste ora incompatibilità tra parlamentare europeo e membro di governo (Berlusconi quando è divenuto premier nel 2001 si è dimesso, e quindi se si presentasse alle prossime Europee e fosse eletto si dovrebbe dimettere subito) o membro della Commissione Ue.

 

Torna su

 

Mappa del sito 0,0781