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32 milioni di dollari per la Madonna di Raffaello

L'opera, di proprietà di una famiglia nobile inglese, rimarrà a Londra. Sfida Usa-Inghilterra per un quadro di Raffaello. La National Gallery di Londra è riuscita a raccogliere 32 milioni di euro per far fronte alla sfida della fondazione Usa Getty

13 febbraio 2004. Risale al sedicesimo secolo, è considerato uno dei massimi capolavori di Raffaello eppure è in mani private. Ma non per molto. La Madonna dei garofani, un dipinto di Raffaello di proprietà della una nobile famiglia inglese dal 1853, è infatti destinato a passare definitivamente tra le proprietà della National Gallery di Londra, dopo un lungo braccio di ferro con la fondazione statunitense Getty.

Venerdì infatti la celebre istituzione britannica ha annunciato di essere disposta a spendere i necessari 22 milioni di sterline (circa 32 milioni euro, 65 miliardi in vecchie lire) per accaparrarsi il dipinto - così chiamato perché ritrae la Vergine Maria con un mazzo di fiori rosa. La tela era stata concessa in prestito dal suo proprietario, il duca di Northumberland, dal 1992. Ma dopo l'offerta di acquisto da parte del Getty Museum in California - disposto a sborsare 35 milioni di sterline - alcuni erano in dubbio che il quadro sarebbe rimasto a Londra. I 22 milioni che la National Gallery ha offerto sono la cifra richiesta dal proprietario, che avrebbe dovuto pagare 13 milioni di sterline in tasse per inviare il dipinto all'estero. Il denaro, secondo la famiglia che possiede l'opera, servirà per restaurare un antico castello.

La cifra è stata raggiunta grazie alla Lotteria Nazionale e alle donazioni della gente. "Il fatto che il dipinto sia rimasto in Gran Bretagna sottolinea l'importantissimo ruolo della galleria britannica come istituzione a livello mondiale nella collezione e nello studio di opere d'arte " ha detto la National Gallery in un comunicato. Il governo britannico ha imposto il bando temporaneo di far uscire il dipinto dal territorio nazionale.

Repertorio:

 

Accesa la gara al rialzo da Sotheby's. New York, asta record per un Mantegna. «La discesa al limbo», ultima opera ancora «privata» dell'artista, acquistata per oltre 25 milioni di dollari

23 gennaio 2003. "Discesa nel limbo", l'opera di Mantegna battuta all'asta per oltre 25 milioni di dollari. Un Andrea Mantegna da record a New York: la tavola «La Discesa al Limbo», dipinta attorno al 1492, è stata venduta a un'asta di Sotheby's per 25 milioni e 500 mila dollari (oltre 50 miliardi di vecchie lire). Ad aggiudicarsi l'opera, l'unico capolavoro del Mantegna ancora presente in una collezione privata, è stato un collezionista anonimo. La vendita si è svolta in una affollatissima sala nella sede della casa d'aste in York Avenue, dove si è assistito a una accesa gara al rialzo tra acquirenti presenti in sala e per telefono. La tavola era stimata intorno ai 20 milioni di dollari.

Il prezzo finale supera di oltre 5 milioni di dollari la stima iniziale dell'asta. Con le commissioni, l'aquirente pagherà oltre 27 milioni di dollari. La vendita del Mantegna, il pezzo forte di un'asta in cui figuravano vari capolavori italiani, è avvenuta per telefono e l'identità dell'acquirente viene mantenuta riservata da Sotheby's. Il dipinto di Mantegna è stato battuto nel corso di un'asta nella quale molte altre opere di valore, tra cui due Rubens e un Pontormo, sono rimaste invendute. Il quadro descrive l'episodio di Cristo che scende al Limbo per liberare le anime dei Giusti e fu probabilmente realizzato su commissione dei Gonzaga, i grandi protettori di Mantegna. Christopher Apostle, direttore del Dipartimento di pittura antica della casa d'aste Sotheby's a New York, ha commentato: «È stata raggiunta una quotazione straordinaria per un dipinto straordinario. «La Discesa al Limbo» è una delle opere di Mantegna più sontuose e insieme ricche di pathos, magnifico esempio del genio dell'artista nello svolgere un soggetto così intensamente spirituale nei modi più alti dell'umanesimo. La tavola mostra appieno la perfetta tecnica e la maestria prospettica di Mantegna che ne fanno uno dei più significativi artisti dell'epoca». Il soggetto è abbastanza raro e normalmente è trattato come un episodio minore. In questo caso Mantegna, invece, lo sceglie come soggetto unico dell'opera. La figura di Cristo è mostrata di spalle, con il viso rivolto in basso nell'atto di accogliere un canuto e barbuto profeta che ascende dal Limbo. Nascondendo il viso del Salvatore, Mantegna brillantemente pone l'ammiratore della tavola nella stessa ottica del Cristo, ma contemporaneamente lo tiene distante, non rivelando le emozioni del suo volto. I 25,5 milioni di dollari sborsati oggi da un collezionista privato, forse europeo, da Sotheby's a New York per «Discesa al Limbo» del Mantegna rappresentano il record d'asta per l'artista. Il suo precedente primato era quello dell'«Adorazione dei Magi», battuto per 10,4 milioni di dollari da Christie's a Londra nel 1985. Ma in testa alle opere di maggior valore vendute sul mercato dell'arte resta Vincent Van Gogh: il suo «Ritratto del dottor Gachet», battuto da Christie's a New York nel 1990, detiene il record assoluto, con 82,5 milioni di dollari.

 

 

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