
Articolo di: Beppi Lamedica
Pubblicato il: 24.02.2004
In breve:
"[...] Un fatto rilevante si è manifestato [...] dal punto di vista finanziario, ed è relativo all'ottenimento dell'anticipo del rimborso elettorale spettante alla Lista Pannella [...]"
L'Istituto Bruno Leoni (IBL), intitolato al grande giurista e filosofo torinese, ha l'ambizione di divenire il punto di riferimento della cultura antistatalista in Italia.
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"La democrazia ha per lo meno un merito, ossia che un deputato non può essere più stupido dei suoi elettori, perchè più stupido è lui, più stupidi sono stati loro ad eleggerlo". (Bertrand Russell)
Anno V - n. 04 - 14 febbraio 2004
SOLDI AI PARTITI
COSA PREVEDE LA NUOVA LEGGE?: I movimenti o partiti possono (quindi, non è obbligatorio?) chiedere il finanziamento adducendo la scusa di un rimborso per le spese elettorali sostenute.
A QUANTO AMMONTA IL FINANZIAMENTO?: E' pari ad 1 euro per ogni iscritto alle liste elettorali e per ogni anno di legislatura (in tutto 5 euro in 5 anni di legislatura invece di 4 mila lire, come previsto dalla precedente legge sottoposta a referendum nel 2000).
CHI PUO' RICHIEDERLO? Tutti i partiti o movimenti che hanno superato la soglia dell'1 per cento dei consensi.
COME SI CALCOLA IL FINANZIAMENTO?: Per ogni elezione il singolo partito avrà il finanziamento in proporzione alla percentuale dei voti ottenuti.
QUANTO CI COSTERANNO, IN EURO, I PARTITI E MOVIMENTI?:
2002: 125.328.611,95
2003: 125.089.621,44
2004: 125.089.621,44
(fonte ANSA-CENTIMETRI da IL GAZZETTINO del 26 luglio 2002)
"[...] Un fatto rilevante si è manifestato [...] dal punto di vista finanziario, ed è relativo all'ottenimento dell'anticipo del rimborso elettorale spettante alla Lista Pannella [...]"
(dalla relazione del tesoriere di Radicali Italiani letta al Comitato nazionale - Roma, Hotel Ergife, 27-29 giugno '03)
NON SI MUOVE FOGLIA CHE IL REGIME NON VOGLIA?
Le indagini sul crac Parmalat stanno portando alla luce una verità che molti fanno finta di ignorare: le protezioni politiche di Tanzi.
Se da vent'anni l'industriale Tanzi faceva affari a spese della collettività doveva per forza avere "santi" in paradiso. Il sistema bancario è generoso con gli amici degli amici, mentre è molto avaro per chi non gode di protezioni altolocate. Provate a chiedere un prestito di 5.000,00 euro ad una banca, e vedrete quante garanzie vi chiederanno. Come ha fatto la Parmalat a godere di crediti per milioni di euro? Si dice che Tanzi ha operato con interventi persuasivi (probabilmente legalmente corretti) nei confronti di tutti i politici di ogni schieramento, per crearsi una situazione favorevole. Ma allora è vero che non si muove foglia, che il regime non voglia? (bl)
* PENA DI MORTE INTANTO SI FERMI IL BOIA!
Si sta svolgendo a Roma una conferenza internazionale dell'associazione "Nessuno tocchi Caino".
Il punto principale all'ordine del giorno è il ricercare le modalità per il rilancio della campagna per la moratoria universale della pena di morte, dopo il fallimento della iniziativa che si è registrato sotto la presidenza italiana dell'Unione Europea. Al centro dell'attenzione della conferenza è la situazione della pena di morte in Cina e in Iran, i primi due paesi boia del mondo, considerato il numero delle esecuzioni effettuate ogni anno, pari all'85%% del totale mondiale. Intervengono il portavoce mondiale del Falun Gong, Erping Zhang e due rappresentanti della resistenza iraniana, Merafruz Peykarnegar e Ali Ghaderi.
E' trascorso poco più di un decennio dalla fondazione dell'associazione "Nessuno tocchi Caino" e la situazione è divenuta più favorevole alla campagna per la sospensione universale delle esecuzioni capitali. Purtroppo la campagna ha l'avversione di chi la ritiene troppo minimalista, perchè si preferisce l'abolizione della pena di morte, e di chi ritiene che i tempi non sono ancora maturi, neanche per un risultato positivo per la moratoria. Ed intanto nulla si fa su questo fronte. E dire che dieci anni fa, all'ONU solamente per sei voti, la delibera sulla moratoria, non è passata. Ma oggi, nonostante che la situazione internazionale sia più favorevole, nessuno ha la voglia di riprendere l'iniziativa di fronte alle Nazioni Unite. Il combinato disposto degli integralisti abolizionisti e dei temporeggiatori sta facendo perdere del tempo prezioso a questa sacrosanta campagna, che è comunque funzionale al raggiungimento dell'abolizione della pena capitale. Per rilanciare la lotta si svolge questa conferenza internazionale. In fondo, finchè il meglio non può essere raggiunto, si faccia qualcosa: si fermi, intanto, il boia! (bl)
*CECENIA. MESSAGGIO DI OLIVIER DUPUIS, IN SCIOPERO DELLA FAME DAL 18 GENNAIO
(ricevo e volentieri divulgo)
Cara amica, caro amico,
da domenica 18 gennaio 2004 sono in sciopero della fame per contribuire affinchè la questione del genocidio ceceno venga urgentemente affrontata con determinazione dai Governi dei Paesi democratici, a cominciare dall'Unione europea e dai suoi Stati membri. Ho intrapreso questo digiuno innanzitutto per stare accanto alle centinaia di migliaia di ceceni abbandonati a un destino funesto e sottoposti, dal 1994, a un vero e proprio genocidio nascosto. Chiedo, con questo mio digiuno di dialogo, un intervento urgente sul piano umanitario con l'accoglienza dei rifugiati, la cura dei bambini ceceni feriti o mutilati, la presa d'atto pubblica del Piano di Pace proposto dal Governo Maskhadov, che prevede l'istituzione di un'amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite in Cecenia, che è sostenuta ormai dai più di 16.000 cittadini di tutto il mondo che hanno firmato l'appello lanciato dal Partito Radicale Transnazionale (su www.radicalparty.org ).
A pochi giorni dal sessantesimo anniversario della deportazione dell'intero popolo ceceno in Asia centrale ordinata da Stalin il 23 febbraio 1944, penso che dobbiamo intensificare i nostri sforzi. Per questo ti propongo di:
· partecipare alle manifestazioni che avranno luogo per commemorare il 60° anniversario della deportazione del popolo ceceno il prossimo lunedì 23 febbraio a Roma, Bruxelles, Berlino, Copenaghen, Mosca, Praga e Vilnius o di organizzarne nelle capitali dove non sono ancora previste;
· aderire, annunciandolo su www.radicalparty.org , al digiuno di dialogo - per uno, due o tre giorni nel periodo 20-23 febbraio 2004 - in appoggio a questa iniziativa di sostegno al Piano di Pace del Governo ceceno;
· mandare il messaggio che ti propongo qui sotto ai tuoi amici e conoscenti. Questo piccolo gesto potrebbe coinvolgere in poco tempo decine e decine di migliaia di persone in più.
Ringraziandoti per quello che vorrai e potrai fare, ti do appuntamento alle manifestazioni del 23 febbraio prossimo.
Un affettuoso saluto,
Olivier Dupuis
Testo che potresti mandare ai tuoi amici:
Cara, Caro,
il PRT ha lanciato qualche mese fa un appello, che io ho letto e firmato, per porre fine al genocidio in Cecenia. Difficile non usare questa parola quando si sa che, su una popolazione di poco più di 1 milione di persone, dal 1994 ne sono state ammazzate tra le 150.000 e 200.000 mila (il 15 per cento - 20 per cento della popolazione) e più di 300.000 mila sono state costrette a lasciare le loro case. Esiste, secondo te, ragione, motivo, che possa, nel ventunesimo secolo, portare un popolo allo sterminio? Secondo me no. Il secolo scorso ha visto altri genocidi compiersi, non lasciamo che questo secolo ne porti a compimento un altro. Firma come me l'appello a questo indirizzo:
http://www.radicalparty.org/chechnya_appeal/form.php
Grazie,
*LIBERALISMO SCUOLA 2004
Anche quest'anno la fondazione Einaudi organizza un corso trimestrale di formazione politica, diretto da Enrico Morbelli e Luca Tedesco. Il corso è diviso in 21 lezioni, tenute a Roma da Daniele Capezzone, Cinzia Caporale, Luigi Compagna, Raimondo Cubeddu, Domenico da Empoli, Stefano D'Anna, Benedetto della Vedova, Luigi De Marchi, Luigi Vittorio Ferraris, Cesare Imbriani, Antonio Jannazzo, Carlo Lottieri, Enzo Marzo, Alberto Mingardi, Giovanni Orsina, Angelo Maria Petroni, Antonio Polito, Gaetano Quagliariello, Sandro Setta, Luca Tedesco, Valerio Zanone
Ulteriori informazioni si potranno richiedere alla Fondazione Einaudi (largo dei Fiorentini, 1 - 00186 Roma - 06.6871005).
Le lezioni, pubblicate su "L'opinione" e trasmesse da "Radio Radicale" si svolgeranno, fino al 12 aprile 2004, il lunedì e il venerdì alle ore 18 nella sede romana della E.S.E. in via S. Nicola da Tolentino 74 (Metro Barberini).
Il corso si è aperto venerdì 30 gennaio 2004 con la lezione su Stato dell'informazione in Italia, tenuta da Antonio Polito, direttore de Il Riformista.
*INFORMAZIONE NEGATA IL PANE DELLA DEMOCRAZIA
di Guido di Massimo dal forum di FdL www.liberali.it 7/02/2004
Venerdì 30 gennaio la Scuola di Liberalismo diretta da Enrico Morbelli e Luca Tedesco ha inaugurato il suo ciclo 2004 con una lezione di Antonio Polito, direttore del "Riformista". Argomento della lezione "lo stato dell'informazione in Italia". Con pacatezza ed equilibrio il direttore del Riformista ha descritto un poco allegro quadro dello stato dell'informazione in Italia, sia per quanto riguarda l'informazione televisiva che per la stampa. Un quadro del quale tentiamo una breve sintesi. L'informazione televisiva è arroccata in un duopolio che si riflette nel (ha aiutato a formare il) bipolarismo politico esistente; dove entrambe le forze politiche (governo e opposizione) pur nelle loro quotidiane risse sono fermamente alleate nell'evitare quella privatizzazione della RAI e quell'apertura del mercato dell'informazione televisiva che permetterebbe ad altri soggetti di concorrere e rendere l'informazione più aperta. Attualmente, specie da parte di chi pensa che il servizio pubblico possa da solo, al solo proprio interno, garantire il pluralismo dell'informazione, c'è la tendenza a considerare pluralismo la semplice pluralità delle lottizzazioni che non sono poi altro che la pluralità delle faziosità; mentre il pluralismo informativo è garantito solamente dalla concorrenza. La stampa vive nella pratica assenza di "editori puri", editori cioè che abbiano il loro centro di interessi nell'informazione e che traggano profitti solamente da esso; ma ha viceversa editori che avendo i loro interessi centrali altrove lasciano ragionevolmente supporre che i loro giornali siano condizionati dalla salvaguardia di questi interessi. E' condizionata dalla pubblicità, che le permette di vivere ma che di fatto ne condiziona le informazioni (si può criticare qualunque uomo politico, si possono stroncare film e libri, ma chi ha mai visto criticare un centro di quel mondo dell'industria stilistica che una delle maggiori fornitrici di pubblicità alla stampa?). Ha un numero di lettori molto basso perchè l'alfabetizzazione di buona parte degli italiani è avvenuta in concomitanza con l'avvento della televisione, che quindi ne è diventata di fatto il canale informativo privilegiato. In Italia non vi è un vero giornale di statura europea; i nostri giornali sono giornali "omnibus": in mancanza di un giornalismo popolare la spinta a coprire il maggior numero di strati sociali e culturali (a soddisfare le esigenze informative di un professore universitario e contemporaneamente della sua "colf") ha portato i nostri giornali a contenere di tutto, dal fatto di cronaca nera o rosa per la colf, all'articolo serio per il suo datore di lavoro; con il risultato di un abbassamento della statura e del livello qualitativo dei giornali. La preminenza dell'informazione televisiva condiziona la stampa che ne viene influenzata sia nella scelta delle notizie che nella impostazione (gli infogrammi, quella sequenza di foto successive riferite ad uno stesso fatto ne sono la prova evidente). L'enorme quantità di informazioni che vengono o sono reperibili nelle agenzie di stampa, nei numerosissimi siti internet buoni per tutti gusti, nelle tv ed altro, rendono difficile il lavoro del giornalista costretto a scrivere un articolo tra le otto e le dieci di sera senza avere il tempo materiale di effettuare una seria analisi sulla correttezza dell'informazione (il confronto tra fonti informative diverse). Da ultimo, nel dibattito, è scaturito l'ulteriore condizionamento che subiscono stampa e giornalisti: le "querele facili", di rapido procedimento e con richieste di indennizzi miliardari. Specialmente nel caso di magistrati ed ex magistrati passati alla politica sembra che la querela sia un efficace deterrente alla libertà di critica. Scherzando sulla faccenda si è detto che qualcuno pare abbia un lunghissimo e minuzioso elenco dei propri querelati con accanto le indennità richieste ad ognuno, e sembra che l'elenco abbia per titolo "Per la tranquillità della mia vecchiaia".
Il quadro è stato poco allegro. Non siamo affatto "combinati" bene.
Ci salverà l'informazione straniera? Anche in questo caso dovremo aggrapparci all'Europa per non affondare, ieri nei debiti pubblici ed oggi in questa informazione così "zoppa" e poco trasparente?
*SEGNALAZIONE. ISTITUTO BRUNO LEONI
L'Istituto Bruno Leoni (IBL), intitolato al grande giurista e filosofo torinese, ha l'ambizione di divenire il punto di riferimento della cultura antistatalista in Italia.
Differentemente da quanto pensava Karl Marx, la storia non è mossa (solo) dagli interessi economici: nel lungo termine sono le idee ad avere i maggiori effetti. Una gran parte dei problemi di cui soffrono l'Italia e, per ragioni diverse, la stessa Europa sono proprio conseguenza della mancanza di un forte punto di vista liberale, e del permanere di concezioni superate. La maggior parte degli intellettuali del Vecchio Continente ha in effetti abbracciato una prospettiva, in senso lato, statalista.
L'IBL intende studiare, promuovere e diffondere gli ideali del mercato e della libertà di scambio. Creare, cioè, un fronte pro-global il più ampio possibile, che sappia essere, al tempo stesso, pungolo e risorsa per la politica. Quest'ultima oggi ha un compito di dimensioni epocali: costringere lo Stato a fare molti passi indietro, in modo da liberare tutte quelle forze imprigionate dall'eccessiva pressione fiscale e dalle troppe regolamentazioni, spesso approvate solo a tutela di certi interessi particolari. Perchè gli uomini politici possano compiere un tale gesto, è necessario che siano sostenuti da un'ampia fetta dell'opinione pubblica. L'IBL intende svolgere un ruolo di primo piano nella formazione proprio di quell'opinione pubblica che spesso è contraria alla riforma del sistema pensionistico, appoggia ogni sorta di restrizione allo scambio, invoca nuove norme per la tutela dell'ambiente. Molte di queste persone sostengono posizioni stataliste semplicemente perchè nessuno ha mai fornito loro un'alternativa. Attraverso la pubblicazione di libri (sia di livello accademico, sia divulgativi), l'organizzazione di convegni, la diffusione di articoli sulla stampa nazionale e internazionale, l'elaborazione di brevi studi e briefing papers, l'IBL si candida a mostrare loro che un altro mondo è possibile. Un mondo governato dagli ideali della libertà, e non dominato dall'incessante lotta di gruppi di pressione tesi a "tirare per la giacchetta" gli uomini politici.
*RIPRISTINARE LA LEGALITA' E' RIVOLUZIONARIO
MASCALZONI!
Ripristinare la legalità è rivoluzionario, affermava qualche mese fa il prof. Michele Ainis riferendosi al caso del potere di grazia che la Costituzione considera una prerogativa del Presidente della Repubblica e che la prassi l'ha sottoposta ad un parere del ministero di Giustizia, parere non previsto da alcuna norma. E' tanto rivoluzionario ripristinare la legalità che, per superare la sfacciata richiesta di Pannella per l'applicazione pura e semplice della norma costituzionale, l'on. Boato ha proposto una legge ordinaria per abolire una prassi illegale. I partiti di regime si sono accorti di essere stati scoperti ed hanno inventato la favola della legge ad personam, ossia in favore di Sofri: servirebbe a sottrarre alla detenzione l'intellettuale Sofri. Ma quando mai?!? La legge Boato è l'occasione offerta al regime per tentare di nascondere l'illegale prassi di limitare la prerogativa del Presidente della Repubblica. Tutto, ora, è rimandato alla settimana prossima perchè Alleanza Nazionale vorrebbe una legge con cui si subordinerebbe la prerogativa del Presidente della Repubblica al consenso del graziando. Quindi con legge ordinaria non solo non si abrogherebbe una prassi illegale, ma addirittura si modificherebbe la Costituzione! (bl)
*LETTURE. SERGIO ROMANO "I CONFINI DELLA STORIA" Rizzoli, Milano 2003
NON SIAMO AL CULMINE DELLA STORIA
Qualche anno fa Francis Fukuyama, all'indomani dell'imprevisto crollo dell'impero sovietico, si chiedeva se ci si ritrovava di fronte alla "fine della storia" visto il trionfo del pensiero unico liberale. La raccolta di saggi di Sergio Romano è anche una risposta alla domanda di Fukuyama. No, non ci troviamo di fronte alla "fine della storia": la democrazia liberale non è il culmine dell'esperienza politica. Gli attentati dell'undici settembre 2001 hanno segnato il confine tra il prima e il dopo. La sicurezza di cui credevano di godere gli statiunitensi è stata drammaticamente messa in forse. E' tutto il cosiddetto "mondo libero" che è sotto attacco da parte di nemici dichiarati della democrazia liberale. E il confronto non è più in un quadro da guerra fredda o da coesistenza pacifica. Il confronto è duro e sanguinoso come mai è stato nella storia. Non c'è via di uscita, secondo alcuni: o soccombe l'integralismo assassino islamico oppure soccombe la democrazia liberale. Ma la democrazia liberale potrebbe suicidarsi pur di battere un avversario così determinato. Il che ci convince che è necessario tentare di evitare "lo scontro di civiltà", previsto da Huntington, prestando aiuto al mondo islamico affinchè riesca ad isolare, tra gli integralisti, gli assassini. Di qui la necessaria opera di una lega internazionale della democrazia liberale. L'ultimo libro di Romano è il frutto di vari saggi apparsi recentemente sulle riviste su cui scrive lo storico "moderato" ex ambasciatore, ma vi sono anche prefazioni a libri di altri scrittori. Sono grato a Piero Ostellino che mi ha sollecitato, con un suo elzeviro, a leggerlo. E sono grato anche ad un amico che me lo ha regalato per Natale. (bl)
Indice: Prefazione - Questioni di storia - Fatti d'Italia - Vivere con l'America - La storia del tempo presente - Ritratti
Non dimenticare la Cecenia! Puoi sostenere il Piano di Pace del Ministro ceceno degli Affari Esteri in favore di un'amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite sulla Cecenia firmando l'appello sul sito del PRT: www.radicalparty.org
Olivier Dupuis - Membro del Parlamento europeo Tel. +32 2 284 7198 Fax +32 2 284 9198
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COMUNICAZIONE: Il prossimo numero di Newsletter è previsto intorno al 28 febbraio 2004.
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