
Articolo di: Beppi Lamedica
Pubblicato il: 23.03.2004
In breve:
E il terrore, quello che accompagna la vita quotidiana degli Israeliani, è sbarcato in Europa. A Madrid, l'11 marzo. Forse è un terrore ancora peggiore.
ASTENSIONE DALLE UDIENZE E DALLE ALTRE ATTIVITÀ GIUDIZIARIE, SECONDO LE MODALITÀ PREVISTE DALLA NORMATIVA DI SETTORE, PER I GIORNI 29,30,31 MARZO 1,2,3 APRILE 2004.
a cura di Beppi Lamedica | 26.04.2004
a cura di Beppi Lamedica | 18.04.2004
a cura di Beppi Lamedica | 10.04.2004
"La radicale alternativa liberale diventerà possibile se si sarà in grado di fornire ai cittadini senza potere un soggetto politico capace di immettere anche nelle istituzioni locali attivisti liberali cui questa Italia, così com'è, non piace. Altrimenti non resta che continuare ad essere al fianco dei cittadini delusi e disgustati, che sono stufi di turarsi il naso nel momento in cui dovrebbero esercitare il loro diritto di voto"(dalla mozione di Veneto liberale del 11/03/04)
Anno V - n. 06 - 15 marzo 2004
SOLDI AI PARTITI
COSA PREVEDE LA NUOVA LEGGE?: I movimenti o partiti possono (quindi, non è obbligatorio?) chiedere il finanziamento adducendo la scusa di un rimborso per le spese elettorali sostenute.
A QUANTO AMMONTA IL FINANZIAMENTO?: E' pari ad 1 euro per ogni iscritto alle liste elettorali e per ogni anno di legislatura (in tutto 5 euro in 5 anni di legislatura invece di 4 mila lire, come previsto dalla precedente legge sottoposta a referendum nel 2000).
CHI PUO' RICHIEDERLO?: Tutti i partiti o movimenti che hanno superato la soglia dell'1 per cento dei consensi.
COME SI CALCOLA IL FINANZIAMENTO?: Per ogni elezione il singolo partito avrà il finanziamento in proporzione alla percentuale dei voti ottenuti.
QUANTO CI COSTERANNO, IN EURO, I PARTITI E MOVIMENTI?:
2002: 125.328.611,95
2003: 125.089.621,44
2004: 125.089.621,44
(fonte ANSA-CENTIMETRI da IL GAZZETTINO del 26 luglio 2002)
"[...] Un fatto rilevante si è manifestato [...] dal punto di vista finanziario, ed è relativo all'ottenimento dell'anticipo del rimborso elettorale spettante alla Lista Pannella [...]"
(dalla relazione del tesoriere di Radicali Italiani letta al Comitato nazionale - Roma, Hotel Ergife, 27-29 giugno '03)
MADRID, EUROPA
E il terrore, quello che accompagna la vita quotidiana degli Israeliani, è sbarcato in Europa. A Madrid, l'11 marzo. Forse è un terrore ancora peggiore. Almeno in Israele si sa da che parte potrebbe provenire la minaccia. Si pensa di potersi difendere con una barriera o ricercando casa per casa i terroristi e i loro complici. Ma qui, in Europa da dove arriva la minaccia? E se ci trasformassimo, per paura, a nostra volta in terroristi? Se volessimo far diventare la vendetta, giustizia? Se volessimo far diventare vittime di questa giustizia stravolta i nostri presunti avversari? Il terrore obnubila la mente e questo fatto genera i mostri. Ma, forse, è questo l'obiettivo dei terroristi. (bl)
* CECENIA. RAPITI I FAMILIARI DEI KHANBIEV. IL PARLAMENTO EUROPEO NON PUÒ TACERE
Da www.radicalparty.org 10 marzo 2004
Ieri le autorità militari russe avevano presentato come il loro ennesimo successo la resa "volontaria" di Magomed Khanbiev, ex ministro della Difesa (fino al 1999) del governo indipendentista di Aslan Maskhadov, insieme al suo vice Karon Bibulatov e ad alcuni suoi uomini. Khanbiev è stato mostrato in tv, silenzioso e in divisa, accanto a Ramzan Khadirov, capo dei servizi di sicurezza del governo ceceno filorusso e figlio del presidente filorusso Akhmed Khadirov. Ma non si tratta evidentemente di una resa volontaria. Magomed si è consegnato cedendo al ricatto. Sempre ieri il ministro degli Esteri indipendentista Ilyas Akhmadov denunciava il "rapimento" da parte dei servizi di sicurezza russi e ceceni filorussi di decine di familiari dei fratelli Magomed e Oumar Khanbiev, ministro della Sanità del governo indipendentista. Lo scopo dell'azione era quello di costringere i due fratelli Khanbiev alla resa. Akhmadov ha chiesto quindi a Europa e Stati Uniti di esigere dal presidente russo Valdimir Putin la "liberazione immediata" dei "civili rapiti".
Oggi al Parlamento europeo su questi fatti è intervenuta duramente l'eurodeputata radicale Emma Bonino, chiedendo che, a norma delle convenzioni di Ginevra, la Croce Rossa Internazionale sia autorizzata a visitare i membri della famiglia Khanbiev sequestrati ("lo abbiamo ottenuto persino per Saddam Hussein") e annunciando la presentazione di un'interrogazione al Consiglio europeo su come vengono violate le convenzioni di Ginevra dalle forze militari russe e cecene filorusse. Ci sono le convenzioni di Ginevra da rispettare, reagire a questi metodi è "nostro dovere", il "caso Cecenia" "deve far parte del nostro presente politico", perchè, ha avvertito la leader radicale, "se lasciamo passare gli orrori del presente non siamo credibili per organizzare il futuro".
E sempre al Parlamento europeo ha tenuto una conferenza stampa il ministro Oumar Khanbiev, accompagnato dall'eurodeputato radicale Olivier Dupuis. Negli ultimi dieci giorni, ma da cinque anni si verificano quotidianamente questi fatti, più di 30 membri delle famiglie dei fratelli Khanbiev, sono stati sequestrati. Settecento soldati russi hanno circondato il villaggio, devastando, picchiando, e arrestando i componenti maschi della famiglia. Le autorità russe e cecene filorusse hanno quindi lanciato un ultimatum per la resa dei due fratelli Khanbiev, minacciando di uccidere gli ostaggi. Oumar quindi esclude che quella del fratello Magomed sia stata una resa volontaria, si è consegnato, mentre degli ostaggi non si ha alcuna notizia. Questi fatti, assicura il ministro della Sanità ceceno, non indeboliranno la resistenza cecena, perchè tutto il popolo, non solo i Khanbiev, ne è coinvolto.
L'unica soluzione al conflitto russo-ceceno, ha poi ribadito Oumar, non sta nella falsa normalizzazione voluta da Putin, ma nel piano di pace Akhmadov che prevede un'amministrazione dell'Onu in Cecenia e la smilitarizzazione delle parti. L'Europa però deve reagire, può fare della Russia una democrazia, o, tacendo, lasciar passare la sua deriva autoritaria. (Fe.Pu.)
* SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DEI GIUDICI E DEI P.M.
ASTENSIONE DALLE UDIENZE E DALLE ALTRE ATTIVITÀ GIUDIZIARIE, SECONDO LE MODALITÀ PREVISTE DALLA NORMATIVA DI SETTORE, PER I GIORNI 29,30,31 MARZO 1,2,3 APRILE 2004.
da http://www.camerepenali.it 9 mar 2004
Un'astensione per dire no...
... a un modo d'intendere l'iter formativo di una importante legge che interessa il nostro sistema democratico e dunque l'intera società (e dopo decenni di quasi immobilismo) come se fosse una trattativa sindacale per il rinnovo di un contratto di lavoro, da definire solo con la (pretesa) "controparte";
... a riforme "di facciata" (e la definizione non è di un passante disinteressato, ma del ministro Castelli) che non vogliono affrontare e risolvere coerentemente al dettato costituzionale il tema della terzietà del giudice, nell'ottica di una compiuta e definitiva realizzazione del processo accusatorio e di parti voluto dal nostro legislatore or sono quasi quindici anni fa';
... alle resistenze corporative (chiamiamo le cose con il loro nome) che antepongono l'interesse di poche migliaia di persone alla opinione chiara e netta espressa, può dirsi solo ieri, da dieci milioni di cittadini elettori;
...infine - ma aggiungiamolo pure - alla intolleranza verbale di chi ha voluto porsi in una situazione di scontro frontale con gli avvocati dell'Unione, "rei" di coltivare con coerenza e con la forza morale che deriva dalle loro profonde convinzioni una battaglia di principio che è da sempre appartenuta al patrimonio culturale e politico di TUTTA l'Avvocatura.
* RIPRISTINARE LA LEGALITA' E' RIVOLUZIONARIO
RICHIESTA PARLAMENTARE DI MONITORAGGIO DELLA LEGALITA' DEL PROSSIMO CICLO ELETTORALE DA PARTE DI ISTITUZIONI INTERNAZIONALI
"Noi sottoscritti, parlamentari di differenti opinioni e schieramenti politici, siamo uniti nel ritenere che la sfida del tempo presente, in ogni parte del mondo, sia quella della e per la democrazia, bene di cui la maggior parte degli abitanti del pianeta è tuttora costretta ad ignorare l'esistenza, prima ancora che il possibile funzionamento. Riteniamo perciò, in convergenza con il grande obiettivo lanciato dal Partito Radicale Transnazionale, che si debba operare per la nascita di una Organizzazione Mondiale della Democrazia che rilanci e riproponga per tutti il modello della libertà individuale, della democrazia, dello Stato di diritto.
E' nostra convinzione, nello stesso tempo, che anche nel mondo occidentale la legalità e la democrazia non siano mai da considerare come acquisizioni definitive, come conquiste compiute una volta per tutte, ma che sia continuamente necessario monitorare, valutare in concreto il rispetto dei diritti e delle libertà su cui uno Stato di diritto e una democrazia liberale dovrebbero fondarsi. E' urgente iniziare a porre mano a quella che deve divenire, secondo i nostri auspici, una incessante, umile, puntuale opera di monitoraggio della vita effettiva delle nostre istituzioni, rispetto a ciò che le Costituzioni e le leggi prescrivono.
Il caso dell'Italia, paese occidentale di grande rilievo politico ed economico, che siede - rispettato - nei maggiori consessi internazionali (dall'Unione Europea al Consiglio d'Europa, dal G8 alle Nazioni Unite), è in questo senso emblematico. L'Italia è infatti da troppi anni, in assoluto, il paese più condannato per violazioni di diritti umani dalla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, con un record ormai largamente superiore ad una condanna al giorno. E, in numerose e gravi circostanze, da decenni, la riduzione delle norme vigenti a puro e semplice richiamo di valore ordinatorio ci appare ben più di un rischio, ponendo le stesse istituzioni della Repubblica nella condizione tecnica di realtà che vivono "fuori-legge", cioè al di fuori del perimetro della legalità.
Per questo, nella convinzione e sul presupposto -riconosciuti da numerose convenzioni e trattati internazionali- che i diritti civili e politici dei cittadini siano parte essenziale dei diritti umani fondamentali:
*invitiamo chiunque possa essere raggiunto da questo nostro invito a conoscere, a studiare, a esaminare la documentazione che sarà prodotta su questi temi, e ad esprimersi sul suo contenuto;
*chiediamo alle autorità nazionali e internazionali che saranno formalmente investite da istanze e denunce, di pronunziarsi tempestivamente su di esse;
*chiediamo, cogliendo l'occasione rappresentata dal ciclo di elezioni previste negli anni 2004-2005-2006, il varo di un programma di monitoraggio elettorale, nelle forme in cui ciò è già stato previsto o sperimentato dalle Nazioni Unite, dall'Unione Europea, dal Consiglio d'Europa, dall'Osce.>>
Per iniziativa del TRP, si stanno raccogliendo le firme di parlamentari sull'appello internazionale.
Tra i firmatari
-al Parlamento europeo, Adriana Poli Bortone (AN)
-alla Camera dei Deputati, Giuseppe Giulietti (DS), Enrico Buemi (SDI), Giuseppe Caldarola (DS), Enzo Carra (Margherita), Benito Savo (Forza Italia), Luigi Lazzari (Forza Italia), Filippo Mancuso (Gruppo Misto, Presidente del Collegio Arbitrale della Camera dei Deputati), Enzo Bianco (Margherita DL Presidente del Comitato parlamentare per i Servizi di Informazione e Sicurezza e per il segreto di Stato) Franco Grillini (DS) Antonio Maccanico (Margherita - l'Ulivo) Montecuollo Lorenzo (Udeur Segretario Commissione parlamentare consultiva sull'attuazione della riforma amministrativa)
-al Senato, Luigi Compagna (Udc), Aventino Frau (Patto-liberaldemocratici), Antonello Falomi (Lista Occhetto-Di Pietro) Ida D'Ippolito, (com. direttivo del Gruppo di Forza Italia) Oskar Peterlini (Gruppo parlamentare per le Autonomie, Segretario Giunta delle elezioni ed immunità) Giovanni Brunale (DS, Segretario della VI Commissione Finanze)
L'appello è stato sottoscritto anche da alcuni giuristi. Ecco i nomi dei primi firmatari:
prof. Giovanni Battista Ferri (Diritto civile, Università La Sapienza di Roma) prof. Gianfranco Palermo (Diritto privato, Università La Sapienza di Roma) prof. Bruno Romano (Filosofia del diritto, Università La Sapienza di Roma) prof. Giuseppe Di Federico (Membro del Consiglio Superiore della Magistratura) prof. Michele Ainis (Diritto pubblico, Università di Teramo) prof. Attila Tanzi (Diritto internazionale, Università di Verona)
* PARMALAT, SCANDALO TUTTO POLITICO. OCCORRE RESTITUIRE MANO LIBERA AL MERCATO
http://www.brunoleoni.com 6/03/2004
Milano - Le coraggiose rivelazioni del quotidiano "Libero", che ha saputo scovare nei verbali di Calisto Tanzi le connessioni che questi intratteneva col mondo politico, accendono nuove luci sullo scandalo finanziario che ha sconvolto l'Italia.
"In troppi", commenta Alberto Mingardi, direttore Globalizzazione e Concorrenza dell'Istituto Bruno Leoni, "si sono affrettati a recitare il de profundis per l'ordine di mercato: come se la frode fosse una malattia congenita del capitalismo. Vediamo invece che essa è un sintomo di ben altro male: l'intrusione dello Stato in territori che non gli competono".
Quello in cui era attiva Parmalat era un business viziato da troppi sussidi, di provenienza ora nazionale ora europea. In una situazione siffatta, un'impresa non risponde più ai consumatori, quanto semmai alla politica, per la propria sopravvivenza.
"Ciò che scrive Libero in questi giorni", secondo l'IBL, "dimostra che la corruzione in Italia non è un bubbone esploso nel 1992: è la caratteristica tipica del sistema, e non ci sono speranze di guarigione finchè non si scioglierà l'intreccio tra affari e politica, restituendo mano libera al mercato".
* LIBERALITALIA. VERSO GLI STATI GENERALI
Sabato 28 febbraio si è svolta a Roma, nella sede di Società Aperta, una prima riunione del comitato promotore degli Stati Generali. Il processo di costruzione del soggetto politico dei cittadini senza potere prosegue dopo il meeting di Bergamo e dopo il lancio dell'iniziativa degli Stati Generali.
Erano presenti liberali di mezza Italia e di diverse sensibilità politiche. Dal napoletano Giuseppe Viviani al siciliano Pippo Ferrante, dal sardo Ibba al romano Pierucci. Vi erano i giovani della federazione dei liberali Pietro Paganini e Giuliano Gennaio, nonchè, sempre della FdL, Guido di Massimo. Vi erano appartenenti al PL Come Nico Valerio e Adriana Pittino. Alla riunione hanno partecipato anche Filippo Giacalone, Luca Loffredo, Pietro Manzella, Mario Lamantia e, naturalmente Claudio Pietroni, Vittorio Vivona ed il sottoscritto. Chiedo venia se ho dimenticato di citare qualcun altro presente.
Non c'era il padrone di casa, Enrico Cisnetto perchè trattenuto a Milano da imprevisti impegni di famiglia.
Ad alcuni partecipanti non ancora è chiaro lo sbocco del percorso intrapreso e, con mentalità "costruttivista" si vorrebbe prefigurare il soggetto ma pensando a qualcosa di già costruito piuttosto che sforzarsi di immaginare qualcosa di nuovo.
E intanto prosegue la raccolta delle firme in calce all'appello lanciato a Bergamo (cfr. www.liberali.net ) perchè senza un numero considerevole di adesioni gli Stati Generali non potranno essere tenuti. E' stata ribadita la volontà a non voler costituire un ennesimo partitino, perchè il progetto è molto più ambizioso: costituire uno strumento per offrire, innanzi tutto ai liberali ed ai cittadini delusi e disgustati di questo centrodestra e di questo centrosinistra, il tentativo di realizzare la radicale alternativa liberale al regime partitocratico, sindacatocratico e burocratico. Questa è la "mission" che sarà rimpolpata di progetti concreti e reperirà mezzi umani e finanziari se il progetto lanciato da Liberalitalia avrà successo. (bl)
* VENETO LIBERALE. RIUNIONE DELLA DIREZIONE ALLARGATA AL C.F.
Si è svolta giovedì 11 marzo 2004, dalle ore 21, in Castelfranco Veneto (Tv), la riunione della direzione di Veneto liberale. La riunione era allargata al Consiglio federativo. Anche stavolta erano presenti simpatizzanti e curiosi del progetto.
Assenti giustificati Luciano Fabris (movimento radicale bassanese di Bassano del Grappa) e Carlo Manera (Lib.id.o.s. Padova) La discussione si è aperta dalle relazioni di Luca Miotti e dell'arch. Canilli sulla possibilità di una lista di Unione laica a Bassano del Grappa, alle prossime elezioni amministrative. Entrambi hanno concordato che è prematuro escludere tale opportunità, anche se di difficile realizzazione.
Beppi Lamedica ha illustrato il progetto di Liberalitalia per indire gli Stati Generali Liberali. Ha distribuito, anche agli ospiti il testo dell'appello da inviare anche via fax. Ha proposto una mozione sulle prossime elezioni europee al consiglio federativo, mozione che è stata approvata dopo una vivace discussione cui hanno partecipato Marco Spadaro (gruppo d'azione liberale di Venezia), Luca Miotti (associazione "Fratelli Rosselli" di Castelfranco Veneto) e Roberto Granzotto (A.R.C.A. di Conegliano).
Quindi Luca Miotti e Beppi Lamedica hanno informato i presenti sull'impegno assunto da Veneto liberale nella gestione della LIAC.In particolare hanno preannunciato che sin dalle prossime settimane si dovranno porre le premesse per la riuscita di un incontro nazionale tra le associazioni anticlericali italiane, incontro da svolgersi in occasione del prossimo XX settembre.
Infine Marco Spadaro e Claudio Gabrieli hanno ribadito l'impegno a organizzare almeno un incontro pubblico per permettere alla consigliera regionale Claudia Cadorin di illustrare la sua proposta di modifica (in senso maggioritario) della legge elettorale regionale. (bl)
* VENETO LIBERALE. MOZIONE SULLE ELEZIONI EUROPEE: SCIOPERO DEL VOTO
Il Consiglio federativo di Veneto liberale, riunitosi oggi 11 marzo 2004 a Castelfranco Veneto (Tv)
premesso che
"[...] L'Italia è [...] da troppi anni, in assoluto, il paese più condannato per violazioni di diritti umani dalla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, con un record ormai largamente superiore ad una condanna al giorno. E, in numerose e gravi circostanze, da decenni, la riduzione delle norme vigenti a puro e semplice richiamo di valore ordinatorio ci appare ben più di un rischio, ponendo le stesse istituzioni della Repubblica nella condizione tecnica di realtà che vivono "fuori-legge", cioè al di fuori del perimetro della legalità.[..]>>.
Visto che la frase precedente, tratta dalla richiesta parlamentare di monitoraggio della legalità in Italia del prossimo ciclo elettorale da parte di istituzioni internazionali, è sottoscritta addirittura da parlamentari aderenti ai partiti di regime.
Vista la mozione del 6° congresso di Veneto liberale del 21 dicembre scorso in cui, sulla premessa di un'analisi analoga a quanto esplicitato nella frase più su riportata, si è deliberato di "[...] di accantonare la tradizionale scelta del non voto qualora si realizzassero le condizioni per una radicale alternativa liberale possibile [...] [e] di essere disponibile a sostenere alle prossime elezioni europee le candidature di una lista liberale [...]."
Dato che anche se si voterà con il sistema proporzionale la consultazione elettorale sarà una prova generale per una scelta pro o contro Berlusconi, alle prossime politiche.
Constatato che i due schieramenti contrapposti tenteranno di arrivarci più coesi possibili per rendere appetibile ai propri tifosi la scelta e, quindi, in questa tornata anche all'interno degli schieramenti si incroceranno le armi: il centrosinistra, con la lista detta del "triciclo", tenterà di egemonizzare lo schieramento su posizioni riformiste, ma si scontrerà con la necessità di accorpare di "tutto e di più" se vuole tentare di sconfiggere la squadra berlusconiana, e Forza Italia, a sua volta, dovrà vedersela con le bizze di Fini e, soprattutto, di Follini, essendo la Lega Nord necessariamente sua alleata se vuol contare qualcosa in molta parte dell'Italia settentrionale.
Verificato, purtroppo, che le convention di Segni (20 marzo) e Pannella (27-28 marzo) sono dei meri espedienti per tentare di trovare anche loro dei tifosi, per non essere schiacciati dal referendum pro o contro Berlusconi.
Non condividendo la strategia di Segni che si accontenterebbe delle briciole che gli ex elettori di Forza Italia vorranno gratificarlo, nè condividendo quella di Pannella che vorrebbe rilanciare l'immagine della radicale alternativa liberale al regime, tentando, contraddittoriamente, di "concertare" con i partiti di regime programmi di riforme, pur di avere un po' di visibilità.
Afferma, invece,
1) che la radicale alternativa liberale ai poli conservatori è necessaria, visto il declino del sistema economico-finanziaria del paese, cui il sistema politico non è in grado di reagire; 2) che la radicale alternativa liberale diventerà possibile se si sarà in grado di fornire ai cittadini senza potere un soggetto politico capace di immettere anche nelle istituzioni locali attivisti liberali cui questa Italia, così com'è, non piace. 3) che altrimenti non resta che continuare ad essere al fianco dei cittadini delusi e disgustati, che sono stufi di turarsi il naso nel momento in cui dovrebbero esercitare il loro diritto di voto.
Delibera
di sostenere ancora una volta la necessità di sottrarre consensi ai partiti di regime esercitando il diritto politico di sciopero del voto alle prossime elezioni europee
e quindi sollecita
i delusi e i disgustati di ambedue gli schieramenti a non farsi irretire da coloro che, con il loro comportamento da sopravvissuti, dilapidano energie umane e finanziarie che potrebbero essere utili al necessario e possibile percorso per realizzare anche nel nostro paese una democrazia liberale in luogo del regime partitocratico, sindacatocratico e burocratico vigente.
* LETTURE
ANTONIO MASALA "IL LIBERALISMO DI BRUNO LEONI" Rubettino, Soveria Mannelli (Cz) 2003
LA LIBERTA' E LA LEGGE
Bruno Leoni ha sostenuto la necessità di un processo di formazione delle norme giuridiche analogo al processo di formazione dei prezzi nel mercato: così come nel mercato l'incontro tra domande permette la formazione del prezzo, nel diritto l'incontro di pretese permette la nascita di norme giuridiche. Solo quel tipo di processo è compatibile con la libertà individuale, intesa non tanto nel senso di libertà dal "bisogno" (come la intendono molti democratici) ma libertà dagli altri uomini. Il principio confuciano-evangelico, "non fare all'altro quello che non vorresti fosse fatto a te", è la regola aurea che sottende al concetto di libertà, secondo Leoni: libertà quale assenza di coercizione. Di qui la necessità di una unica logica che dovrebbe regolare il mercato, il diritto e la politica: il libero scambio. Di qui la necessità di impedire la pianificazione, diminuire l'inflazione legislativa e limitare le "scelte collettive" per depotenziare la coazione incompatibile con la libertà individuale. In ultima analisi far deperire il potere degli enti collettivi.
In fondo il "modello Leoni", con la sua parificazione "legislazione-pianificazione", più che un'alternativa al socialismo è un'alternativa allo stato democratico interventista.
Il libro è illuminante in quanto descrive, attraverso l'esame di vari scritti di Leoni, l'evoluzione della sua filosofia del diritto. E il fatto che il suo insegnamento sia stato ignorato per decenni dai liberali italiani (ad eccezione del piccolo gruppo torinese che si raccoglieva al Centro Einaudi), spiega l'arretratezza del liberalismo nostrano, rimasto inchiodato alla vecchia e stantia polemica tra liberalismo e liberismo, perchè incapace di confrontarsi con il "classical liberalism".
Il merito di Masala, Cubeddu e di altri, e di editori più o meno piccoli ma coraggiosi, è quello di averci permesso di scoprire questo lato del liberalismo che ben si distingue dal democratismo illiberale che ha trasformato i cittadini in sudditi.
Naturalmente questo testo va letto quale introduzione al fondamentale libro di Leoni "La libertà e la legge" del 1961 (cfr. pnm N. 10 - 16 gennaio 2001) e pubblicato in italiano solo nel 1995 (a cura di R. Cubeddu, Liberilibri, Macerata) dopo le edizioni in lingua inglese e spagnola. (bl)
SOMMARIO: Introduzione - Cenni biografici - Cap. I: Razionalità del diritto e pubblica opinione - Cap. II: Il metodo delle scienze sociali - Cap. III: Lo studio delle idee politiche - Cap. IV: I governi, le leggi e le libertà economiche - Cap. V: Stato e potere, scienza politica e scienza economica - Cap. VI: Diritto e libertà, il "modello Leoni" - Appendice: alcune lettere inedite - Bibliografia: 1) Opere di Bruno Leoni 2) Articoli di Bruno Leoni su "24 Ore" 3) Altre opere citate.
BRUNO LEONI "LA LIBERTÀ DEL LAVORO " a cura di Carlo Lottieri prefazione di Sergio Ricossa Leonardo Facco Editore, Treviglio (Bg) 2004 prezzo: 12 euro, compresa spedizione
SCRITTI SU CONCORRENZA, SCIOPERO E SERRATA - E' DAVVERO UN DIRITTO QUELLO DI SCIOPERO?
Con la pubblicazione di questa antologia di scritti in cui compaiono alcuni importanti testi sui temi del lavoro e dell'economia pianificata, si evidenzia quanto Bruno Leoni fosse schierato a difesa della libertà contrattuale e del principio di responsabilità.
Oltre ad aprire strade nuove e ad elaborare teorie originali nell'ambito della filosofia del diritto e della scienza della politica, l'autore fu sempre molto attento alle esigenze del mondo produttivo, esercitando la professione d'avvocato e d'amministratore di patrimoni, collaborando a quotidiani e periodici, intervenendo nel dibattito politico ed economico.
Nel momento in cui mette in discussione quello che definisce "il cosiddetto "diritto" di sciopero", che da liberale autentico egli considera un'inadempienza contrattuale (al pari della serrata), Leoni compie molto più che una semplice provocazione. In effetti, egli aiuta ad individuare criteri etico-giuridici in grado di difendere la libertà degli individui (imprenditori e lavoratori), sempre più compressa dall'invadenza della legislazione, dagli arbitri del potere politico, dal prevalere di interessi corporativi e sindacali. (Leo Facco)
Il libro può essere ordinato anche via e-mail leofacco@tin.it o richiesto via fax o telefono Fax: 0363 - 304.304 Tel: 335 - 80.822. 80
Non dimenticare la Cecenia! Puoi sostenere il Piano di Pace del Ministro ceceno degli Affari Esteri in favore di un'amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite sulla Cecenia firmando l'appello sul sito del PRT: www.radicalparty.org
Olivier Dupuis - Membro del Parlamento europeo Tel. +32 2 284 7198 Fax +32 2 284 9198
COMUNICAZIONE: Il prossimo numero e' previsto intorno al 27 marzo 2004.
Redazione: Beppi Lamedica - Via Ortigara, 6 31033 Castelfranco Veneto (Tv)
Tel :+39-0423-49.22.51 Cell.+39-328-973.80.29 Fax :+39-0423-49.22.51
E-mail: adams@libero.it http://groups.yahoo.com/group/liberali_veneti