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A Carnevale ogni scherzo vale. Le multe ai pedoni che non rispettano il senso della marcia ed intasano i ponti e le calli durante il carnevale di Venezia.

Venezia, 5 febbraio 2004. Ai suoi molti e insoluti problemi, Venezia dovrà aggiungerne un altro: una sorta di puzzle, diciamo una novità poco gaudiosa e piuttosto eccentrica. Difatti il comandante dei vigili urbani, Francesco Vergine, ha diramato una ferrea ordinanza sul traffico pedonale durante le feste di Carnevale. Specialmente nel centro storico, dal 7 al 24 febbraio saranno puniti i pedoni che "vanno contromano" e in qualche misura "impediscono il pacifico scorrimento dei passanti". Allo scopo verranno introdotte delle colorate transenne o funi divisorie. Ai pedoni indisciplinati potranno essere comminate ammende fino a 500 euro, che fanno un milione tondo. Va subito precisato che l'iniziativa del comandante Vergine ha suscitato interesse e profondo stupore. Dice un anziano insegnante del liceo Foscarini: "Va bene, lo sappiamo che Venezia è un "unicum", una città inimitabile anche se più volte imitata. Ma in questo caso si esagera con i colpi di testa. Non si capisce, ad esempio, come si debba arginare il traffico pedonale nel momento in cui la popolazione è al suo minimo storico: circa 60mila abitanti. Niente di simile è mai stato decretato quando i residenti erano quattro volte tanto, e la Serenissima stava al centro dell'Europa commerciale e culturale".

È un'osservazione puntuale, che sottolinea la "stranezza" dell'ordinanza comunale. A parte le transenne, più o meno colorate, che non saranno certo un bello spettacolo in piazza San Marco e nelle Mercerie.

 

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