
Articolo di: Angelo Miatello
Pubblicato il: 21.01.2003
In breve:
La Mostra è curata da Vittorio Sgarbi. Palazzina di Caccia di Stupinigi dal 16 novembre al 16 febbraio.
Fra le opere anche un Giorgione il "Doppio ritratto", usato come poster che pubblicizzano la mostra per le vie di Torino e la copertina del catalogo Artificio-Skira.
La Mostra è curata da Vittorio Sgarbi. Fra le opere anche il «Doppio ritratto» di Giorgione. Un quadro splendido, pubblicato nella copertina del catalogo Artificio-Skira e sui poster che pubblicizzano la mostra.
Un Giorgione per le vie di Torino fa onore al Museo Giorgione (www.museogiorgione.it ), all'Associazione AIDA (www.associazioneaida.net ) e naturalmente alla sua città natale che sembra sempre di più distaccata dalla cultura e dal saper approfittare di questi grandiosi eventi per trovare punti d'incontro e stimoli per valorizzare una figura intellettuale, qual è stato appunto il Giorgio da Castelfranco. Nessuno ne parla, salvo noi....che speriamo di portare qualche visitatore per ammirare ed approfondire i tre secoli d'oro dell'arte italiana. (A. Miatello)
Dopo aver ottenuto un travolgente successo di pubblico in Australia, dov'è stata visitata da 300 mila persone prima a Canberra e poi a Melbourne tra la primavera e l'estate di quest'anno, arriva adesso anche in Italia, a Torino, la mostra «Da Tiziano a Caravaggio a Tiepolo», curata da Vittorio Sgarbi. Allestita nella Palazzina di Caccia di Stupinigi, la rassegna è aperta al pubblico dal 17 novembre fino al 16 febbraio 2003. Concepita come un'antologia di storia dell'arte italiana da presentare all'estero, la mostra ha l'aspetto di una pinacoteca che riunisce temporaneamente capolavori provenienti dai più importanti musei d'Italia, insieme a dipinti concessi in prestito da alcuni collezionisti privati. In tutto sono un'ottantina le opere che consentono di ripercorrere l'evoluzione di «Tre secoli d'arte italiana. Da Tiziano a Caravaggio a Tiepolo», come precisa il titolo. Ma subito bisognerebbe aggiungere che in mostra possiamo ammirare anche Giorgione, Tintoretto, Veronese, Bernini, Canaletto e Guardi, e che accanto a personalità così celebri, troviamo inoltre molti artisti meno noti al grande pubblico, ma non per questo minori: il Bassano, il Barocci, il Romanino, Guido Cagnacci, Tanzio da Varallo, Bartolomeo Passerotti e così via. Seguendo un percorso cronologico, la visita può incominciare da Rosso Fiorentino, che dipinge il violento episodio biblico in cui Mosè difende le figlie di Ietro (Galleria degli Uffizi, Firenze), adottando quello stile antirealistico e teatrale, etichettato in passato come manierista, ma che oggi ci appare di un virtuosismo straordinario. Poco più in là campeggia il «Doppio ritratto» di Giorgione. Un quadro splendido, pubblicato nella copertina del catalogo Artificio-Skira e sui poster che pubblicizzano la mostra. Altri capolavori di valore inestimabile la «Crocifissione» di Tiziano, (opera della maturità dell'artista, che in Australia non era stata portata, mentre la troviamo qui a Stupinigi concessa in prestito dalla pinacoteca comunale di Ancona) e il ritrovato ritratto di Piero Aretino. Nuovo è anche l'inserimento del «Cristo alla Colonna» di Jusepe de Ribera, detto lo Spagnoletto, proveniente dalla Galleria Sabauda di Torino. Un dipinto del quale viene per l'occasione e per la prima volta precisata l'autografia e l'originaria appartenenza alla collezione Doria. In Australia c'era, invece, la celebre «Annunciazione» di Lorenzo Lotto (dalla Pinacoteca di Recanati), nella quale divertente e curioso è il particolare del gattino che scappa impaurito dall'improvvisa discesa dell'angelo annunciante. Opera celeberrima è anche il «Narciso» di Caravaggio, proveniente dalla Pinacoteca di Brera, che è uno dei primi e più seducenti esempi del luminismo caravaggesco. Ben documentata in mostra è anche la pittura di genere, ossia i quadri che trattano soggetti di vita quotidiana. Di Bartolomeo Passerotti sono esposti la «Macelleria» e la «Pescheria». Due dipinti della Galleria di Palazzo Barberini a Roma, nei quali l'artista bolognese (1529-1592) descrive con vivace realismo l'attività di due commercianti. Dello stesso tenore è l'«Ortolana» di Vincenzo Campi (Pinacoteca di Brera, Milano). Restando nell'ambito delle iconografie laiche, di grande intensità psicologica sono i ritratti di Gian Gerolamo Grumelli, detto «Il Cavaliere in rosa», e di Gian Gerolamo Albani, entrambi dipinti da Giovan Battista Moroni, che ha vissuto gran parte della sua vita a Bergamo. Un altro artista bergamasco eccellente è Evaristo Baschenis (1617-1677), autore di metafisiche nature morte con strumenti musicali: qui in mostra ce n'è una assai bella proveniente da Palazzo Pisani Moretta di Venezia. Con quest'opera siamo ormai entrati nel pieno del Seicento e dell'età barocca sono esemplari il dipinto mitologico «Et in Arcadia Ego» del Guercino e il busto di Papa Innocenzo X scolpito in marmo statuario dal Bernini. Altro esponente di spicco del barocco romano è Giovan Battista Gaulli, detto il Baciccio, in mostra col «Riposo nella fuga in Egitto» della Galleria nazionale di Palazzo Corsini a Roma, e con il «Ritratto del cardinale Giulio Spinola», della Fondazione Cavallini-Sgarbi. Mentre il colorito e pittoresco Seicento napoletano lo ritroviamo ben documentato nei dipinti di Luca Giordano e di Salvator Rosa. Si ritorna poi nel nord Italia e all'ambiente veneto con il «Cristo Crocefisso» di Giambattista Piazzetta, il «Ratto di Europa» di Sebastiano Ricci, «Il Tempo scopre la verità» di Gianbattista Tiepolo, alcuni paesaggi di Marco Ricci e le «serenissime» vedute di Venezia di Canaletto e Guardi. Con queste grandi tele, connotate da una visione analitica, antibarocca e ormai illuminista del reale, il percorso si chiude. Ma chi volesse può ancora fare un confronto con i Canaletto esposti alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli del Lingotto. (di Guido Curto, La Stampa web)
Scheda tecnica: tutti i giorni dalle 10 alle 19, chiuso lunedì. L'ingresso intero costa 7 euro, 5 per i gruppi, 4 ridotto, 2 per le scuole. Informazioni sulla mostra e prevendita biglietti: TicketOne telefono 02/39226290, indirizzo Internet www.ticketone.it . Prenotazione gruppi: TicketOne 02/39226290, fax 02/700444854, gruppi@ticketone.it . Prenotazioni scuole e prenotazione per visite guidate: Itineraria 011/4347954, fax 011/4340250, Itineraria@tiscalinet.it